Artrite reumatoide e artrosi: 9 piante efficaci

Una raccolta di studi passa in rassegna le piante per combattere i sintomi dell’artrosi e dell’artrite reumatoide

Ve ne parliamo spesso: grazie alle loro proprietà antinfiammatorie e antiossidanti, alcune piante sono un valido aiuto nel trattamento dei disturbi reumatologici (come l’artrite reumatoide) e dei dolori articolari.

Questa pubblicazione, apparsa alla fine di ottobre sulla rivista Medicines ad opera del Dipartimento di Scienze Farmaceutiche del Presbyterian College School of Pharmacy (South Carolina), presenta i benefici di nove piante secondo studi di alta qualità e dosaggi precisi sotto forma di estratti, decotti o unguenti.

Mentre il modo d’azione di certe piante rimane misterioso, questo studio conferma le proprietà di altre, come la curcuma, la camomilla e lo zenzero, e permette di scoprirne di meno note, in particolare dalle tradizioni erboristiche cinesi e iraniane.

[ Breanna N. Lindler et al., « Use of Herbal Medications for Treatment of Osteoarthritis and Rheumatoid Arthritis », 28 octobre 2020, Medicines 2020, 7, 67. ]

Curcuma, per limitare l’ibuprofene e il Diclofenac

Grazie alle sue molteplici proprietà antinfiammatorie, la radice di curcuma inibisce fortemente la produzione di alcuni ormoni che favoriscono l’infiammazione.

L’assunzione di 1.000 mg al giorno di estratti di Curcuma per un mese permette un miglioramento significativo del punteggio di Womac (scala di valutazione del dolore e della rigidità) con meno effetti collaterali dell’ibuprofene.

La curcumina è altrettanto efficace del Diclofenac gel (il Votarene) nel ridurre il dolore e, al suo utilizzo è anche associata una perdita di peso.

Infine, due mesi di assunzione di theracurmina, una forma altamente biodisponibile di curcumina (180 mg al giorno), riduce il dolore alle ginocchia.

Camomilla tedesca: infuso antinfiammatorio

Utilizzata da secoli per il trattamento dei dolori articolari, la camomilla contiene diversi composti la cui azione antinfiammatoria rallenta i processi che portano all’artrite reumatoide.

Il consumo giornaliero di 6 grammi di camomilla diviso in due assunzioni è associato ad un miglioramento della sensibilità delle articolazioni.

Sotto forma di olio applicato durante una crisi acuta la Matricaria chamomilla permette di ridurre in modo più significativo rispetto al Diclofenac l’uso di  antidolorifici “di soccorso”.

Estratto di zenzero per il dolore e la rigidità

L’attività antinfiammatoria di Zingiber officinale è stata ampiamente studiata ed è nota per essere efficace nell’alleviare il dolore dell’osteoartrite.

Assumere da 30 a 500 mg al giorno di estratto di zenzero può migliorare i sintomi, in particolare il dolore alle ginocchia. Contro i dolori del mattino, 250 mg di zenzero per via orale sembrano essere efficaci.

Un’applicazione topica per tre mesi aiuta anche a ridurre il dolore e la rigidità legati all’artrosi del ginocchio.

Aschwaganda, boswellie e albero della gomma: da scoprire

Meglio conosciute dalla tradizione ayurvedica e cinese, queste tre piante sono più difficili da trovare nelle nostre farmacopee europee, eppure hanno effetti interessanti per ridurre il dolore e la rigidità dovuti all’artrite reumatoide e all’artrosi.

Ashwagandha, per le ginocchia e la cartilagine

Una pianta tradizionale ayurvedica, la Withania somnifera riduce gonfiori, arrossamenti, deformità e anchilosi.

Grazie alla sua azione protettiva sulla cartilagine e ai suoi effetti analgesici, l’ashwagandha assunto sotto forma di estratti da 125 a 250 mg al giorno per tre mesi riduce significativamente il gonfiore del ginocchio, il dolore e la rigidità.
L’assunzione di 250 mg permette di osservare più rapidamente gli effetti dopo quattro settimane e di limitare l’uso di antidolorifici.

Boswellia, per ridurre il dolore

Conosciuta anche come incenso, la Boswellia è stata usata per secoli nella medicina ayurvedica.

Inibendo un ormone specifico, la prostaglandina E2, riduce l’infiammazione e il dolore. Si pensa riduca l’artrite migliorando la distanza tra le articolazioni del ginocchio e riducendo gli osteofiti (crescita ossea intorno ad un’articolazione).

L’assunzione orale di 100 mg al giorno di estratto di Boswellia serrata per otto settimane permette un significativo miglioramento dei sintomi dolorosi.

Assunta per più di 4 mesi, aiuta a ridurre il dolore e la rigidità nei pazienti affetti da osteoartrite.

Uno studio del 2019 indica che un’applicazione topica della Boswellia Carterii B. (olio essenziale) per sei settimane è più efficace nel ridurre il dolore al ginocchio del Diclofenac gel (Voltarene). Questo stesso studio indica anche che l’olio di Boswellia è più efficace dell’olio di Sesamo per queste patologie.

Funzionalità articolare e stati di tensione localizzati: antinfiammatorio, antiartritico, antinfiammatoria intestinale.
60 capsule per 30 giorni

Boswellia Curcuma Zenzero
5/ stars
Un prodotto molto pratico e valido. Mi aiuta sia per la circolazione che per l'artrosi.

L’albero della gomma per proteggere la cartilagine

L’Eucommia ulmoides ha recentemente dimostrato il suo potenziale per il trattamento dell’osteoartrite e dell’artrite reumatoide.

La sua azione aiuta a proteggere la cartilagine articolare e, uno dei suoi componenti bioattivi, l’aucubina, aiuta a ridurre le lesioni da osteoartrite e a limitare i fenomeni infiammatori.

Tre mesi di assunzione di estratti di Eucommia ulmoides in aggiunta ad un farmaco come il Meloxicam, risulta più efficace del solo Meloxicam nel trattamento del dolore, riducendo gli effetti collaterali (Meloxicam è un farmaco utilizzato durante gli attacchi acuti di osteoartrite o, a lungo termine, per l’artrite reumatoide e la spondilite anchilosante).

Tripterigium, Eremostachia e Peonia cinese

Meno conosciute alle nostre latitudini, queste tre piante sono particolarmente promettenti in termini di effetti benefici sui sintomi dell’osteoartrite.

Diffusa in Medio Oriente, l’Eremostachys laciniata (una pianta lunga con foglie lanuginose e fiori giallo-bianco) è tradizionalmente usata dagli iraniani sotto forma di decotti. Sebbene il suo meccanismo d’azione sia ancora misterioso, gli studi dimostrano che gli estratti acquosi o grezzi hanno interessanti effetti antinfiammatori.
L’applicazione di una pomata contenente lo 0,5% di estratto di Eremostachys laciniata per due settimane riduce significativamente il dolore dovuto all’artrite e riduce anche l’infiammazione delle articolazioni.

Se preferite i decotti, le radici della peonia cinese (Paeonia lactiflora) contengono peoniflorina che si infiltra nelle cellule infiammatorie per diminuirne l’attività, riducendo così il dolore e il gonfiore delle articolazioni, l’ipertrofia sinoviale e la degradazione della cartilagine.
Può essere utilizzata sotto forma di radici essiccate o in polvere, estratti acquosi o decotti contenenti almeno il 90% di peoniflorina.

Infine, gli estratti di Tripterygium wilfordii Hook F, una pianta rampicante recentemente inserita nella farmacopea cinese (in precedenza era considerata troppo tossica), sono interessanti per limitare i processi infiammatori e proteggere la cartilagine.
Diversi studi recenti indicano una potente efficacia, anche superiore ad alcune droghe sintetiche, ma deve essere assunta con molta attenzione e sotto controllo medico, a causa dei suoi effetti collaterali.

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