Sei in: Home | Piccolo test per vivere più a lungo

Piccolo test per vivere più a lungo

25 luglio 2017

Se rispondi “sì” alle seguenti 4 domande, puoi dividere per 2 il rischio di mortalità rispetto alle persone della tua età.

Inoltre, potresti avere 2,4 probabilità in più di vivere senza Alzheimer, e il 30% di rischio in meno di “rimbambimento”,  che oggi si chiama “demenza senile”.

E… se rispondi “no” ad una o più di queste domande, seguono semplici modi per trasformare questi “no” in “sì”.

Le 4 domande

  1. Rispondi o no alla seguente dichiarazione: « Alcune persone vagano, e attraversano la vita senza scopo, ma io non sono una di queste» ?
  2. Rispondi o no alla seguente dichiarazione: « Mi sento bene quando ripenso al mio passato, e quando penso a ciò che sarà il futuro » ?
  3. Stessa cosa per « Sento di aver già fatto molto e vissuto avventure, ma ho ancora tanto da scoprire. »
  4. Stessa cosa per « Ho molti progetti e temo di non vivere abbastanza a lungo per portarli a compimento. »

Se hai risposto “sì” a una o più di queste domande è molto positivo, perché significa che hai un obiettivo chiaro che guida la tua vita.

Ora, secondo Patricia Boyle, neuropsicologa presso il Centro Rush per la malattia di Alzheimer a Chicago (USA), l’avere uno scopo nella vita (purpose in inglese) « è un indicatore molto affidabile di buona salute e benessere negli anziani ». [1]

Con i suoi colleghi ricercatori, ha seguito un gruppo di 1.238 individui (età media 78 anni) per 5 anni. E ha scoperto che le persone che avevano obiettivi per animare la loro esistenza, avevano due volte meno di probabilità di morire rispetto ad altri! [2] E sviluppando un minor numero di disabilità.

Il dottor Boyle ha seguito anche quasi 1.000 persone, età media di 80 anni, per un periodo di massimo 7 anni. Il suo team ha scoperto che le persone con uno scopo nella vita, hanno 2,4 volte più di probabilità di sfuggire alla malattia di Alzheimer rispetto a quelli che non lo hanno.[3]  E che questo rallenta il tasso di declino cognitivo di circa il 30%.

Il dato in ogni caso più impressionante  è che, anche se la malattia si deposita nel cervello (l’Alzheimer è caratterizzata dallo sviluppo di placche chiamate “amiloidi“), il fatto di avere degli obiettivi protegge contro l’insorgenza dei sintomi dell’Alzheimer.
In altre parole: il tuo cervello ne è influenzato, ma la tua vita va avanti come prima, senza i segni di malattia.

Sei più felice, dormi meglio e i tuoi organi funzionano meglio, soprattutto il cervello.

Che cosa significa “avere uno scopo nella vita”?

Per gli psicologi, « avere uno scopo nella vita » significa « vivere per un obiettivo che va oltre le necessità quotidiane (mangiare, dormire, lavarsi…). Un obiettivo che aiuta ad organizzare le attività quotidiane », secondo Patrick Hill, psicologo presso l’Università di Ottawa.

Nutrirti, lavarti, dormire, fare le pulizie, acquistare “cose”… per te sono mezzi, non sono certo lo scopo della tua esistenza.

Il tuo obiettivo è altrove.

Riguarda forse l’occuparti di persone di cui sei responsabile, accudire un animale domestico, portare avanti un progetto artistico, un’invenzione, un’azienda, compiere una prodezza sportiva, fare un viaggio…

Forse stai assistendo un coniuge, un figlio, un parente malato.

Forse ti impegni per garantire il futuro della tua famiglia, abbellire la tua casa, il tuo giardino, o l’ambiente.

Forse ti prendi cura dei tuoi figli o dei tuoi nipoti.

Se sei avanti con l’età e non hai molta forza fisica,  puoi trasmettere agli altri la saggezza che la vita ti ha insegnato per evitargli incidenti, contrattempi, e aiutarli a riuscire meglio.

O forse assicuri una presenza, un ascolto, per quelle persone che ne hanno bisogno.

Trovare uno scopo nella vita quando si è soli, malati, sfortunati

La questione, ovviamente, è come trovare uno scopo nella vita quando si è soli, malati e/o infelici.

Perché puoi anche avere uno scopo chiaro, ma un giorno una malattia, un infortunio, o la vecchiaia, ti sorprendono. E ti rubano la speranza di raggiungere il tuo obiettivo.
Quindi, è l’essere (o il sentirsi) vecchi/malati che ci impedisce di avere obiettivi motivanti nella vita!

Cosa fare quando le cose vanno (davvero) nel verso sbagliato?

Il segreto è quello di capire che avere uno scopo nella vita non significa necessariamente cercare di realizzare i tuoi sogni più folli…

I media presentano regolarmente storie fenomenali: c’è chi attraversa la Manica a nuoto (privo di braccia e di gambe),[4] chi scala l’Everest (essendo cieco)[5]

Questi risultati sono fantastici: ci ricordano – e questo è necessario – che le forze spirituali dell’essere umano sono praticamente illimitate.

“Niente è impossibile per un cuore coraggioso”, dice un proverbio.

Tuttavia, per la maggior parte di noi, realizzare i sogni più arditi è raramente possibile e, in ogni caso, non è questo che conta.

La dottoressa Patricia Boyle conferma: « La cosa importante è quella di dare un contributo », per quanto modesto, al mondo che ci circonda.

Così, di recente, abbiamo sentito parlare di una signora di 80 anni, affetta dal morbo di Alzheimer da due anni e mezzo. Eppure lei continua a fare volontariato in un rifugio per senzatetto. Il risultato è che le sue capacità mentali sono ora molto più alte di quelle degli altri pazienti del suo gruppo, anche di quelli più giovani di lei.

Le persone che si prendono cura di un gatto o di un cane ben sanno quanto sia importante e gratificante. Ci spinge ad alzarti dal letto al mattino, ad uscire, ad occuparci del cibo, e si riceve in cambio un affetto e una fedeltà senza limiti! Inoltre, osservare un animale, è fonte di meraviglia e di profonde riflessioni sulla vita, sulla natura e sugli esseri umani (per confronto…).

Offrire il proprio aiuto come volontario in un rifugio per cani o per gatti non richiede chissà quale forma o forza fisica, ma è un buon modo per farsi degli amici a quattro zampe. E degli amici tout court.

Anche gli ospedali hanno bisogno di volontari. Se i servizi pediatrici hanno spesso molti candidati, le difficoltà sono maggiori in geriatria (la medicina degli anziani). Eppure: « Dobbiamo pur aiutare i vecchi! », diceva una nonnina di 90 anni che si occupava di pazienti di 20 anni più giovani di lei!
E, anche per questo, non è necessario essere in buona salute: quello che manca di più negli ospedali, istituti, case di cura o di riposo, è il contatto umano, il tempo, e l’ascolto.

Un articolo del New York Times sul tema dello “scopo nella vita”, ha raccontato la toccante storia di un vecchio signore, Manny, appartenente alla comunità ebraica di New York. Fino alla sua morte ha fatto le consegne a domicilio per il macellaio kosher nel suo quartiere. Questo gli permetteva di essere e di sentirsi utile, mantenendo il contatto con le persone della comunità, che lo invitavano regolarmente per un caffè e quattro chiacchiere.[6]

In Italia, e nella maggior parte dei paesi europei, il diritto del lavoro incoraggia a non continuare le attività oltre i 65 anni. Molte persone vengono messe in “prepensionamento” o in pensionamento anticipato a 60 anni. Negli Stati Uniti, dove è consentito, catene di negozi stanno cercando di creare posti di lavoro per gli anziani (e anche per i molto anziani) che desiderino restare in contatto con la vita attiva.

Questo è il caso della catena di supermercati Walmart, che offre loro di aiutare i clienti alle casse per imbustare la spesa e caricarla in auto. Gli orari sono completamente flessibili e su misura a seconda  delle capacità individuali, e le persone testimoniano che si tratta di un modo per incontrare gli altri, divertirsi, e sentirsi meglio:
« Mio fratello la chiama “la mia terapia pagata” », racconta una signora su internet.
« Sistemo i prodotti negli scaffali, ma aiuto anche i clienti che sono sempre cordiali. Il mio obiettivo è quello di dare una mano, fare un buon lavoro e migliorare la mia salute e il mio benessere. Consiglio vivamente di provare. Io lavoro solo due giorni a settimana, e mi fa stare bene. »

Ecco: sono solo idee per trasformare i tuoi “no” in “sì”, alle fatidiche domande di questo articolo. Se ne conosci altri, condividili.

E… buona vita!

  1. Living on Purpose
  2. Purpose in Life Is Associated With Mortality Among Community-Dwelling Older Persons
  3. Effect of a Purpose in Life on Risk of Incident Alzheimer Disease and Mild Cognitive Impairment in Community-Dwelling Older Persons
  4. Philippe Croizon: il nuotatore che ha attraversato la Manica senza gambe e braccia
  5. Erik, il cieco che ha scalato l’ Everest anche per combattere i pregiudizi
  6. Living on Purpose

Scrivi un commento

NatureLab10:51