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Ipotensione: come far risalire la pressione?

4 maggio 2017

Una bici con le ruote a terra.
Questa è la spiacevole sensazione che vive chi soffre di ipotensione: si perde l’equilibrio, si è meno efficaci. Insomma: si è svuotati!

Ricerca le cause dell’ipotensione

Si parla di ipotensione quando la pressione sistolica (il primo dei numeri nella misurazione) è inferiore a 100/60 mm Hg nelle donne e a 110/70 mm Hg negli uomini. L’abbassamento della pressione complica l’ascesa del sangue al cervello, causando vertigini, stordimento e difficoltà di concentrazione. È per questo motivo che, in caso di vertigini, si consiglia di sdraiarsi e sollevare le gambe: per far risalire il sangue verso la parte superiore del corpo con più facilità.

Se il calo di pressione è repentino o rilevante, consulta un medico per escludere eventuali patologie come emorragie, problemi cardiaci o una malattia nervosa.

Attenzione anche ai farmaci!
Un trattamento antipertensivo troppo forte, diuretici, antidepressivi o ansiolitici possono causare questo tipo di effetto secondario.

Se il tuo medico ritiene che sia tutto a posto, è probabilmente un problema di surmenage. E chi dice “surmenage“, dice “esaurimento nervoso” e “demineralizzazione”.

Ecco come ritrovare una pressione corretta.

Alle vostre infusioni!

Ingredienti:

  • Cardo mariano (semi),
  • Liquirizia (radice),
  • Rosmarino (foglie).

Preparazione

Prima di mescolare le piante, schiaccia leggermente i semi di cardo mariano in un mortaio: rilasceranno più facilmente i principi attivi.
Mescola le piante in parti uguali e versa 2 cucchiai di miscela in 75 cl di acqua.
Porta a ebollizione, poi copri per 10 minuti.
Filtra e bevine 3 tazze al giorno, evitando però di farlo alla sera.
Prevedi una cura di 3 mesi, con una pausa di una settimana ogni 3.

Piante & virtù

Il cardo mariano (Silybum Marianum) è una pianta fortificante per il fegato, un tonico vascolare che rafforza le pareti venose e regola il sistema nervoso. Sai quanti litri di sangue passano ogni ora dal tuo fegato? 100 litri! Quindi non dimenticare che la vasocostrizione e la vasodilatazione ne sono dipendenti.

La liquirizia (Glycyrrhiza glabra) è nota per il suo effetto ipertensivo. Fortificante generale, stimola le ghiandole surrenali grazie alla glicirrizina che contiene. Questa sembra avere effetti vicini a quelli dell’aldosterone e del cortisolo, due ormoni prodotti dal surrene per mantenere la pressione sufficiente. La liquirizia interviene anche sull’equilibrio sodio/potassio, che influisce sulla pressione. Per queste ragioni del resto è del contro-indicata in caso di ipertensione.

Il rosmarino (Rosmarinus officinalis) è uno stimolante del flusso sanguigno. Se necessario, dà l’impulso necessario per far salire la pressione sanguigna senza eccessi. È anche un ottimo tonico nervoso, utile contro l’affaticamento.

Alternative e integratori

In alternativa all’infusione, puoi optare per le stesse piante in estratto. Puoi anche combinare il cardo mariano con il ginseng (Panax ginseng), che agisce favorevolmente sulla pressione sanguigna.

Infine, può essere utile associarvi in modo sistematico, per 3 settimane, il plasma di Quinton in soluzione ipertonica. Si tratta di fiale di acqua di mare contenente una panoplia completa di oligoelementi e minerali. Bevine una a digiuno al mattino e una prima di pranzo.

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