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Il ribes dalle mille virtù

18 aprile 2017

Sai che cosa hanno in comune l’uva, il pomodoro, il mirtillo, il ribes, l’olivello spinoso, la rosa canina, il ginepro e il sambuco?
Sono tutti frutti carnosi che contengono semi dispersi nella polpa.

Sono bacche.

Perché ne parliamo?

Perché i germogli di tutte queste bacche ringiovaniscono i nostri tessuti.

“Torniamo con i piedi per terra” come dicevano i nonni e, anche se questa Terra è un paradiso che stiamo saccheggiando, Madre Natura possiede ancora la farmacia più fornita.

La maggior parte dei frutti di bosco sono:

  • energetici,
  • rilassanti,
  • disintossicanti,
  • anti-dolore;
  • immunitari.

Queste bacche agiscono su tutti i fronti per mantenerci in buona salute: e sono buoni… che c’è di meglio?

Il ribes nero (Ribes nigrum) è una pianta della famiglia delle Sassifragaceae.
Quando gusti un Kir, l’aperitivo francese fatto con vino bianco e liquore di Cassis (inventato da Monsieur Kir, che fu sindaco di Digione) assapori il ribes nero: ottima anche la versione con champagne, il Kir Royale.

Le proprietà medicinali del ribes erano già note a Ildegarda di Bingen nel XII secolo: le sue osservazioni sono sorprendenti e confermano alcuni dati attuali, tra cui il fatto che il ribes nero sia da considerarsi un adattogeno.

La prima azione del ribes nero è di stimolare il cortisolo, che corrisponde al cortisone, prescritto in tutte le salse da alcuni medici (vedi professori, soprattuto quando non sanno cos’altro fare…).

Il cortisolo è un potente drenante universale e antinfiammatorio in grado di ripulire l’intero organismo.

Le gemme del ribes nero agiscono su tutti i parametri dell’infiammazione e, soprattutto, sull’infiammazione allergica. È la stimolazione della ghiandola surrenale che produce questo cortisone naturale che spiega le sue proprietà antinfiammatorie e anti-allergiche.

Il ribes nero ha molte virtù.

  • È indicato come trattamento di fondo per l’artrosi. Protegge e rigenera la cartilagine, ripristina l’elasticità delle articolazioni e pulisce tutto il sistema articolare dalle tossine accumulate (soprattutto nei casi di gotta, con alto acido urico).
  • Calma e pacifica le situazioni difficili: è adatto a tutti gli organismi che hanno subito lunghe patologie. Il ribes consente un ritorno all’equilibrio e alla pace dei tessuti.
  • Molti pazienti potranno trarre grandi vantaggi da queste gemme, come gli allergici delle vie respiratorie ma è indicato anche nei bambini che assumono troppo antibiotici per rinofargingiti ripetute, per tutte le allergie (febbre da fieno), rinite cronica, asma, enfisema e quando le difese immunitarie sono crollate (in associazione con Rosa canina, una goccia per chilogrammo di peso al giorno di ogni gemma in cure di tre settimane) e per tutti coloro che sono stati sottoposti a trattamenti con cortisone in modo prolungato e devastante.
  • Ottimo per i convalescenti, perché la stimolazione delle ghiandole surrenali risveglia tutte le funzioni del corpo. La gemma di ribes nero resetta il contatore dell’organismo a zero, per un nuovo inizio.

Il ribes è un adattogeno

La parola “adattogeno” è stata creata dal professore russo Brekkman a proposito del ginseng. Una pianta adattogena risponde a tre condizioni:

  • non ha nessun effetto tossico e più essere assunta per un lungo periodo;
  • la sua azione non è specifica: aumenta la forza complessiva dell’organismo (non agisce su un organo in particolare);
  • la sua azione è normalizzante: armonizza tutte le funzioni.

Grazie alla sua azione endocrina sull’attività ipofiso-cortico-surrenale, il ribes nero stimola il metabolismo generale, svolge un ruolo immuno-regolatore, esercita un’attività anti-degenerative e ha un effetto sinergico sul qualsiasi terapia primaria: facilita l’azione dei rimedi/farmaci ad esso associati.

Per il sistema nervoso

Il ribes nero migliora la funzione cognitiva.

Per avere la mente sveglia, questo frutto è il re!
Uno studio neozelandese pubblicato sul Journal of Functional Foods attesta che le bacche di ribes nero stimolano l’attenzione, aumentano la memoria e riducono l’affaticamento mentale.

Questi benefici sono dovuti alla sua ricchezza di polifenoli e antociani, due importanti antiossidanti che inibiscono l’attività degli enzimi monoamino ossidasi, una famiglia responsabile del malfunzionamento del cervello.

Il ribes nero pare davvero miracoloso per molte malattie. Che sia una panacea?

Famoso per trattare le sindromi poliendocrine autoimmuni (insufficienza funzionale di una o più ghiandole endocrine), la sua azione sull’ipofisi spiega anche come influenzi la termoregolazione dell’organismo, visto che aumenta la resistenza al freddo.

Ottimo rimedio alla mancanza di entusiasmo, alla fatica, combatte anche la sonnolenza. Alcune emicranie croniche si risolvono prendendo gemme di ribes nero.
Aiuta a combattere la stanchezza da esaurimento surrenale ( “Mi sento svuotato“).

Il ribes nero e il sistema renale

Come diuretico, agisce in caso di insufficienze renali ed ha un’attività anti-edematosa in particolare nell’edema di Quincke.

Il ribes nero è raccomandato anche nel trattamento della prostatite cronica e della gotta.

Le affezioni della pelle

Neutralizza l’effetto di punture di insetti, sia per via interna che esterna (poche gocce di macerato concentrato sulla parte). Efficace per via interna contro orticarie acute e croniche, acne, psoriasi e eczemi secchi e infetti.

Il sistema circolatorio

Ben conosciuto per la sua azione antinfiammatoria, il ribes esercita un’azione flebotonica:  aumenta il tono delle pareti venose e migliora la circolazione sanguigna.

Il sistema respiratorio

Attivo negli stati influenzali, esercita un’azione benefica per la bronchite cronica e l’enfisema.
È anche un importante rimedio per la sfera ORL: si usa in caso di sinusite, rinofaringite cronica, enfisema e rinite allergica.

Ribes nero e articolazioni

È considerato un antireumatico di prim’ordine, per la sua attività antinfiammatoria. Può sostituire efficacemente il cortisone chimico poiché stimola naturalmente la sua sintesi nell’organismo.

Il ribes nero è un meraviglioso rimedio contro le artrosi: gonartrosi, coxartrosi e piccole articolazioni)ì.

Migliora la flessibilità dei legamenti e dei tendini e combatte l’osteoporosi. Contribuisce anche alla guarigione delle fratture.

Ribes nero come chemioprotettore

Il ribes nero permette all’organismo di combattere contro gli effetti collaterali di molecole con una certa tossicità, come gli agenti anti-mitotici utilizzati in chemioterapia contro il cancro: taxolo, cis-platyl, taxotere, adriamicina, farmorubicine.

Esercita un’azione di controllo sugli organi attaccati da queste molecole “tossiche”, alcune delle quali possono essere intrappolate nel sangue.
Queste proprietà anti-iatrogene del ribes nero sono utili per qualsiasi molecola estranea all’organismo, compresi i farmaci di sintesi e tutti gli effetti collaterali che li accompagnano.

Il ribes nero interviene direttamente migliorando l’efficienza metabolica di una serie di organi, aumentando così la loro resistenza agli attacchi chimici ( e potenziando al contempo l’azione delle stesse molecole chimiche).
Questo effetto chemioprotettivo si spiega in parte per il tropismo reologico del ribes (effetti circolatori).

Il ribes nero è quindi indicato durante e dopo una chemioterapia.

Come assumere il ribes nero


Puoi assumerlo come estratto acquoso o macerato glicerico, di preferenza al mattino: è il momento in cui la secrezione del cortisolo è al suo massimo. Si inizia la giornata ed è importante essere carichi, per far fronte allo stress che ci assalirà (affetto adattogeno).

Le sue bacche sono ottime sia fresche che surgelate: puoi farne anche un succo. Secondo lo studio neozelandese, i benefici sulle nostre capacità intellettuali si fanno sentire un’ora dopo l’assorbimento: pensaci, prima di una riunione o di un esame importante…

Insomma, avrai capito che puoi approfittare e godere del ribes: è delizioso e meraviglioso per la tua salute!

2 Commenti

  1. Avatar for NatureLab
    Graxia 19 aprile 2017 al 8:04 - Rispondi

    Le gocce che vendono in farmacia hanno gli stessi effetti? Si prende a periodi si smette e si riprende con che distanza

    • Avatar for NatureLab
      NatureLab 19 aprile 2017 al 10:36 - Rispondi

      Ciao Grazia,
      puoi assumerlo a seconda delle tue necessità, anche per lunghi periodi o ininterrottamente, essendo un adattogeno. Per quanto riguarda le gocce, se sono un macerato o un estratto puro, sì.

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