Proprietà benefiche dell’Echinacea purpurea: effetti sul sistema immunitario e apparato respiratorio
L’Echinacea purpurea, pianta originaria delle pianure del Nord America e ampiamente coltivata nei giardini europei, è nota per le sue molteplici proprietà benefiche sul sistema immunitario e sull’apparato respiratorio.
In questo articolo andremo a conoscere le sue caratteristiche principali e a fare il punto sulle più recenti ricerche scientifiche. Approfondiremo inoltre modalità d’uso, dosaggi e sicurezza.
Descrizione botanica
L’echinacea purpurea appartiene alla famiglia delle Asteraceae. È una pianta perenne con fusto eretto che può raggiungere fino a 80 cm di altezza. Le foglie sono di colore verde scuro, leggermente pelose su entrambe le facce, con margini generalmente dentellati. L’infiorescenza presenta ligule rosa scuro nella parte sterile, mentre la componente fertile ha un colore porpora intenso e cinque stami. Le radici sono fibrose, con tonalità che variano dal giallastro al bruno scuro.
La pianta cresce spontaneamente in numerose regioni del Nord America, lungo argini di fiumi, praterie ombreggiate e boschi. In Europa, viene coltivata su terreni fertili, ben drenati e preferibilmente calcarei.
La raccolta delle parti aeree di Echinacea purpurea si effettua in piena fioritura all’inizio dell’estate, garantendo la massima concentrazione di principi attivi immunostimolanti e antinfiammatori.
Parti usate: aeree
Tempo balsamico di Echinacea: inizio estate, in piena fioritura.
Preparazioni: succo ottenuto per spremitura della parte aerea fresca, soluzione idroalcolica della parte aerea fresca (gradazione 55°); estratto secco della pianta totale.
Queste preparazioni si somministrano principalmente per via orale, ma esistono anche applicazioni per uso topico sotto forma di creme, unguenti e tinture.
Echinacea purpurea: tradizione e storia
Il nome “echinacea” deriva dal greco echinos, “riccio”, in riferimento al disco spinoso al centro del fiore. L’aggettivo purpurea indica il colore porpora intenso dei fiori. L’Echinacea purpurea e la varietà angustifolia sono state tradizionalmente utilizzate dalle tribù native americane per il trattamento della tosse e della dispepsia, evidenziando il ruolo storico della pianta nella salute respiratoria.
Le numerose indicazioni vennero studiate e confermate soprattutto per la varietà angustifolia, che fu la pianta su cui si concentrò la ricerca. Rispetto a questa, la varietà purpurea presenta una composizione simile di principi attivi ma con un profilo più marcato nelle parti aeree, rendendola particolarmente adatta alle preparazioni fitoterapiche liquide.
La crescente popolarità dell’echinacea negli Stati Uniti suscitò un forte interesse anche in Europa, in particolare in Germania. Qui fu richiesta una partita di semi per iniziare la coltivazione e promuovere studi sulla pianta come rimedio fitoterapico e omeopatico. Al momento della fioritura, si scoprì che i semi avevano prodotto la varietà purpurea, per cui in Europa vennero avviati studi in particolare sul succo ottenuto dalle parti aeree di questa varietà.
Furono in seguito promosse ricerche sull'intera pianta, con conferme che hanno permesso l'inserimento di Echinacea nella farmacopea americana nel 2003.
Principi attivi dell’Echinacea purpurea e meccanismi d’azione immunostimolanti
Anche la varietà purpurea presenta le grandi classi di principi attivi delle diverse specie di Echinacea, ma senza grandi differenze tra quelli presenti nella parte aerea e quelli contenuti nelle radici. Gli studi interessano principalmente i preparati derivanti dalle parti aeree, e non vi sono per ora dati sufficienti che riguardano le sole radici.
Nelle parti aeree dell’echinacea purpurea sono presenti diversi principi attivi:
- Acidi fenolici, derivati dall'acido caffeico. L'acido cicorico in vitro ha mostrato di giocare un ruolo fondamentale nell'aumento della fagocitosi.1
- Alchilammidi, miscele di isomeri isobutilammidici di acidi grassi alifatici (come l'echinaceina). Le alchilammidi presenti in Echinacea purpurea inibiscono la ciclossigenasi e la 5-lipossigenasi, riducendo la produzione di prostaglandine e leucotrieni e conferendo alla pianta una potente attività antinfiammatoria.2 Anch'esse, inoltre, sono in grado di aumentare la fagocitosi.3 Una miscela di alchilammidi, di polisaccaridi e di acido cicorico, isolati da estratti di Echinacea purpurea, ha dimostrato di agire in sinergia, esercitando una forte azione antiossidante.4
- Polisaccaridi, ad alto peso molecolare e complessi glicoproteici. I polisaccaridi di Echinacea hanno evidenziato di poter stimolare la risposta immunitaria non specifica, Tra questi, l'eterossiliano può attivare la fagocitosi e l'anabinogalattano sembra in grado di indurre i macrofagi a produrre le citochine TNF, IL-1 e l'interferone beta-2.5 I macrofagi attivati dall'arabinogalattano hanno dimostrato un'attività citossica nei confronti di cellule tumorali e di diversi microrganismi.6
Sembra che i polisaccaridi abbiano un moderato effetto sui linfociti B, ma sembrano privi di attività sui linfociti T.7 - Flavonoidi: kaempferolo, quercina, rutoside.
- Composti poliacetilenici, con attività antifungina nei confronti di diversi ceppi di Candida, tra cui anche la albicans.8
A livello molecolare, questi principi attivi modulano vie immunitarie specifiche, come l’attivazione dei recettori toll-like e la stimolazione di citochine proinfiammatorie necessarie per una risposta efficace contro agenti patogeni.
Echinacea: ricerca farmacologica di base
Azione sul sistema di difesa dell’organismo
Numerosi studi di laboratorio e su modelli animali confermano che l’Echinacea purpurea stimola l’attività di macrofagi e linfociti, potenziando la risposta immunitaria e il sistema di difesa naturale dell’organismo e promuovendo il rilascio del fattore di necrosi tumorale (TNF), di interleuchina 1 (IL-1) e di interferone.9
In studi su polmoni e milza di ratti normali, estratti di Echinacea purpurea hanno stimolato l'attività macrofagica.10
Studi in vivo sui topi hanno dimostrato che un estratto alcolico delle parti aeree di Echinacea purpurea ha aumentato la fagocitosi e le attività metaboliche e battericide dei macrofagi peritoneali. È stato anche registrato un aumento del peso della milza rispetto al gruppo di controllo.11
Azione antinfiammatoria
I preparati fitoterapici a base di Echinacea purpurea hanno evidenziato un'azione inibente della ialuronidasi sia tessutale che streptococcica.13
Azione antialuronidasica
Gli estratti di Echinacea purpurea sono stati studiati per la capacità di inibire l’enzima ialuronidasi, responsabile della degradazione dei tessuti durante l’infiammazione.13
Azione antimicrobica
Gli estratti di Echinacea purpurea mostrano una significativa attività antimicrobica contro Staphylococcus aureus, Escherichia coli, Pseudomonas aeruginosa, Trichomonas vaginalis, Epidermophyton interdigitale.14
Vi sono evidenze preliminari che i preparati fitoterapici a base di Echinacea purpurea siano in grado di svolgere un'attività antifungina nei confronti di diversi ceppi di Candida.15
Azione antiossidante
In vitro, estratti metabolici di radici di diverse specie di Echiancea (Echinacea angustifolia, Echinacea pallida ed Echinacea purpurea) hanno evidenziato un'azione di scavenging dei radicali liberi, cha ha contrastato l'ossidazione di lipoproteine a bassa densità umane.16
Azione antitumorale
In vitro, estratti di radice di Echinacea hanno indotto l'apoptosi su due linee cellulari umane di cancro del pancreas e del colon. In particolare, la varietà pallida ha inibito in maniera significativa l'attività della caspasi e ha promosso la frammentazione del DNA del nucleo.18
Echinacea: ricerca clinica
Numerose review scientifiche analizzano trial clinici su differenti preparazioni di Echinacea purpurea, suggerendo la loro efficacia nei primi stadi di trattamento delle infezioni delle vie aeree superiori, ma ci sono ancora scarse evidenze che supportino l'uso estensivo di Echinacea come preventivo.
I ricercatori suggeriscono che sia indispensabile specificare nei futuri disegni dei trial la varietà di Echinacea, le parti della pianta, il tipo di estrazione e il dosaggio usati, perché molti degli studi effettuati non sono utilizzabili per la mancanza di questi dati.18
Infezioni delle vie aeree superiori
In Germania sono stati condotti 29 studi clinici, di cui 18 randomizzati e 11 in doppio cieco.
La maggior parte di essi ha valutato gli effetti profilattici curativi di estratti della parte aerea di Echinacea purpurea su patologie infettive.
Quattro studi avevano valutato la riduzione degli effetti da chemioterapia. La conclusione è stata che gli estratti hanno una precisa funzione immunomodulante, anche se non sono stati chiariti i rapporti tra modalità di preparazione degli estratti, dose e patologi specifica trattata.19
In un altro studio in doppio cieco, controllato contro placebo, 80 pazienti affetti da raffreddore sono stati trattati con succo di parte aerea e con placebo. Il succo ha ridotto la durata della malattia dai 9 giorni del gruppo placebo a 6,20 con tempi medi di risposta osservati entro pochi giorni dal trattamento.
Indicazioni per Echinacea
Secondo l'uso tradizionale
- Raffreddori
- Rinosinusiti infettive
- Faringiti
- Profilassi e trattamento delle infezioni sia acute che croniche di tutti gli organi o apparati
- Stati generali di depressione delle difese immunitarie
- Terapie citostatiche e malattie autoimmuni cronicizzate (come immunomodulante)
- Stati infiammatori
- Infezioni fungine (candidosi vaginale)
- Artrite reumatoide
Secondo la EBM (medicina basata su prove di efficacia, Evidence-based medicine)
- Raffreddori
- Infezioni delle vie respiratorie (come coadiuvante)
Modalità di somministrazione e dosaggi raccomandati
I preparati fitoterapici a base di Echinacea purpurea si assumono tradizionalmente per via orale come estratti liquidi, tinture madri o estratti secchi, con dosaggi specifici variabili in base al tipo di preparazione. Per uso esterno si utilizzano creme o unguenti applicati localmente sulle lesioni. È consigliabile un uso ciclico con assunzioni di 7-15 giorni seguite da pause, per evitare effetti collaterali.
Controindicazioni
- Ipersensibilità accertata alle Compositae.
Estratti di Echinacea purpurea potrebbero, in via teorica, diminuire l'efficacia di agenti immunosoppressori a causa della sua attività immunostimolante. - Come per tutti gli immunostimolanti, se ne sconsiglia l'uso in caso di malattie autoimmuni, sclerosi multipla, collageni, infezioni HIV, AIDS.
Precauzioni d'uso
- Allattamento
- Gravidanza
Interazioni
- Vi sono evidenze preliminari che indicano che Echinacea possa inibire il citocromo P450 (isoenzima CYP3A4). Teoricamente, quindi, la pianta può aumentare i livelli dei farmaci metabolizzati dallo stesso enzima, come lovastatina, ketoconazolo, itraconazolo, fexofenadina, triazolam, altri
- Sempre in via teorica, Echinacea può interferire con terapie immunosoppressive a causa della sua attività immunostimolante.
Effetti collaterali
Si possono verificare reazioni allergiche locali nell’uso esterno. I disturbi più comuni includono reazioni cutanee e prurito. Trattamenti prolungati oltre le 7 settimane possono dare disturbi gastrointestinali, fenomeni allergici o cefalea.
Sicurezza a lungo termine
Gli studi sulla sicurezza di trattamenti prolungati sono limitati, per cui si consiglia di non superare i periodi indicati e di effettuare pause regolari per evitare fenomeni di tolleranza o effetti negativi.
Caratteristiche energetiche
Signatura:come per Echinacea angustifolia, la segnatura è probabilmente costituita dal disco spinoso che costituisce la parte centrale del fiore, simile a un riccio di mare o a un porcospino, animale tra i pochi in grado di combattere e uccidere le vipere.
Natura: Fresca.
Sapore: leggermente dolce - amaro.
Loggia energetica: Acqua - Metallo - Terra
Azione energetica
- Aumenta la wei qi: disordini immunitari, stati infettivi virali e batterici, piaghe e ferite.
- Elimina il vento-calore: riniti, sinusiti, faringiti, febbre.
- Tonifico del qi di Stomaco: dispepsia, gonfiori addominali.
Meridiani: Rene - Polmone - Stomaco.
Conclusioni
Tropismo:
- Sistema immunitario,
- Apparato respiratorio
- Apparato cutaneo
I preparati fitoterapici contenenti Echinacea purpurea sono efficaci per il trattamento del raffreddore, dell’influenza e delle infezioni delle prime vie aeree. Inoltre, grazie all’azione immunostimolante, contrastano la depressione del sistema immunitario. L’uso esterno di Echinacea purpurea è indicato per il trattamento di foruncolosi infette, dermatiti, piaghe e ferite, favorendo la guarigione delle lesioni cutanee.
È sconsigliato usare l’Echinacea angustifolia nelle malattie autoimmuni durante la fase acuta, mentre il suo impiego è consentito nelle fasi croniche per modulare la risposta immunitaria. In caso di malattie croniche, l’assunzione prolungata di immunosoppressori può provocare immunodeficienza generale; in questi casi, l’uso modulato di estratti di Echinacea è indicato per prevenire sovrainfezioni e supportare il sistema immunitario.
Le terapie con estratti di Echinacea devono essere somministrate per periodi limitati, evitando un uso prolungato eccessivo per garantire efficacia e sicurezza. È fondamentale una somministrazione modulata degli estratti di Echinacea, alternando fasi di assunzione a periodi di pausa per ottimizzare l’efficacia della terapia.
Secondo la Medicina Tradizionale Cinese (MTC), l’Echinacea, energeticamente fresca, potenzia la wei qi, rafforza le difese immunitarie, contrasta le forme infettive acute e recidivanti e agisce come tonico del qi di Stomaco, alleviando la dispepsia.
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