Disintossicazione stagionale : il tarassaco alla riscossa!

Un’erbaccia? No: il tarassaco ha molte virtù!

Ci avviciniamo alla primavera, ed ecco il solito articolo sulla disintossicazione stagionale: il tarassaco, i suoi benefici, noti fin dall’antichità… Un po’ banale? Forse.

Il tarassaco del resto è tra le più banali delle piantine. Infestante e banale, perenne e spontanea, molto facile da trovare perché cresce praticamente ovunque: dai bordi delle strade ai campi, incolti o coltivati, nulla lo spaventa.

Ma non è “solo” questo.
Il tarassaco, pianta nota a tutti, conta in realtà circa 1.200 varianti (tra specie e sottospecie) in Europa, tutte con le stesse proprietà medicinali.
Le foglie glabre e dentate, che terminano a punta di freccia, sono tutte a rosetta alla base, e sono sormontate da un lungo fusto e da una robusta radice a fittone. In primavera compare il capolino, con numerosi fiori gialli.
Questi fiori, altamente melliferi, si chiudono a maturità e rilasciano un paracadute di semi, senza impollinazione o fecondazione.

Chi non ha mai soffiato su questi pompon bianchi, partecipando così alla propagazione della specie?


Nome latino: Taraxacum officinale
Altri nomi: dente di leone, soffione, piscialletto, grugno di porco, dente di cane, corona di monaco, cicoria selvatica
Famiglia: Asteraceae (Asteracea)
Parti utilizzate: foglie, fiori e radici
Costituenti principali: triterpeni, acidi fenolici, fitosteroli, minerali (soprattutto il potassio – 4,5% nella foglia), inulina, fruttosio, flavonoidi e vitamine.
Proprietà principali: antinfiammatorie, coleretiche e colagoghe, digestive e diuretiche, depurative, aperitive, toniche.

Del tarassaco non si via butta niente

Non sai come fare con il tarassaco che invade il tuo giardino? Dalla radice ai fiori, tutto è commestibile.
Un buon modo per riconciliarsi con i suoi fiori gialli è usarli per rallegrare la colazione facendone una marmellata; le sue foglie crude sono ottime in insalata e le radici (crude o cotte) utilissime per depurare il fegato.

Ma perché è conosciuto più per il suo impiego in fitoterapia che per il suo sapore?
Per la sua proprietà depurativa, ovviamente, da cui uno dei suoi nomi: il “piscialletto”

Le foglie del tarassaco, equilibrate in aminoacidi, sono ricche di provitamina A (700 volte più di una pera), calcio, ferro, sodio, potassio, vitamine B2, PP e C e proteine complete.

Pensa che è la pianta antiossidante che contiene più polifenoli, e infatti:

  • rafforza il sistema immunitario;
  • aiuta a combattere batteri e tossine;
  • riduce i problemi cardiovascolari;
  • combatte la stanchezza;
  • rafforza la pelle e le ossa.

Inoltre, il ferro e il potassio di cui dispone favoriscono il sistema nervoso e muscolare, mentre l’elevata concentrazione di potassio agisce molto efficacemente contro la ritenzione idrica, stimolando l’eliminazione da parte dei reni e liberando i liquidi dai tessuti.

Insomma, per quanto scontato, il tarassaco è sicuramente la pianta da adottare in primavera.
Vediamo perché.

Tarassaco BIO

Funzionalità digestiva ed epatica, transito intestinale.
Depurativo e drenante.

Tarassaco BIO
5/stars
molto drenante!

Un prebiotico naturale che favorisce la digestione

Nella medicina cinese, il tarassaco è utilizzato per trattare i problemi dello stomaco e della milza.
È un depurativo naturale e regola le funzioni intestinali.

Uno studio del 20111 ha dimostrato che l’estratto di tarassaco favorisce la digestione impedendo al cibo di ristagnare nello stomaco e stimolando la sua progressione verso il duodeno.
Questo effetto è potenziato dal potere antinfiammatorio della pianta, che agisce direttamente sullo stomaco e sul tratto digestivo.

Inoltre, anche una flora batterica intestinale squilibrata può essere la causa di problemi digestivi e, per questo, a volte è necessario “ricostruirla”, associando ai probiotici dei prebiotici o delle fibre, utili allo sviluppo di questi batteri buoni.
Il tarassaco svolge egregiamente questa azione prebiotica.2

Il tarassaco è amico del fegato

Oltre a stimolare la digestione con il suo sapore amaro, il tarassaco “alleggerisce” il nostro organismo alla fine dell’inverno.
Il suo segreto sta nel fatto che aumenta notevolmente il volume della bile e favorisce l’eliminazione dell’acido urico e del colesterolo.

Aiuta a combattere la stitichezza e la sua alta concentrazione di clorofilla va a purificare il sangue e agisce sui problemi della pelle, i dolori articolari, le allergie, la stanchezza3 e il sistema immunitario.4

Il tarassaco attiva il fegato, consentendo così l’eliminazione delle scorie trasportate nel sangue.

La presenza di taraxasterolo riduce inoltre l’infiammazione e protegge il fegato dalle sostanze tossiche.

Nei topi affetti da cirrosi dovuta a fibrosi5 il tarassaco ha contribuito a rafforzare le capacità rigenerative del fegato.

Tuttavia, prima di consumare il tarassaco, è bene consultare un terapeuta se si soffre di calcoli biliari o di ostruzione dei dotti biliari e, ovviamente, le persone allergiche alle piante della famiglia delle Asteraceae non potranno godere dei suoi benefici.

Un’alternativa alla chemioterapia?

La medicina tradizionale dei nativi americani e quella cinese utilizzavano le radici di tarassaco per trattare i tumori maligni.

In Occidente i ricercatori si sono interessati a questo fenomeno negli ultimi dieci anni, e il biochimico Siyaram Pandey, dell’Università di Windsor, ha ottenuto risultati incoraggianti:6 quarantotto ore dopo un trattamento ripetuto con estratto di radice di dente di leone somministrato a basse dosi, le cellule cancerose sono state uccise, mentre le cellule sane no.

Un altro studio7 del 2020 ha dimostrato l’efficacia delle radici di tarassaco in vitro nell’inibire la proliferazione di alcune cellule tumorali del polmone.

La foglia o la radice?

Lo stress ossidativo è una delle cause dello sviluppo dell’ipertensione.

Per misurare gli effetti antiossidanti del tarassaco, è stata effettuata un’estrazione alcolica di foglie e radici.8
A ratti con pressione sanguigna elevata sono stati somministrati 500 mg/kg di estratto di foglie o radici al giorno.
Non è stata riscontrata alcuna tossicità per entrambi gli estratti, ma l’estratto di foglie ha mostrato livelli più elevati di polifenoli e flavonoidi, conferendo una protezione significativa in vivo contro lo stress ossidativo indotto dai radicali liberi.

Si noti tuttavia che per uso domestico il decotto di radice sarà meno amaro dell’infuso di foglie.

Per ottenere un effetto diuretico dall’infuso di foglie: 30 g per litro, berne 2-3 tazze al giorno.
Per un’azione a livello epatico e cellulare, preferire il decotto di radici: far bollire per 5 minuti 1 cucchiaino di radice tagliata a pezzetti in 1 tazza d’acqua e bere prima dei pasti, da 2 a 3 volte al giorno.

Da ricordare

Un’ulteriore speranza dal tarassaco

Il taraxolo, uno dei principi attivi isolati dalla pianta, ha effetti antinfiammatori.
Uno studio9 condotto in vivo sui topi ha dimostrato i suoi benefici nell’artrite reumatoide.
Questa notizia potrebbe rappresentare un importante passo avanti per alleviare i sintomi di questa malattia.

Referenze

  1. Jin Y. R. et al., The effect of Taraxacumofficinale on gastric emptying and smooth muscle motility in Rodents, Neurogastroenterol Motil, vol. 23, n° 8, août 2011, 766-e333.
  2. Trojanova I. et al., The bifidogenic effect of Taraxacumofficinale root, Fitoterapia, vol. 75 ; n° 7-8, décembre 2004, p. 760-763.
  3. Jinchun Z. et Jie C., The effects of Taraxacum officinale extracts (TOE) supplementation on physical fatigue in mice, Afr J Tradit Complement Altern Med, vol. 8, n° 2, 2011, p. 128-133.
  4. Lee B. R., Lee J. H. et An H. J., Effects of Taraxacum officinale on fatigue and immunological parameters in mice, Molecules, vol. 17, n° 11, 7 novembre 2012, p. 13253-13265.
  5. Domitrović R. et al., Antifibrotic activity of Taraxacumofficinale root in carbon tetrachloride-induced liver damage in mice, J Ethnopharmacol, vol. 130, n° 3, 9 août 2010, 569-77.
  6. Ovadje, Siyaram et al., Preclinical evaluation of the selective anticancer activity of dandelion root extract in human cancer cells, Oncotarget, vol. 7, n° 45, 8 no-vembre 2016, p. 73080-73100.
  7. Chen Q. et al., Bauerane induces s-phase cell cycle arrest, apoptosis, and inhibition of proliferation of A549 human lung cancer cells through the phosphoinositide 3-kinase (PI3K)/AKT and signal transducer and activator of transcription 3 (STAT3) signaling pathway, Med Sci Monit, vol. 26, 1er février 2020, e919558.
  8. Aremu O. O. et al., In vitro and in vivo antioxidant properties of Taraxacum officinale in Nω-Nitro-l-Arginine Methyl Ester (L-NAME)-induced hypertensive rats, Antioxidants (Basel), vol. 8, n° 8, 15 août 2019, pii:E309.
  9. Chen J. et al., Taraxasterol suppresses inflammation in IL-1β-induced rheumatoid arthritis fibroblast-like synoviocytes and rheumatoid arthritis progression in mice, Int Immunopharmacol, vol. 70, mai 2019, p. 274-283.

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