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Desmodium: la regina africana del fegato

Il fegato è la ghiandola più voluminoso del nostro organismo e fornisce un lavoro colossale, essenziale per la vita.

Ma è costantemente attaccato. Tabacco, alcool, rifiuti metabolici, cibi industriali, medicinali… se non lo sosteniamo, si affatica.
Fortuna il Desmodium Ascendens!

La maggior parte dei terapeuti che praticano la medicina naturale riconoscere la capitale importanza del fegato per il corretto funzionamento del nostro corpo.
Questo organo vitale infatti:

  • permette l’assimilazione degli zuccheri, delle proteine e dei grassi;
  • sintetizza le proteine a partire dagli aminoacidi, il colesterolo e i sali biliari che costituiscono la bile essenziale all’assorbimento dei grassi;
  • « detossica » dalla maggior parte dei veleni assorbiti con l’alimentazione, farmaci inclusi, e li trasforma in composti non tossici;
  • garantisce (con i reni) l’eliminazione dei rifiuti prodotti dal nostro metabolismo.

Riveste un ruolo così importante che è l’unico organo in grado di rigenerarsi (ogni metà del fegato può riprodursi in un fegato completo).

È quindi essenziale, per godere di buona saluta, mantenere un fegato sano. Purtroppo però questo povero organo soffre molto, e per tutta la vita, perché i fattori di stress del fegato sono molteplici. Tra questi, in primo luogo, l’incredibile consumo di farmaci che caratterizza la nostra società: antidepressivi, sonniferi, antibiotici, o la pillola contraccettiva, male necessario ma tossico per il fegato. Anche la nostra dieta, troppo ricca, trafficata o contaminata da pesticidi e conservanti, non lo risparmia e, ovviamente, l’abuso di alcol è un fattore importante di sofferenza epatica.

Il Desmodium: indispensabile per diete e detox

Grazie alle sue capacità rigenerative, il fegato è in grado di gestire attacchi ripetuti. Tuttavia, quando le sostanze tossiche sono troppo abbondanti (in genere e numero) può cedere, e provocare quello che viene chiamato il “mal di fegato”: come ad esempio quando si abusa di alcol e cioccolato, o a seguito di alcuni trattamenti farmacologici.

Ma non è raro che il fegato “ceda” anche quando si fa una dieta dimagrante o una cura detox.
Infatti la maggior parte dei veleni che ingeriamo quotidianamente vengono immagazzinati dall’organismo nei tessuti adiposi: una dieta che riduce la massa grassa o una detossificazione mirata ad “estrarre” questi veleni, agiranno come degli “eccessi”, mettendo in circolo una quantità significativa di tossine di tutti i tipi. È quindi imperativo, in queste circostanze, sostenere il lavoro del fegato.

Diverse piante possono aiutarci per questo: il ravanello nero, il carciofo selvatico, il cardo mariano… Ma una pianta è superiore a tutte le altre in questo campo: il Desmodium Adscendens.

L’azione di questa pianta, molto diffusa in Africa (dal Senegal al Congo passando dalla Costa d’Avorio), è stata diffusa da due ricercatori francesi, il dottor Pierre Tubéry e sua moglie, la dottoressa Anne-Marie Tubéry. Le loro ricerche li hanno portati a scoprire che in Africa il Desmodium Adscendens è utilizzato dai guaritori tradizionali per varie malattie del fegato.

Il Desmodium Adscendens si è rivelata essere una cura alternativa per tutte le patologie del fegato.

Il Desmodium è particolarmente indicato per smettere di fumare o per trattare la dipendenza dall’alcol, perché stimola le operazioni di drenaggio del fegato (tra cui l’eliminazione rapida e completa dei derivati dell’etanolo). Molto utile nei primi giorni o come preparazione prima di una disintossicazione vera e propria.
Ma ricorda che il Desmodium in capsule fa effetto solo dopo tre-quattro giorni.

Responsabili della sua azione di regolatore epatico sono le  saponine. Uno studio clinico su uomini affetti da epatite B presso l’ospedale di Bamako, in Mali, ha dimostrato che la somministrazione di un decotto di Desmodium causa una rapida diminuzione della bilirubina: un aumento anomalo della bilirubina nel sangue riflette un malfunzionamento del fegato e della cistifellea, e si traduce in un “ittero”.

Il suo utilizzo poi non potrebbe essere più semplice: basta far bollire per 15 minuti 10 grammi di Desmodium pianta essiccata (steli e foglie) in mezzo litro di acqua e filtrare. La bevanda ottenuta va consumata durante il giorno e si continua la cura fino alla scomparsa dei sintomi.
Molto pratico anche il Desmodium in fiale o in capsule. Preferibilmente, scegliere sempre il biologico.

Il Desmodio è una pianta erbacea che frequenta solitamente le zone umide, e cresce avvolgendosi alla base del tronco di altri alberi (come la palma e il cacao) raggiungendo il metro di altezza. Ha piccole foglie alterne, composte da tre foglioline ovali. Il fusto e i rami sono coperti da una rada peluria e i fiori, bianco-violacei, sono disposti a grappolo. Il suo tempo balsamico è dopo la fioritura e se ne usano le foglie e i fusti (parti aeree)
Il nome deriva dal greco desmos, cioè legame, fascio, con riferimento agli stami riuniti a fascio. Il nome della specie, adscendens, si riferisce allo stelo a decorso ascendente, rampicante, della pianta.

Nella medicina tradizionale africana trova indicazione nel trattamento delle affezioni epatiche e nella prevenzione dell’asma bronchiale. Era anche chiamato l’«erba che cura la malattia degli occhi gialli».

Nella tradizione amazzonica ha molti altri impieghi e indicazioni, quali disturbi nervosi, infezioni vaginali, malaria. È usato anche come depurativo del sangue, come galattogeno, afrodisiaco e antidolorifico.

I ricercatori francesi che hanno introdotto il Desmodio in Europa ne hanno studiato in particolare gli effetti sulla sfera epatica, sulle forme asmatiche e sulle manifestazioni allergiche.

Ultima nota: il Desmodium può essere utilizzato anche in aggiunta ad alte piante il cui impiego, a dosi elevate, può essere tossico per il fegato, come per esempio la borragine nel trattamento della scarlattina.

2017-03-24T12:33:03+00:00

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