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Bardana

Arctium lappa L. (bardana comune) – Arctium minus (Hill) Bernh (bardana minore)

Famiglia delle Compositae
Parti utilizzate: radice e foglie

La bardana minore è una composita tubulifera la cui altezza va dai 60 ai 120 cm:  si fa decisamente notare per i suoi capolini sferici, riuniti in grappoli (corimbi), dall’involucro munito di squame strette, rigide e uncinate.
I fiori al centro sono violacei.
Le foglie sono picciolate, a lamina ovata o cuoriforme: quelle inferiori (basali) possono arrivare ai 50 cm, quelle cauline sono a disposizione alterna, sessili e a forma lanceolata.
La troviamo lungo i sentieri, nei boschi dove filtra luce, rive dei fiumi e macerie.

Quale bambino non ha mai usato i capolini di bardana come proiettili…?!?
Si impigliano nei capelli e si attaccano ai vestiti, grazie agli uncini.
Il termine “lappa”, nome latino della bardana, trova così la sua origine nella parola greca “labein”, “attaccarsi”: agli abiti e ai peli degli animali.

Questa pianta è conosciuta soprattutto per le sue proprietà diuretiche e depurative.
Il termine “depurativo” è generalmente attribuito dagli Antichi alle piante utilizzate nelle cure di primavera, cure riparatrici che avevano lo scopo di disintossicare l’organismo: si attribuiva infatti a queste piante il potere di “purificare” il sangue.

La bardana ha goduto di grande fama (che le viene ancora riconosciuta) per i trattamenti delle affezioni della pelle come i foruncoli, l’acne, l’itterizia, le eruzioni cutanee, le piaghe infette, la tigna e… fu usata perfino per la sifilide.

Per le sue proprietà battericide e cicatrizzanti era destinata a combattere in uso esterno le dermatosi e tutti i piccoli problemi cutanei.

Le foglie secche o la loro decozione, venivano applicate su piaghe, ulcere, eczemi, seborree del volto e sulle parti dolorose in caso di gotta o di reumatismi.
Dubois, nel suo Histoires des plantes médicinales (1848) raccomanda un linimento preparato con mezzo bicchiere di succo di bardana sbattuto con mezzo bicchiere di olio di oliva, nel quale si agitano alcune palle di piombo! e affermva che… “è raro vedere le ulcere atomiche varicose, così coriacee sulle gambe, resistere a questo potente topico” (i terapeuti di quell’epoca non erano affatto disarmarti davanti alla malattia).
Si noti infine che le radici di bardana sono commestibili, e possono essere consumate crude o cotte in acqua: il sapore di carciofo deriva dall’insulina che contengono.

Costituenti principali

La radice di bardana comune è ricca in insulina (45-60%), acido malico, acido lattico, acido tartarico e contiene anche polifenoli (1,9 – 3,7%): acido caffeico, clorogenico, iso clorogenico, composti polienici e poliinici (0,2% di tridecadiene – (1,1 – tetraine pianta – (3,5,7,9)), dell’acido gamma-guanidino butirrico e tracce di olio essenziale.1
La radice racchiude anche minerali (calcio, fosforo, magnesio, potassio, ferro) e vitamine (A, B1, B2, PP, C).2

Uso della bardana

Estratto di radice stabilizzata

Da 10 a 30 grammi al giorno.

Estratto fluido

Fino a 5 grammi al giorno.

Decozione di radice fresca

Da 30 a 40 grammi in un litro: bollire per 10 minuti, 500 ml al giorno.

Opercoli di polvere totale di radice

350 mg per opercolo, 1 opercolo 3 volte al giorno.

Tintura madre

40 gocce mattina e sera, fino a 100 gocce al giorno. Fare cure da 1 a 3 mesi (soprattutto in caso di acne).

Oggi, alla luce della scienza

Molti autori sono concordi nel raccomandare l’utilizzo della radice di bardana fresca. Grazie ai suoi composti polienici e pollinici, possiede un’attività bacteriostatica e fungistatica, in particolare verso i batteri Gram+3. Gli estratti di radice si sono dimostrati ipoglicemizzanti4 nei ratti, e stimolano la funzione epatica (effetto coleretico) e renale (diuretico).5
La radice di bardana fresca ed i suoi estratti sono quindi indicati nel trattamento della foruncolosi, delle piaghe varicose, degli ascessi, dell’acne, etc. E’ anche tradizionalmente utilizzata per facilitare le funzioni di eliminazione urinarie e digestive (effetto depurativo).
Anche la foglia ha proprietà antibatteriche e, utilizzata schiacciata, è antipruriginosa.
E’ stato dimostrato che l’estratto di Arctium minus (Hill) Bernh ha un effetto statisticamente significativo sul chemiotattismo dei neutrofili e che potrebbe stimolare il sistema immunitario.6
Da ricordare infine la presenza nel frutto di lignani, soprattutto di arctigenina, che ha un’attività antagonista del PAF (fattore attivante le piastrine: Platelet-Activating Factor) e di cui l’estratto acquoso dei semi presenta un’attività di inibitorie calcico.7

Bibliografia

  1. Witchl e Antoin, 1999 – Rombi, 1998
  2. Couplan, 1998
  3. Schulte K.E. e Boehme R., 1967
  4. Lapinna L.O. & Sidjeva T.F., 1973
  5. Dodson C.D. & Stermitz F.R, 1986
  6. Basaran A.A. & col., 1997
  7. Chikawa K. & col., 1986
2017-03-12T22:28:36+00:00

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