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4 consigli per evitare la crisi di nervi in ufficio

13 marzo 2017

Stress, contrarietà e quel collega che inizia seriamente a darti sui nervi… la crisi è pericolosamente vicina.

Ecco quattro consigli dalla sofrologia per evitare il dramma nell’open space.

Il termine sofrologia, dal greco sos (armonia), phren (coscienza) e logos (studio), significa ricerca dell’armonia della coscienza. È una tecnica corporea, elaborata negli anni ’60 dal dottor Alphonso Caycedo, che usa metodi psicofisici per studiare la coscienza umana e le sue potenzialità. Scopo principale della sofrologia, è quello di ottenere e mantenere un equilibrio psicofisico attraverso l’uso del corpo e degli stati di rilassamento, consentendoci così di resistere agli stress quotidiani (sia fisici che psichici) e, come conseguenza,  di ammalarsi di meno.

Lo stress, lo sappiamo, è un processo normale e positivo dell’organismo, che ci permette di concentrarci e di motivarci per rispondere a ciò che ci accade. Ma quando lo stress è troppo importante, il nostro cervello entra in cortocircuito, impedendoci di pensare o agire in modo efficace. Quindi, per non oltrepassare la linea sottile tra stress, crisi di nervi e… attacco di panico, la priorità assoluta è quella di abbassare la tensione: queste sono quattro possibili vie di fuga, da mettere in atto con urgenza se ti senti… davvero al limite.

1. Prendi le distanze

Disconnetti! Lascia la presa! Quante volte te lo sei imposto? E magari ci sei anche riuscito. Ma sappi che il “prendere le distanze”, in realtà, porta i suoi frutti solo se lo applichi regolarmente, praticamente in prevenzione. Se sai concentrarti, ri-centrarti su te stesso e dirigere la tua consapevolezza verso l’interno, saprai naturalmente mettere la giusta distanza in un momento di crisi.
Inizia con il prendere l’abitudine a non ostinarti nel risolvere un problema quando il tuo cervello ne è incapace. Solo la distanza dallo stress ti consentirà una riflessione e uno sguardo nuovi, diversi e quindi efficaci sul problema. Durante tutta la giornata, fai delle micro-interruzioni, magari concentrandoti su un brano musicale o facendo una telefonata. Al momento critico, allontanati nel senso proprio del termine: vai in bagno, a prendere un caffè, un bicchiere d’acqua. Ancor meglio se puoi camminare o uscire all’esterno, per prendere aria.

2. L’indispensabile respirazione addominale

La respirazione addominale ossigena il cervello quando ne è in carenza e ti consente di ritrovare la calma per far fronte al resto della giornata.
Seduto sulla tua sedia, entrambi i piedi posati sul pavimento, il bacino ben posizionato in fondo alla seduta, la testa eretta e il collo ben appoggiato allo schienale (se puoi), metti le mani sulla pancia e fai qualche respiro naturale, inspirando lentamente e profondamente attraverso il naso e concentrandoti sulla sensazione dell’aria nel suo cammino verso i polmoni. Poi espira abbondantemente dalla bocca, concentrandoti sull’aria che passa tra le tue labbra (sentirai gli addominali contrarsi). Ripeti l’esercizio finché non ti senti calmo.

3. La lunga espirazione

Espirare due volte più lungo dell’inspirare, promuove la respirazione profonda e aiuta a ritrovare la respirazione addominale e quindi la calma.
Sempre seduto sulla tua sedia, inspira lentamente per quattro/sei secondi gonfiando l’addome, trattieni il respiro per due secondi e poi espira profondamente per otto/dodici secondi, svuotando l’aria nei polmoni. Espira finché non senti gli addominali contratti, insisti, come se tu dovessi portare l’ombelico vicino alla colonna vertebrale. A polmoni vuoti, trattieni il respiro per due secondi. Ripeti l’esercizio finché non ti calmi.

4. L’esercizio “IRTER”: inspirazione, ritenzione, tensione, espirazione, rilascio

Per provare l’IRTER, puoi scegliere tra due posizioni: in piedi (ad esempio in bagno, lontano da sguardi indiscreti), ben saldo su gambe e piedi; o semi-sdraiato sulla tua sedia. In questa posizione, incolla la schiena allo schienale, il sedere sul bordo e allunga le gambe, talloni incollati al suolo.
Chiudi gli occhi e “senti” tutto ciò con cui le parti del tuo corpo sono a contatto. Fai un bel respiro profondo, blocca il fiato, solleva le braccia sopra la testa e contrai il più possibile tutti i muscoli del corpo, senza inarcare: dalle gambe, passando dagli addominali, i pugni serrati, fino al viso contratto in una smorfia. Mantieni la posizione il più a lungo possibile trattenendo il respiro. Rilascia mentre espiri il più possibile, come se volessi – e pensando – di sbarazzarti della tensione muscolare. Riposati qualche istante, ascolta il tuo respiro e concentrati sulle sensazioni che hai risvegliato nei muscoli e a livello della pelle. Apri gli occhi e stirati bene prima di tornare alla scrivania.
Se l’esercizio di tensione è troppo difficile, sostituiscilo con uno o più stiramenti.

E ora… RESPIRA!

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