Sei in: Home | Luxtherapy: una luminosa soluzione contro il grigiore

Luxtherapy: una luminosa soluzione contro il grigiore

La luce viva artificiale, utilizzata fin dagli anni ’80 per il trattamento delle depressioni stagionali, continua a sorprendere per il suo potenziale terapeutico: si tratta in effetti di una vera medicina naturale.

Del resto, ne è stata ormai attestata l’efficacia risolutiva per problematiche di  jet lag, stress, disturbi del sonno, problemi cognitivi e perfino per la bulimia.

Paradossalmente, fu la scoperta dell’effetto antidepressivo della luce viva su di un paziente affetto da depressione ricorrente che permise, al dottor Norman Rosenthal, nel 1984, di rivelare l’esistenza di un “disordine affettivo stagionale” (SAD).

Da allora la ricerca ha continuato ad esplorare il campo terapeutico della luxtherapy, nota anche come fototerapia, light therapy o, in Italia, luxterapia.

Blues o depressione?

Una precisazione si impone: il disordine affettivo stagionale deve essere distinto dal più frequente winter blues, che accompagna il calo delle temperature e la diminuzione di luce solare.

Diciamo che il SAD sta al winter blues come la depressione sta alla malinconia.

Il disturbo affettivo stagionale risponde infatti a quattro precisi criteri diagnostici:

  • presenza di episodi depressivi maggiori e ricorrenti, che si manifestano in autunno o in inverno e scompaiono in primavera o in estate, per almeno due anni consecutivi;
  • assenza di altri disturbi psichiatrici, associata all’assenza di fattori psicosociali;
  • è caratterizzato principalmente da severa astenia, con un umore triste, ansioso e irritabile;
  • è anche accompagnato da sintomi atipici: ipersonnia, bulimia nervosa (cibi dolci), aumento di peso. Inoltre il sonno, la cui durata aumenta in media del 18%, è di scarsa qualità: si ha difficoltà a risvegliarsi e si soffre di sonnolenza durante il giorno.

Questa malattia, che si manifesta nella prima età adulta, colpisce soprattutto le donne (4 casi su 5) e la sua incidenza aumenta con la latitudine. Si stima che incida sul 4-5% della popolazione modiale.

Il winter blues, la forma benigna del SAD, colpirebbe invece oltre il 25% delle popolazioni che vivono oltre i 40° di latitudine Nord. Considerato come una “stagionalità dell’umore”, è molto diffuso nei paesi nordici, che per porvi rimedio si sono attrezzati con Bright Light Café, luoghi dove le persone depresse possono assorbire la loro dose giornaliera di luce viva.

Lungi dall’essere un gadget, la luxtherapy è un trattamento medico riconosciuto, usato da anni negli ospedali. Dal 1984 i parametri della luxtherapy sono stati affinati, per ottimizzarne l’efficacia terapeutica e comprenderne meglio i meccanismi d’azione.

Se sappiamo che la diminuzione della luce naturale in inverno è all’origine dei disturbi stagionali, paradossalmente la luxtherapy non agisce aumentando il tempo di esposizione alla luce: le sedute avvengono infatti dopo l’alba e sono di durata limitata (30 minuti possono bastare).

L’efficacia della luxtherapy dipende infatti dalla sua capacità di regolare certi disturbi cronobiologici, in particolare i ritmi circadiani della temperatura e diverse secrezioni ormonali: cortisolo, TSH (tireostimulina) e melatonina.

La melatonina è un ormone secreto dalla ghiandola pineale (o epifisi) in condizioni di oscurità, visto che la sua sintesi viene bloccata dall’esposizione alla luce. La durata della secrezione di melatonina è quindi inversamente proporzionale alla durata del giorno. Ma in pazienti affetti da SAD, è anche desincronizzata.

Un antistress naturale

Questo capacità “regolatrice” della luce viva spiega del resto anche la sua efficacia nel trattamento dei disturbi del sonno per sfasamento del ritmo sonno-veglia (addormentamento precoce o tardivo).

Ripristinando l’orologio interno, la luxtherapy migliora la qualità del sonno e lo stato di veglia diurno.

Uno studio condotto in una casa di riposo britannica nel 2003 ha rivelato un’altra proprietà della luce viva: oltre a migliorare il sonno, i residenti trattati hanno ridotto la menomazione cognitiva.

Gli usi e le indicazioni della luxtherapy sono in continua evoluzione.

Uno studio recente ha dimostrato che ha un effetto antistress e revitalizzante. Sul posto di lavoro in particolare, l’esposizione ripetuta ad una luce intensa migliora la qualità della vita, aumenta l’attenzione e la vitalità riducendo lo stress.

I ricercatori hanno anche trovato che la luxtherapy induce la perdita di peso: due ore di esposizione equivarrebbero a un’ora di esercizio fisico!

Questo significa che la luce intensa induce la regolazione dell’energia, proprio come l’attività fisica, e un recente studio giapponese suggerisce che potrebbe essere efficace nel trattamento della bulimia.

Che si tratti di disturbi gravi o minori, la luxtherapy sembra quindi avere solo benefici: è 100% naturale, non provoca effetti collaterali e le lampade sono dotate di filtri UV.

Tuttavia, è controindicata in caso di problemi oftalmologici (cataratta o degenerazione retinica).

Istruzioni per l’uso

Se vuoi provare la luxtherapy fai da te (procurandoti una delle apposite lampade), un semplice consiglio: esponi il volto per un minimo di 30 minuti a un massimo 2 ore, preferibilmente al mattino al risveglio. Questo infatti è il momento in cui la retina è più ricettiva.

A partire dal quarto giorno, i benefici si faranno sentire: l’orologio biologico si regolarizza e i disagi stagionali scompariranno in poche settimane.

La luxtherapy può rientrare tranquillamente nel quotidiano igiene di vita di chiunque, grazie alle lampade da ufficio o ai simulatori d’alba e tramonto che si trovano in commercio (solitamente sono delle sveglie).

Questi ultimi  infatti regolarizzano i ritmi biologici e migliorano la qualità del sonno: veri e propri dispositivi terapeutici che contribuiscono alla nostra salute fisica e mentale.

2017-11-28T09:08:18+00:00

Scrivi un commento

NatureLab9:08