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Colesterolo: quando il lievito di riso rosso ride giallo!

10 aprile 2015

I trattamenti naturali incontrano sempre più il favore dei pazienti: il problema è che quanto si legge sulle confezioni non è sempre proprio… “esatto”, come dimostra l’analisi di una dozzina di prodotti ipocolesterolemizzanti contenenti lievito di riso rosso.

Dedichiamo questo post ad una cliente di NatureLab, che ha scelto il nostro Kotor LR2 proprio perché contiene SOLO lievito di riso rosso  (sull’etichetta infatti appare: contenuto di 2 capsule: lievito rosso di riso 750 mg di cui monacolina 3 mg, e l’involucro della capsula è costituito da ipromellosa, derivato dalla fibra vegetale cellulosa) rispetto a un altro prodotto consigliatole decisamente più… complesso (e dal prezzo tre volte più alto).

Kotor LR2: colesterolo
Si chiama Chu Hong o Hong Qu o Honqu, per i botanici Monascus purpureus: è un lievito che cresce sul riso rosso, le cui proprietà medicinali sono note da molti lune in oriente. Questo lievito contiene monacoline, quattordici per la precisione: strutture chimiche della famiglia dei polichetidi.
Una di queste monacoline, la monacolina K, è conosciuta come lovastatina ed è stata commercializzata come farmaco ipolipemizzante, atto cioè a ridurre i livelli di colesterolo nel sangue. Agisce in effetti su un enzima presente nel fegato, l’hmg-coa reduttasi, limitando così la sintesi del colesterolo del fegato. Anche le altre monacoline probabilmente hanno effetti ipolipemizzanti.

Queste virtù, e la presenza “naturale” di lovastatina, hanno reso molto popolare il lievito di riso rosso, prima negli Stati Uniti, poi in molti altri paesi.

Ma il problema degli integratori alimentari è che non sono farmaci: non sono sottoposti alle stesse regole in termini di buone prassi di fabbricazione, e i controlli sono più limitati.
E uno studio pubblicato su ‘Archives of Internal Medicine’ da cardiologi dell’Università della Pennsylvania a Philadelphia (che potete trovare qui) lo dimostra.
Per due anni hanno acquistato dodici diverse marche di integratori alimentari contenenti lievito di riso rosso: tutte le confezioni menzionano “600 mg di principio attivo per capsula”, capsule che sono state analizzate con un metodo sofisticato (tipo CSI…) e il riscontro è stato come minimo sorprendente, alla peggio preoccupante. Gli autori hanno infatti trovato variazioni enormi nei contenuti del principio attivo delle varie preparazioni: la composizione in monacolina totale andava da 0,31 a 11,15 mg per capsula a seconda della marca. Per quanto riguarda poi la monacolina K, la famosa lovastatina, le dosi andavano da 0,10 a 10,09 mg, e per la monacolina KA da 0,00 a 2,30 mg per capsula. Ma la cosa più…  “fastidiosa”, è che in 4 dei 12 campioni è stata trovata anche citrinina, una tossina prodotta dalle muffe, una micotossina insomma, che negli animali ha effetti tossici sui reni: da 14,3 a 114.2 μg per capsula. Qui i tenori massimi consentiti dall’Unione Europea (regolamento 212/2014).

La presenza di questa tossina nefrotossica ha causando gravi incidenti in passato, in particolare sono noti casi di donne che hanno consumato preparazioni a base di erbe cinesi per dimagrire: vi ricordate?
Il “naturale” non rima quindi sempre con “efficace” o “sicuro” quando si prende atto di tali approssimazioni, e le composizioni possono talvolta essere quantomeno “originali”.

Les paramètres recherchés et non détectés (inférieurs à la limite de quantification) sont les suivants: Citrinine < 1 μg/kg, M.I. LC/MS/MS

Questi i risultati sul nostro Kotor KR2 forniti da tre laboratori indipendenti sull’ultimo lotto di lievito di riso rosso utilizzato: possiamo fornire su richiesta i documenti originali che lo comprovano.

(Questo post è stato in parte tradotto da un articolo del Dottor Jean-Daniel Flaysakier, medico di formazione e giornalista di professione.)

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