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Verbasco (tasso barbasco)

Verbascum thapsus L.

Famiglia delle Scrophulariaceae
Parti utilizzate: fiori, foglie e radici

Pianta tomentosa bianco-grigiastra che può raggiungere i 150 cm di altezza.
Le foglie inferiori sono piuttosto grandi (fino a 40 cm di lunghezza), a peduncolo alato come le foglie superiori, più piccole e decorrenti su tutta la lunghezza dell’intranodo.
I fiori sono gialli in spighe dense, le due etamine inferiori più lunghe, spesso lisce e a stigmate reniformi.
Lo troviamo lungo i sentieri, in terreni incolti, in luoghi pietrosi.

In Francia questa pianta porta il nome popolare di “bouillon blanc” (in italiano “brodo bianco”), nome davvero curioso…
La sua origine deriva probabilmente dall’uso dei fiori e delle foglie per infusi pettorali, ma si pensi anche alla suggestione simbolica che evoca il brodo, per i rumori tipici dell’ebollizione. Associazione di idee…: nella Cina antica la saliva veniva chiamata “bordo di giada”, credendo che la sua metodica deglutizione fosse una ricetta di immortalità.1
L’aggettivo “bianco” invece allude alle foglie, ricoperte di peluria bianca.

In fitoterapia altre due piante possono sostituire il Verbascum thapsus L.: il Verbascum densiflorum Bertol e il Verbascum phlomoides L. (verbasco barbarastio).

I medici ippocratici utilizzavano il verbasco per curare le piaghe.
Paracelso come espettorante, febbrifugo e cicatrizzante.

Oggi questa pianta rientra nella specie pettorale officinale.

Se si pensa che le foglie essiccate di verbasco venivano utilizzate per fabbricare gli stoppini delle lampade… dimenticata dai medici, è però sempre stato un rimedio molto importante della medicina tradizionale.
Le foglie fresche servivano a preparare cataplasmi emollienti: un bagno di sedere in una decozione di foglie di verbasco calmava una crisi di emorroidi. La cura terminava con l’applicazione di una foglia ancora tiepida sulla zona dolorosa.
Ma è per la cura della tosse e delle affezioni polmonari che il verbasco è più famoso: si utilizza per queste patologie  l’infusione di fiori, dopo averla filtrata e addolcita con miele.
Santa Ildegarda di Bingen considerava questa infusione di fiori come un infallibile rimedio per la raucedine, e Olivier de Serres (1600) nel suo “Le théâtre d’agriculture et mésnage des champs” sintetizza così tutte le virtù del verbasco:

La decozione di tutta la pianta serve contro la tosse vecchia, gli spasmi, i dolori di denti, veleni. L’acqua che è distillata dai fiori, toglie la gotta rosacea dal volto, couperose, macchie di bruciature. I suoi fiori applicati sulle emorroidi, con del tuorlo d’uovo, le fermano. Il succo dell’erba e dei fiori, spremuti, applicato sulle verruche, le spegne e le fa scomparire. Allontana la febbre quartana.

In Spagna era usato come antitussivo nelle bronchiti asmatiche e da raffreddamento, ma anche come depurativo nei disturbi sanguigni.

Il Verbascum phlomoides L. agisce anche come  veleno per i pesci di fiume… tecnica da bracconieri:  sradicato un grosso verbasco, va legato per le radici ad un lungo bastone, con le foglie ripiegate a ricoprire le radici. Poi immergere il bastone nello specchio d’acqua agitandolo vigorosamente: i pesci saltano fuori dall’acqua e finiscono sulla sponda (non condividiamo ovviamente la procedura) .

Costituenti principali

Il fiore contiene circa il 3% di mucillagini, iridoidi (arpagoside, aucuboside), dal 2 al 4% di flovonoidi, acidi fenolici sotto forma di esteri ossiacidi dell’acido caffeico (verbascoside), dei saponosi, degli acidi grassi e dei carotenoidi.2

Uso del verbasco

Infuso di fiori

Un pugno abbondante (10 gr) in un litro d’acqua. Lasciare in infusione per dieci minuti. Assumerne da 250 a 500 ml al giorno.

Estratto fluido

Una goccia tre volte al giorno.

Lavanda

Infiammazione intestinale: 20 gr di foglie per litro d’acqua. Lasciare in infusione per 15 minuti, filtrare.

Opercoli di polvere totale di fiori

280 mg per opercolo, un opercolo tre volte al giorno prima dei pasti.

Tintura

Far macerare un pugno di fiori in 250 ml di alcool a 45° per 15 giorno. Filtrare. Assumerne 40 gocce, 2-3 volte al giorno.

Oggi, alla luce della scienza

Le indicazioni terapeutiche dei fiori di verbasco sposano quello che era il suo uso tradizionale, ovvero gli stati infiammatori ORL e bronco-polmonari (tosse, tracheite, espettorazione difficile, bronchiti etc.).
Il fiori rientrano tra le specie pettorali officinali, come quelli del papavero, della malva, dell’altea, della tussilaggine, della violetta e del piede di gatto.
La droga coniuga l’azione antinfiammatoria dell’arpagoside (iridoidi dell’arpagofito)3, l’azione emolliente delle mucillagini e l’azione atibatterica e antifungica degli esteri ossiacidi dell’acido caffeico.4

Il verbasco può quindi essere utilizzato anche come trattamento aggiuntivo per la componente dolorosa dei disturbi digestivi funzionali.

I suoi semi, sono veleno per i pesci (ittiotossici).

Bibliografia

  1. Chevalier J. & Gheerbrant A., 1982
  2. Rombi, 1998
  3. Jadot G. & Lecompte A., 1992
  4. Shoyama Y. e coll., 1986

 

2017-03-21T16:33:37+00:00

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