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Stanchezza invernale? Bevete radici!

17 febbraio 2015

Nel cuore dell’inverno le piante ricostituiscono con discrezione le proprie riserve di energia nelle radici: le sostanza contenute in queste parti sotterranee sono il miglior carburante per combattere la stanchezza invernale.

La potenza delle radici

Tutte le medicine tradizionali hanno le loro radici antipatica la più conosciuto è probabilmente il ginseng ma molte altre meritano di essere citate. Ricordiamo l’eleuterococco, la rhodiola o ancora l’astragalo, piante chiamate “adattogene” perché aumentano la nostra energia e la nostra resistenza allo stress: virtù e proprietà benefiche davvero seducenti nel freddo dell’inverno.

Anche in Europa abbiamo potenti radici energizzanti, come l’ortica o l’angelica,  fortificanti e dalle proprietà molto diverse rispetto (ad esempio) agli effetti eccitanti della caffeina: le sostanze contenute nelle radici come i minerali, i polisaccaridi, steroli e acidi fenolici forniscono infatti energia alle nostre cellule e stimolare il nostro organismo in profondità.

Scopriamo le piante dalle benefiche radici: ecco una preparazione da bersi durante i periodi più  freddi.

Troverete le radici di queste piante in farmacia, nei negozi bio o in erboristeria: cercatele tagliate alle stesse dimensioni, per una preparazione più omogenea.

L’astragalo

L’astragalo è in primo luogo uno stimolante del fegato, e questo spiega in parte il suo effetto sull’energia e sulla temperatura corporea che aumenta nelle parti periferiche a livello della pelle. Nella medicina cinese si dice che questo effetto sia dovuto ad un aumento dell’energia yang che si manifesta alla superficie. Questa energia ci protegge dal raffreddamento e stimola il nostro organismo nelle sua interezza. L’astragalo darà un buon sapore alla tisana.

L’eleuterococco

L’eleuterococco è un eccellente antipatica, fisica e psichica: stimola gli ormoni sessuali e l’attività delle surrenali, queste preziose ghiandole che fabbricano appunto gli ormoni dell’energia (adrenalina, noradrenalina etc.).

La radice di ortica

Conosciuta soprattutto per trattare l’ipertrofia benigna della prostata, è comunque una pianta che rinforza il sistema nervoso.

L’angelica

L’angelica è una pianta imponente la cui prestanza evoca forza e vitalità: la sua radice è stimolante e regolatrice delle sfere nervose e digestive.

L’enula campana

L’enula campana è benefica per la digestione e calmante per il sistema nervoso. Lungi dall’addormentarci, permette al nostro organismo di ricostituire più facilmente le proprie riserve di energia.

La liquirizia

Non è obbligatoria, ma se vi piace e non soffrite di ipertensione aggiungetela pure. Anche la liquirizia è una pianta adattogena che stimola l’attività delle surrenali.

La decozione

  • Mescolate in parti uguali radici di astragalo, di eleuterococco, di ortica, di angelica, di enula campana e di liquirizia.
  • Mettetene mezzo cucchiaio in una tazza di acqua fredda.
  • Scaldate fino ad ebollizione e fate poi sobbollire a fuoco basso due minuti. Spegnete poi la fiamma e lasciate coperto per 15 minuti.
  • Filtrate e bevete la tisana preferibilmente al mattino, se possibile ripetete nel pomeriggio.

La dose consigliata è di 2 tazze al giorno per 1-2 mesi, da ripetersi se necessario.
Non è consigliata per i bambini e le donne in gravidanza e allattamento.

Questa decozione è ideale per estrarre i principi attivi dalle radici, ma se questo processo è per voi troppo impegnativo ecco una soluzione più semplice: associate eleuterococco, astragalo e ortica (che troverete facilmente in forma di capsule) e prendetene tra i 300 e 700 mg al giorno di ciascuna pianta, solo al mattino.

In tisana o in capsule, provate il potere delle radici per combattere la stanchezza invernale.

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