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Sei come Stromae nei confronti del cancro?

25 settembre 2015

Il cantante Stromae ha scritto una canzone sul cancro: il suo video è stato visto su YouTube 6 milioni di volte in 3 giorni!

“È un testo forte” scrive Le Figaro. “Sui social network, il cantante fa l’unanimità. Eppure non è facile, con un tema così delicato come la malattia e in particolare il cancro.”

Stromae balla come un dio: ha 30 anni, è in grado di creare universi visivi affascinanti, mondi mai visti. Le sue coreografie sono esteticamente eccellenti e il suo successo è davvero meritato.

Ma il suo testo e il suo messaggio sul cancro sono terribili.

Il testo, in primo luogo:
“Sì ci conosciamo bene
hai anche voluto farti mia madre, eh
Hai iniziato con i suoi seni
E poi del polmone di mio padre
Ti ricordi? “

Ripete poi, durante tutta la canzone, “Cancro, cancro, ma dimmi quand’è?”, inframmezzato con varianti come “Quando cessi le tue advances? quando vai in vacanza? quando ci pensi? Niente ti ferma! E smetti di fare l’innocente, sui pacchetti di sigarette il fumo uccide, che sorpresa! oh dimmi quand’è, cancro…”.

Ma la cosa peggiore è il messaggio veicolato dal video: un giovane, solo su un palco, che aspetta che il cancro lo finisca.
Il cancro è rappresentato da spaventose zampe di granchio (cancro significa granchio) che lo afferrano e lo uccidono. Il giovane è portato via in un vortice da incubo, e la sequenza si conclude con un’immagine del suo corpo, esanime, sulla scena di un teatro abbandonato.

Come Stromae, tutti temiamo questa terribile malattia, e tutti purtroppo conosciamo persone che ne sono state colpite.
Normale quindi reagire come Stromae, attendere che la fatalità ci colpisca, soffrire, e poi tutto sarà finito. Normale, ma forse un po’ banale: non servono trent’anni di studi filosofici per rendersi conto che tutti moriremo un giorno.
Ma se la fine è inevitabile, se l’esito è inevitabile, non lo è il “come”, arriveremo alla fine.
E’ proprio questo tutto l’interessante della vita, che sia lunga o corta, malgrado tutti dolori, gli errori, ce l’abbiamo: e non c’è niente di più stupido del viverla pensando alla morte.
Cancro, attacchi di cuore, incidenti d’auto, il morbo di Alzheimer, l’invecchiamento… tanti pensieri che portano naturalmente alla totale disillusione, ma anche (senza voler fare qui filosofia spicciola) a una visione dell’uomo che non ha senso ed è pericolosa; e che ogni volta che è riemersa nella storia ha portato a catastrofi: disastri, massacri, suicidi di massa.
Proprio come nel video di Stromae: un incubo allucinante, pieno di non morti.

« Amo il mio cancro », davvero…?

L’oscurità del video di Stromae colpisce ancora di più quando, per una straordinaria coincidenza, appare nello stesso periodo un articolo incredibilmente luminoso sul cancro, nel giornale svizzero L’Hebdo: la testimonianza di una donna malata di cancro, dal titolo Il mio cancro è un dono.
A prima vista, il “tema” sembra altrettanto folle di quello del video: ma nella direzione opposta.
Certo, qualsiasi prova comporta sempre anche un aspetto positivo, possono aiutarci a capire le vere priorità della vita, a volte a riconciliarci con noi stessi, a rinunciare a cattive abitudini, a cattive compagnie, etc. Ma, dire che il cancro è un dono, sembra disumano.
E tuttavia, leggendo la testimonianza, forse Simone Gartenmann ha ragione. Perché? Perché ha scoperto in questa occasione un favoloso tesoro di coraggio, che senza dubbio non aveva mai misurato. Ha scoperto di essere capace di una libertà assoluta, insostenibile sia per i suoi cari che per il corpo medicale, e ha iniziato a vivere con un’intensità che è data a pochissime persone.
Ecco quindi che la visione del mondo e dell’umanità viene rivoluzionata nella giusta direzione: Simone non aspetta le chele del granchio, lei si prende in carico e reagisce.

Agire contro il cancro

Quando il paziente incrocia le braccia e ha un atteggiamento passivo verso la vita e la malattia è colpito dalla “sindrome dell’autostoppista”: – mi siedo (il paziente) e mi lascio guidare (dal medico), senza fare niente.
Ma sappiamo che questo è l’atteggiamento peggiore che si possa adottare nei confronti della malattia (anche della vita in generale ma è un altro tema), in particolare con il cancro: si riducono catastroficamente le possibilità di recupero.
Sono sempre più numerosi i medici che oggi riconoscono che l’effetto dei loro trattamenti convenzionali è responsabili  solo per un terzo della guarigione. Il secondo terzo dipende dallo stile di vita del paziente (alimentazione, respirazione, detossificazione) e l’ultimo terzo dipende dal suo stato emotivo (stress, ansia, shock emozionali mai digeriti).
Preoccuparsi del secondo e del terzo aspetto permetterà di ripulire il terreno, e di ridurre notevolmente il rischio di recidiva.
Purtroppo, l’85-90% dei malati di cancro hanno la sindrome dell’autostoppista: si abbandonano totalmente alla medicina e il problema è che, l’attuale medicina ufficiale, raramente si occupa degli altri due fattori efficaci per la prevenzione e indispensabili per la guarigione, che dipendono dal paziente.

È possibile ridurre notevolmente il rischio di cancro a condizione che si sia disposti a:

  • Smettere di fumare (per i fumatori abituali).
  • Limitare il consumo di cibi e bevande che non esistevano mille anni fa: zucchero, bibite, cereali raffinati, acidi grassi trans (TFA o “grassi trans”), caramelle, biscotti industriali dolci e salati di tutti i tipi, piatti pronti.
  • Uscire e prendere quotidianamente il sole, per ottimizzare i livelli di vitamina D, ossigenare i tessuti e liberare la mente.
  • Mangiare prodotti non trasformati, di stagione e se possibile locali, evitando alte temperature di cottura (in particolare il barbecue e le fritture). Preferire le verdure fresche, soprattutto verdure verdi e colorate, e piccoli frutti rossi e neri.
  • Evitare il più possibile il contatto con sostanze chimiche, sia nell’ambiente (irrorazione di diserbanti e pesticidi, inquinamento atmosferico) che nel cibo, negli abiti e nei vostri interni (vernici, detergenti, profumi chimici…).
  • Limitare l’esposizione alle onde di telefonia mobile, wifi, e il tempo trascorso davanti al computer e alla televisione, in particolare in posizione seduta.
  • Ottimizzare l’apporto di omega 3, magnesio, potassio, vitamine, antiossidanti, oligoelementi.
  • Fare attenzione alla qualità della digestione e mantenere un apparato digerente sano, consumando prebiotici e probiotici.
  • Imparare a respirare profondamente, ridurre il livello di stress, vivere nella calma e praticare regolare attività fisica all’aria aperta e al sole (passeggiate in montagna, nei boschi, bagni di mare).
  • Curare il morale: fare scelte di vita (coniugali, familiari, educative, professionali) che apportino un reale equilibrio a lungo termine. Avere attività sociali, artistiche, spirituali, che accrescano interiormente.
  • Coltivare la propria mente scegliendo letture, film, spettacoli, programmi di qualità (e impegnatevi per realizzare il grande sogno della vostra infanzia, se ne avete uno).
  • Mantenere una rete di amicizie, risolvere i rapporti tesi con la famiglia, essere gentili con i  vicini di casa, invitare regolarmente persone da voi e fare tutto il possibile per accoglierle e dar loro la voglia di tornare, per fare della vostra casa un luogo “vivo” dove ci si sente bene, e dove voi vi sentiate bene.
  • Coltivare un giardino o dei fiori sul vostro balcone, prendersi cura del proprio animale domestico (se ne avete uno).

Queste indicazione rientrano in una filosofia che ha fatto le sue prove: sappiamo che le popolazioni il cui stile di vita tende verso questi equilibri sono meno colpite dal cancro e dalle malattia in generale, perché queste misure riducono anche i rischi cardiaci, di diabete, l’artrite, la depressione e tutti quei mali da… “società liquida”.

Presto un post sul fenomeno “Artemisia Annnua”, l’erba magica contro il tumore: una bomba intelligente contro il cancro?

 

2 Commenti

  1. Avatar for NatureLab
    Meriem 15 dicembre 2015 al 22:39 - Rispondi

    Avete sbagliato Stromae non ha 26 anni ma 30

  2. Avatar for NatureLab
    NatureLab 16 dicembre 2015 al 8:22 - Rispondi

    Vero Meriem: Stromae ha 30 anni, e l’album Racine Carrée è uscito nel 2013. Correggiamo.

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