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Schisandra: la pianta adattogena dalla Cina

Conosciuta da migliaia di anni in Cina come wu wei zi, è una delle cinquanta piante superiori della farmacopea cinese: epatoprotettiva e adattogena, Schisandra (Schisandra chinensis) rafforza l’organismo aiutandolo a sostenere l’attività fisica ed intellettuale eliminando lo stress. È anche la pianta della sessualità: la medicina tradizionale cinese la chiama il “frutto dell’amore”.

Pianta rampicante dal frutto legnoso della famiglia delle Schisandraceae, cresce nei boschi e si sviluppa per circa 8 metri. È originaria del Nord della Cina, ma è presente anche nelle regioni confinanti di Russia e Corea.
Le foglie sono alterne, picciolate, ovali, con apice appuntito.
I fiori, raccolti in infiorescenze a grappolo e dotati di numerosi pistilli, sono declini e poco numerosi.
Il frutto è una bacca rossa con semi reniformi.

Il suo tempo balsamico è l’estate e le parti usate sono i frutti con semi.

Tradizione e storia di Schisandra

Il suo nome cinese, wu wei zi significa “frutto dei Cinque sapori”. Infatti, la buccia e la polpa del frutto hanno sapore agrodolce, i semi sono piccanti e amari, l’insieme ha sapore salato.
È descritta nella prima materia medica (Shen Non Ben Ciao Jiing) attribuita appunto al mitico Shen Nong, il “divino lavoratore”, l’inventore (secondo la tradizione) della fitoterapia.
Schisandra viene considerata erba di grande valore e indicata in varie condizioni: in particolare, come tonico del Rene e del Polmone.

Principi attivi e meccanismo di azione

I frutti e i semi di Schisandra contengono un Olio essenziale, costituito da sesquiterpeni (citare, sesuicarene, beta-2-bisbolene, alfa-ylangene, beta-camigrene, camigrenale). Vi sono poi Acidi (acido citrico, magico, tartarico); Monosaccaridi; Resina; Pectina; Vitamine A, C, E; Fosfolipidi (stigmasterolo) e Tannini.

Ma la componente più studiata, negli ultimi trent’anni, da ricercatori russi, giapponesi e cinesi, è costituita dai Lignani.
A tutt’oggi, la loro nomenclatura è abbastanza confusa: sono denominati schizandrine e schizandroli (secondo la nomenclatura russa); gomisine (secondo la nomenclatura giapponese) e wuweizi esteri (secondo la nomenclatura cinese).

Lignani

I lignani di Schisandra hanno evidenziato numerosi effetti antiepatotossici.1 Inoltre, hanno dimostrato proprietà anitussive, anticonvulsivanti, antidepressive, anti-fatica, tranquillizzanti, stimolanti delle respirazione e inibenti il fattore attivante le piastrine (PAF).2

In Cina, è stato sviluppato un farmaco conosciuto come BDD (bifenil-dimetil-dicarbossilato), derivato da schisandrina C, uno dei lignani di Schisandra.3 I lignani si sono rivelati utili nel determinare un’azione antiossidante a livello mitocondriale.4
Questo dato è di estremo interesse, poiché l’azione di protezione sui mitocondri, vere e proprie macchine per la produzione di energia, correla il dato biochimico all’uso tradizionale secondo cui Schisandra sarebbe in grado di favorire la produzione di energia.

Ricerca farmacologica di base

Azione cardioprotettiva

Schisandra ha dimostrato nei topi una potente attività antiossidante, in grado di proteggere gli animali contro la cardiotossicità indotta da adriamicina.5
Inoltre, associata ad altre piante, si è rivelata efficace nel proteggere il cuore contro i danni indotti da ischemia, da isoproterenolo e nel preservare in vitro il cuore di ratto dai danni di ischemia-riperfusione.6

Azione antiepatite cronica

In uno studio condotto su 50 pazienti con epatite cronica HCV positiva, Schisandra, con altri antiossidanti, si è rivelata in grado di normalizzare gli enzimi epatici nel 44% dei pazienti, di ridurre la carica virale nel 25%, di migliorare nel 36% il quadro bioetico e di incrementare il livello di qualità della vita nel 58%.7

Azione antibatterica

Estratti etanolici di Schisandra si sono dimostrati in grado di inibire in vitro la crescita dell’Helicobacter pylori.8

Azione neuroprotettiva

Schisandra, associata ad altre sostanze, ha dimostrato di migliorare i deficit di memoria indotti da scopolamina e di proteggere i neuroni corticali dalla neurotossicità indotta del peptide beta-amiloide o dal glutammato.9

Azione vasorilassante

Estratti di Schisandra hanno presentato un’azione rilassante dell’endotelio dell’aorta di ratto precedentemente contratta mediante norepinefrina. Nello studio si è potuto rilevare altresì che l’azione veniva inibita da antagonisti specifici dei recettori degli estrogeni, dimostrando in questo modo che l’effetto è estrogeno-dipendente e che gli estratti di Schisandra dovrebbero essere considerati come fitoestrogeni.11

Azione antiossidante e antiepatotossica

Schisandra ha dimostrato un’azione epatoprotettiva contro l’intossicazione da CCI4 (tetracloruro di Carbonio), che si è potuto vedere correlata all’aumento dell’attività antiossidante del glutatione a livello dei mitocondri epatici.12
Estratti di Schisandra si sono rivelati altresì in grado di proteggere il fegato dal danno indotto dal menadione, attraverso un incremento dell’attività antiossidante degli epatociti.13
Inoltre, l’azione epatoprotettiva si baserebbe anche sull’inibizione della perossidasi dei lipidi, sull’aumento della produzione di glicogeno e sulla stimolazione della crescita epatocitica.14

Azione antiaggregante

Numerosi lignani hanno dimostrato di possedere un’azione antagonistica nei confronti del PAF.15

Azione antibatterica e antivirale

Estratti di Schisandra, in particolare l’acido nigranoilo, hanno evidenziato in vitro una buona azione di inibizione dell’HIV1 transcriptase inversa e della polimerasi.16

Azione antitumorale

La gomisina-A si è dimostrata efficace nell’inibire lo sviluppo di tumori della pelle a livello dell’orecchio, grazie a una potente azione antinfiammatoria.17

Azione antinfiammatoria

La gomisina-A presenta in colture di macrofagi in vitro un’azione inibitoria sulla biosintesi di leucotrieni, prevenendo la liberazione di acido arachidonico.18

Ricerca clinica

Epatite

Evidenze preliminari hanno dimostrato che l’estratto di frutti di Schisandra, somministrato per via orale a pazienti affetti da epatite, migliora la funzionalità epatica. In particolare, gli estratti del frutto riducono la transaminasi glutammico-piruvica serica in pazienti con epatite virale o iatrogena.19

Diminuzione di memoria, di concentrazione e di resistenza

Studi non controllati e segnalazioni preliminari sembrano avvalorare l’opinione tradizionale secondo cui Schisandra sarebbe in grado di migliorare la concentrazione, la memoria, il coordinamento e la resistenza.20 Comunque, non esistono ad oggi evidenze conclusive.

Immunodepressione indotta da chemioterapici

In 28 pazienti affette da cancro delle ovaie e trattate con cisplatino e ciclofosfamide, la somministrazione di Schisandra si è rivelata in grado di migliorare lo stato di depressione immunologica.21

Indicazioni secondo l’uso tradizionale

  • Affaticamento, astenia;
  • Stress psicofisico;
  • Miglioramento del rendimento durante le prestazioni sportive;
  • Insufficienza epatica;
  • Epatiti;
  • Allergie.

Indicazioni secondo l’EBM

[La medicina basata su prove di efficacia (evidence-based medicine)]

  • Epatiti croniche;
  • Diminuzione di memoria, di concentrazione e di resistenza;
  • Immunodepressione indotta da chemioterapici.

Controindicazioni, precauzioni d’uso, interazioni ed effetti collaterali

La mancanza di dati (oltre alla segnalazione di possibili effetti stimolanti sulla motilità uterina) ne controindicano l’uso in gravidanza, durante l’allattamento e la prima infanzia.

I suoi effetti stimolanti il sistema nervoso centrale richiedono prudenza nell’uso di Schisandra in pazienti epilettici.
I potenziali effetti di stimolazione della secrezione gastrica necessitano il controllo medico per pazienti affetti da ulcera gastrica o da reflusso gastroesofageo.

Sul modello animale, Schisandra si è dimostrata in grado di aumentare il metabolismo del warfarin.

I rari effetti collaterali comprendono: disturbi gastrici, inappetenza e orticaria.
I sintomi del sovradosaggio sono: irrequietezza, insonnia e dispnea.

Le caratteristiche energetiche di Schisandra

Signatura

La medicina tradizionale cinese usa i frutti di questa pianta da oltre 2000 anni come rimedio tonico, antitussivo, sedativo, contro i sudori e le polluzioni notturne.
Il frutto è di sapore dolce e acido, il seme amaro e piccante; l’insieme produce un gusto salato. Per questo veniva chiamato il “frutto dei Cinque sapori”, dotato di proprietà tonificanti e riequilibranti.

Natura

Calda.

Sapore

Acido.

Loggia energetica

Metallo – Acqua – Legno.

Azione energetica

  • Tonifica il qi di Polmone: tosse e asma.
  • Ferma sia la sudorazione spontanea che quella notturna, rispettivamente da deficit di qi, con tosse, astenia, paura del freddo e catarro chiaro, e da deficit di yin, accompagnato da tosse secca, secchezza delle mucose, catarro denso, febbre serotina.
  • Conserva l’essenza e blocca la diarrea: polluzioni notturne, spermatorrea, leucorrea, pollachiuria.
  • Tonifica il qi di Fegato: epatopatie croniche, epatiti virali e tossiche.
  • Calma lo shen: smemoratezza e insonnia.

Meridiani

Polmone – Rene – Fegato.

Conclusioni: tropismo di Schisandra

Schisandra interessa:

  • il sistema immunitario;
  • le condizioni generali;
  • l’apparato epatobiliare.

In Oriente, i frutti di Schisandra raccolti a maturazione sono ritenuti tonici e sedativi allo stesso tempo.
Entrano nella materia medica cinese e sono utilizzati per trattare la tosse sia acuta che cronica, bloccare la diarrea e le perdite di liquidi in generale, calmare l’irritabilità e curare l’insonnia, dare energia tonificando i reni e depurando il fegato nella sua funzione.

Schisandra è praticamente sconosciuta in Occidente, dove in letteratura esistono sporadici lavori farmacologici e qualche sperimentazione su animali. A tale proposito, alcuni studi condotti sui cavalli da corsa hanno permesso di valutare la reale efficacia degli estratti ad azione adattogena. Dopo la somministrazione di Schisandra, si è evidenziata la diminuzione durante lo sforzo della frequenza cardiaca e respiratoria, della produzione di acido lattico e di radicali liberi e il miglioramento dell’ossigenazione muscolare.

In Russia sono stati condotti studi clinici su atleti che hanno confermato questi effetti.

Gli studi clinici effettuati in Cina hanno avvalorato sia l’azione adattogena che quella antinfiammatoria bronchiale, ma anche l’azione antiepatotossica.
Secondo la medicina tradizionale cinese, tonifica il qi di Polmone, di Rene e di Milza.
Vi sono anche indicazioni per il trattamento di disturbi allergici della pelle.

Sicuramente questa pianta troverà sempre più ampia diffusione in Occidente, dove i disturbi derivati dallo stress sono (purtroppo) in rapido aumento.

schisandra ampolle
SCHISANDRA

schisandra + cardo mariano

SCHISANDRA CARDO MARIANO

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