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Ritenzione idrica: come risolvere il problema una volta per tutte

Quando si parla di ritenzione idrica si ritiene spesso che questo problema riguardi soprattutto le donne.
Non è affatto vero.

Signori, avete difficoltà a sfilare la fede dal dito? I calzini vi lasciano segni alle caviglie quando li togliete?
Forse soffrite di edema, più comunemente noto come ritenzione idrica.

I sintomi della ritenzione idrica sono il gonfiore di alcune parti del corpo come le mani, i piedi e le caviglie, con un’impressione di  rigidità e talvolta anche dolore della parte interessata.
Chi soffre di edema nota spesso un aumento di peso, anche di diversi chilogrammi.

Quando l’organismo immagazzina acqua ma non vuole eliminarne

Il nostro corpo è fatto per il 65% di acqua: in presenza di ritenzione idrica l’organismo (o una parte di esso) ne è in sovraccarico. Immagazzina l’acqua ma non la evacua. Talvolta dei reni pigri o un fegato stanco possono contribuire alla difficoltà di rimuovere i fluidi in eccesso ma, non è così semplice: sono molti i fattori coinvolti nella comparsa dell’edema.

Ricordiamo l’ingestione dei diversi veleni presenti nell’acqua di rubinetto e nel cibo spazzatura, o anche i residui di farmaci e l’inquinamento atmosferico: per salvaguardare i parametri vitali di funzionamento, l’organismo si idrata sempre di più man mano che il tasso di avvelenamento aumenta, in modo da diluire la concentrazione delle tossine e dei veleni entro limiti tollerabili.

Il coinvolgimento del sistema linfatico

La circolazione linfatica interessa l’organismo dalle estremità verso il cuore, in vasi e linfonodi. La linfa è quel liquido giallastro e trasparente che fuoriesce dalle ferite e che si immagazzina nei linfonodi in caso di malattia. Interviene infatti nella difesa contro i batteri, i virus e gli altri corpi estranei tossici.

Ma la linfa è anche coinvolta nel trasporto di ormoni, e questo è ciò che ci interessa per il drenaggio dell’acqua nei tessuti: è lei che assicura l’evacuazione dei rifiuti cellulari (grassi, tossine, proteine).

A differenza del sangue che circola grazie al pompaggio del cuore, la circolazione linfatica non ha alcuna pompa per agevolare il flusso. Sono solo i movimento del corpo, le contrazioni muscolari e delle pareti dei vasi che consentono alla linfa di circolare.

La sedentarietà e la compressione dei vasi favoriscono il ristagno della linfa nei tessuti e quindi la sua impossibilità di drenare l’acqua “sporca” fuori dall’organismo.

Come sapere se il tuo organismo ha acqua in eccesso?

Oltre ai sintomi sopra descritti, un piccolo test facile da eseguire è quello di esercitare una pressione con un dito sulla parte rigonfia: se il marchio persiste per diversi secondi, questo può essere un segno di edema. Inoltre:

  • controlla se il tuo viso si gonfia quando ti sdrai;
  • pensa a quante volte vai in bagno durante la notte: se accade diverse volte, significa che hai accumulato troppa acqua;
  • attenzione se non riesci a calzare le scarpe some al solito: può essere un segno di edema;
  • se hai fatto diete ma non sei riuscito a perdere peso, forse hai un accumulo d’acqua nell’organismo.

Le cause

Ecco le cause più frequenti della ritenzione idrica.

  • Una dieta squilibrata può favorire l’edema, come l’eccesso di sale o l’intolleranza ad un alimento, le carenze in vitamine (in particolare B1)  e i disturbi digestivi.
  • Uno squilibrio ormonale come una pillola a dosaggio sbagliato, un trattamento progestinico inadeguato, le sindromi pre-mestruali o la gravidanza spesso comportano ritenzione idrica. Anche l’ipotiroidismo è spesso associato con l’edema.
  • Un’infiammazione, ad esempio una distorsione può generare edema nella parte interessata. Di solito l’edema scompare in fretta trattando la causa.
  • Una cattiva circolazione del sangue coinvolgerà anche il sistema linfatico e lo porterà rapidamente in sovraccarico. Ecco perché migliorando la circolazione sanguigna, migliorano anche i disturbi linfatici.

Inizia subito ad “asciugare”

Prima di parlarti dei vari rimedi naturali che ti aiuteranno a rimuovere parte dei liquidi in eccesso, ecco i parametri classici sui quali devi agire subito.

  • Fai attenzione al sale! Il sale alimentare conserva i fluidi come una spugna, quindi metti la saliera da parte e evita i cibi (come crackers, salumi, piatti pronti, salsa di soia, pizza) che ne sono saturi. Cerca di ridurre l’apporto di sale a 0,5 grammi per pochi giorni (non più di due settimane) per sbarazzarti rapidamente della ritenzione idrica. Sostituiscilo per qualche giorno con erbe aromatiche e spezie.
  • Indossa abiti ampli. Evita indumenti stretti e attillati: le gambe, i piedi e la vita non devono essere compressi. Preferisci abiti e tessuti leggeri.
  • Evita le fonti di calore perché dilatano i vasi sanguigni. Vietati bagni caldi, saune e bagni turchi. Applica getti d’acqua fredda sulle aree edematose. In estate, dimentica la tintarella e rimani il più possibile al fresco.
  • Grassi e zuccheri alla gogna. Lo zucchero aumenta i livelli di insulina e favorisce la ritenzione idrica oltre ad affaticare i reni, che non riescono più a smaltire gli eccessi. Anche i grassi di origine animale saturano i reni. Prediligi i buoni Omega 3, che proteggono le pareti venose e regolano lo scambio di liquidi.
  • Nutriti di buone proteine, perché se il sangue non ne contiene abbastanza l’acqua al suo interno verrà rilasciata nei tessuti e non potrà essere riassorbita. Evita carenze (devi assumere 50 g di proteine ​​al giorno in media) e privilegia le proteine ​​vegetali che trovi nei cereali integrali, nei legumi e nei semi oleosi.
  • Indossa le scarpe da ginnastica. L’attività fisica è essenziale per stimolare la circolazione linfatica. Cammina ogni giorno e pratica un buon allenamento a settimana per eliminare le tossine, l’acqua in eccesso e regolare la circolazione linfatica e sanguigna.
  • Prediligi alimenti piccanti, astringenti e amari. Secondo la medicina ayurvedica e cinese, questi favoriscono il drenaggio, la circolazione e l’eliminazione, così come gli alimenti di colore rosso. Infatti la frutta e la verdura di colore rosso è ricca di flavonoidi, che combattono la ritenzione idrica. Anche i frutti di bosco e l’uva, gli agrumi, il grano saraceno, il tè e le cipolle sono ricchi di flavonoidi.

Bere o non bere? Questa è il dilemma

Per quanto strano possa sembrare, si può fare della ritenzione idrica senza bere molto. Infatti un’organismo privato d’acqua non ha abbastanza liquidi per eliminare i “rifiuti”, così ne conserva più che può. E anche i reni e il fegato soffrono.

È quindi necessario aiutare il corpo a ritrovare l’equilibrio bevendo molta acqua (pulita): bere a sufficienza idrata le cellule in profondità e consente ai reni di svolgere correttamente il loro lavoro.

Evita però i succhi di frutta e le bibite, così come gli stimolanti (tè o caffè) che trattengono l’acqua invece di eliminarla. Consigliate le minestre e le tisane.

Diuretici? Sì, ma non quelli del medico!

A rigor di logica presumiamo che per eliminare l’acqua in eccesso sia opportuno un trattamento che stimolerà l’eliminazione e l’escrezione delle urine dai reni.

Tristemente noti per i casi di doping, i diuretici hanno cattiva reputazione: non confondere le piante drenanti, tradizionalmente utilizzate da sempre e senza effetti collaterali con i farmaci diuretici, prescritti dai medici in caso di problemi cardiaci o di pressione alta per evitare la comparsa di edema.
Questi farmaci hanno molti contro-indicazioni e effetti collaterali.

Le terapie che aiutano

Oltre alle docce fredde, anche i massaggio e il linfodrenaggio ti aiuteranno a far risalire la linfa verso il cuore. Si tratta di tecniche di massaggio a pressione e rilascio dolce, praticando “rolling” sulle aree infiltrate e lungo il percorso del flusso della linfa.

Anche la pressoterapia è efficace: è una tecnica di leggere pressioni esercitate da gambali gonfiabili, che aiuta a drenare le gambe.

La contenzione degli arti inferiori impedisce il gonfiore e la dilatazione dei tessuti. Calze o collant a compressione migliorano il drenaggio linfatico e venoso. Dormi con i piedi rialzati, evitare di stare a lungo in piedi e non incrociare le gambe, per alleviare la sensazione di gambe “pesanti”.

I massaggi con guanti di seta sono dinamizzanti e favoriscono il drenaggio delle tossine. Da fare al mattino prima della doccia a cominciare dal viso, poi vigorosamente su tutto il corpo. I movimenti saranno longitudinali sulla lunghezza degli arti e circolare a livello delle articolazioni. Non massaggiare il seno e pratica movimenti in orizzontale e in diagonale sulla zona addominale. Termina con le caviglie e la pianta dei piedi.

I bagni derivativi, che possono essere riassunti con “freddo all’inguine, caldo altrove”, pratica semplice ed economica per disintossicare l’organismo dalle scorie accumulate: spugna e acqua fresca (non fredda).

Le piante per drenare

Esistono piante per combattere la ritenzione idrica, la cui efficacia è stata dimostrata nel corso del tempo.

Ma non dimenticare che la ritenzione idrica è anche un segno di intossicazione, quindi per prima cosa devi seguire un trattamento detox, altrimenti l’eliminazione dell’acqua rischia di aumentare i veleni e le tossine organiche a livelli di rischio.

Inizia quindi con una cura di tre settimane di detox: leggi questo articolo per approfondire.

Ed ecco ora alcune piante che possono esserti utili contro la ritenzione idrica.

La gramigna (Elymus repens (L.) ): molto ricca di fruttosani, è utilizzata come diuretico fin dall’antica Grecia. Utile nel trattamento delle infezioni delle vie urinarie, stimola la diuresi e favorisce l’eliminazione renale dell’acqua.
Prendi 50 g di radice di gramigna e lascia bollire in un litro di acqua per circa dieci minuti. Poi filtra e bevine mezzo bicchiere mattina e pomeriggio per un paio di giorni. L’uso prolungato non è raccomandato.

Il prezzemolo: la medicina gli attribuisce varie proprietà terapeutiche, curative e depurative. È uno stimolante, un diuretico e un anti-infettivo. Il prezzemolo elimina le tossine e ripristina l’elasticità dei vasi sanguigni. L’infuso di prezzemolo è un modo facile per ottenere tutti i benefici di questa pianta in modo rapido.
Aggiungi due cucchiaini da caffè di prezzemolo secco in una tazza di acqua bollente e lascia in infusione per una decina di minuti. Puoi berne fino a tre tazze al giorno per alleviare i sintomi. Aggiungilo anche nei tuoi piatti e insalate.

Il tè verde: è un potente alleato contro la ritenzione idrica. Questo perché il tè verde viene fatto con foglie non fermentate, che contengono una maggiore concentrazione di polifenoli, antiossidanti molto efficaci. Il tè verde aumenta il metabolismo e aiuta a bruciare i grassi. La caffeina che contiene riduce la ritenzione idrica favorendo la minzione. Attenzione però: il tè verde limita l’assorbimento del ferro.
Scegli un tè verde di buona qualità e bevine dalle due alle quattro tazze al giorno.

L’olmaria (Filipendula ulmaria): nelle sue sommità fiorite troviamo il principio attivo che stimola i reni ad eliminare l’acqua e ridurre l’edema. L’olmaria in infusione ha un’azione anti-cellulite ed aumenta il volume di urina.
Porta a ebollizione 1 litro di acqua di sorgente, togli dal fuoco e aggiungi 20 grammi di olmaria, copri e lascia 10 minuti in infusione, poi filtra. Bevine 3 tazze al giorno per dieci giorni, se possibile prima delle cinque del pomeriggio per evitarti visite notturne in bagno.

Hai poi tutte piante veno-linfotoniche, che attivano sia il ritorno venoso che la circolazione linfatica: l’ippocastano, il pungitopo, il meliloto (ricco di cumarine), la centella asiatica, il gingko biloba e i germogli di ontano.

Come scegliere un prodotto drenante pronto?

Ci sono sul mercato vari prodotti drenanti: fai attenzione e verifica che non contengono dolcificanti, alcol, solventi sintetici, stabilizzatori chimici, esaltatori di sapidità, perchè apporteresti ulteriori veleni al tuo organismo (e ricorda che la ritenzione idrica di solito è sintomo di intossicazione). Verifica anche la presenza di almeno due o tre degli ingredienti sopra elencati e assicurati che il metodo di estrazione rispetti le piante utilizzate.

Noi ti consigliamo:

Oli essenziali per il massaggio

Gli oli essenziali di Cipresso e di Lentisco decongestionare i sistemi venoso e linfatico. Il Cipresso riduce l’edema. L’olio essenziale di Cedro ha un’azione favorevole sulla ritenzione idrolipidica e la cellulite, stimola il drenaggio linfatico. L’olio di Macadamia è interessante per la sua fluidità.

Attenzione: questa formulazione è sconsigliata in gravidanza.

Preparazione:

  • 1 flacone contagocce scuro da 50 ml;
  • 3 ml di OE di Cipresso;
  • 3 ml di OE di Lentisco;
  • 4 ml di OE di Cedro;
  • olio vegetale di Macadamia.

Versa gli oli essenziali nel flacone e completa con l’olio di macadamia. Omogeneizza la soluzione e applica 8 gocce localmente, massaggiando delicatamente dal basso verso l’alto. Ripeti al mattino e alla sera, 3 settimane al mese per 3 mesi.

L’olio essenziale di Ginepro è l’alleato numero uno tra gli oli essenziali drenanti. Se lo usi da solo, diluiscilo al 20% in un olio vegetale (l’ideale è di Macadamia). Per sostenere l’azione drenante dell’olio di Ginepro, pensa al Limone, al Pompelmo, al Rosmarino o al Cipresso.

[Non superare mai il 20% di OE nella tua preparazione.]

2017-06-26T11:23:03+00:00

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