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Radicali liberi: il nemico numero 1

4 novembre 2015

Chi sono i radicali liberi?

La materia vivente è costituita da molecole che sono a loro volta formate da atomi circondati da elettroni. Questi elettroni sono generalmente appaiati.

Esistono atomi o frammenti di molecole che hanno un elettrone spaiato: è proprio questa anomalia che determina un radicale libero, che ha la caratteristica di essere molto instabile. L’ossigeno è alla base dei principali radicali liberi, ed è un paradosso in quanto l’uomo ha un assoluto bisogno di questo gas per vivere.

Esistono quattro tipologie principali di radicali liberi:

  • Lo ione superossido, fabbricato dall’organismo al momento della produzione di energia oppure come difesa contro aggressioni come allergie o infezione. È prodotto da alcuni globuli bianchi e, una volta vinta la battaglia contro l’agente aggressore, ne viene interrotta la produzione. In un organismo sano, lo ione superossido è generalmente ben controllato dall’enzima superossido dismutasi.
  • Il radicale idrossile è molto più pericoloso e costituisce la principale causa dei danni che si producono nelle nostre cellule con l’avanzare dell’età e nel corso di malattie infiammatorie e degenerative. È in grado di provocare la distruzione parziale o totale dei geni, delle varie molecole, delle proteine, degli acidi grassi, delle vitamine etc. È lui il nemico numero uno. Deriva dall’errato controllo del ferro e del rame, ma può anche essere prodotto dalle radiazioni ionizzanti di origine naturale o umana.
  • Il perossinitrito, temibile quanto l’idrossile, si forma quando lo ione superossidasi incontra derivati nitrati. Si fissa alle proteine e ai geni, che deforma e danneggia.
  • L’ossigeno singoletto non è esattamente un radicale libero ma è a loro assimilabile. Deriva dall’azione del sole (ultravioletti) e delle radiazioni ionizzanti. Attacca il collagene, ossia la proteina che rappresenta il principale costituente dei tessuti connettivi e quindi del tessuto sottocutaneo. È lui il responsabile delle rughe sulla pelle.

I radicali liberi sono utili o nocivi?

Anche in questo caso ci troviamo in un totale paradosso: l’organismo è aggredito e continuamente danneggiato dai radicali liberi, che sono responsabili dell’invecchiamento e probabilmente di molti disturbi e malattie e tuttavia, per sopravvivere, il corpo umano ne ha bisogno. In realtà  è impossibile evitare la produzione di radicali liberi, e l’obiettivo è quindi quello di mantenere intatti i mezzi che consentono di regolarne la produzione, di sfruttare i meccanismi di eliminazione e quindi di equilibrare le loro azioni, positive e negative per l’organismo.
Il nostro organismo sfrutta la capacità distruttiva dei radicali liberi per combattere i nemici esterni (virus o batteri) o per scindere la molecola dell’ossigeno e poterla dunque utilizzare.
D’altro canto, i radicali liberi svolgono anche un’altra funzione particolarmente importante: controllano le contrazioni del tessuto liscio che riveste l’interno dei vasi sanguigni, intervenendo così nella circolazione del sangue.
Infine, il corpo deve costantemente rinnovare le proprie cellule, ciò significa che deve eliminare le cellule vecchie, danneggiate o anormali. Per farlo necessita di uno strumento di demolizione. Se questo meccanismo non esistesse, le cellule anomale rimarrebbero presenti e rischierebbero di provocare malattie, in particolare in alcune forme di cancro. Del resto è molto probabile che alcune di queste cellule sfuggano al meccanismo mediante l’attivazione di un programma di sopravvivenza, e che questo costituisca forse la vera ragione della malattia cancerosa. Lo strumento di demolizione sono i radicali liberi.
Quando la produzione di radicali liberi è sotto controllo, tutto procede perfettamente. Tuttavia, se tale controllo sfugge all’organismo essi attaccano rapidamente le cellule: questo fenomeno è definito Stress Ossidativo.
Ne consegue una serie di danni, tra cui i più gravi sono:

  • L’invecchiamento: perdita di elasticità dei tessuti, comparsa di rughe e segni colorati sulla pelle. Non dimentichiamo che ciò che si osserva all’esterno è presente anche all’interno del nostro corpo: il degrado è lo stesso.
  • L’arteriosclerosi: i radicali liberi in eccesso attaccano e trasformano il cattivo colesterolo (LDL) e provocano l’accumulo di placche ateromatose ne i vasi sanguigni con tutte le conseguenze che possono derivarne (infarto, ictus, trombosi, arteriti etc.).
  • La degradazione delle membrane cellulari: grave alterazione degli scambi cellulari ossia dei passaggi attraverso la membrana. Questo fenomeno deriva dalla degradazione degli acidi grassi.
  • L’ossidazione delle proteine, in particolare quelle del cristallino che provocano la cataratta.
  • L’alterazione dei geni cellulari e del normale programma della cellula. Così, se sono coinvolti i geni responsabili della divisione cellulare oppure, secondo gli ultimissimi lavori, il gene repressore del programma di sopravvivenza che ogni cellula contiene, si scatena un cancro.
  • La comparsa di malattie neurodegenerative, quali il mordo di Parkinson, di Alzheimer…
  • L’abbassamento delle difese immunitarie: anche malattie come l’aids sembrano in parte legate ad un eccesso di radicali liberi.

Come vengono prodotti i radicali liberi?

Come abbiamo visto, una parte dei radicali liberi viene prodotta dai globuli bianchi al momento delle aggressioni infettive da parte dei globuli rossi, per permettere loro di utilizzare l’ossigeno, e da tutte le cellule in presenza di trasformazione dell’ossigeno o di qualsiasi sostanza che alimenta la “macchina” intracellulare per creare energia. Un’altra parte dei radicali liberi deriva da fattori esterni:

  • Inquinamento atmosferico.
  • Prodotti chimici svariati e numerosi contenuti nei nostri cibi e nell’acqua che beviamo.
  • Radiazioni di varia natura (sole, radiografie, cosmiche, da apparecchi elettrici etc).
  • Alcuni medicinali.
  • Il tabacco! i fumatori sono particolarmente esposti ed aggrediti dai radicali liberi per due motivi: il fumo di sigaretta contiene una grande quantità di radicali liberi e l’infiammazione a carico delle vie respiratorie attira moltissimi globuli bianchi nei polmoni. Questi produrranno radcali liberi che, in presenza di ferro e rame, daranno vita ad altri radicali che a loro volta distruggeranno le cellule e favoriranno la comparsa di tumori, bronchiti croniche, enfisemi, sclerosi, fibrosi, arteriosclerosi.
  • Gli stress emotivi e fisici. Ad esempio, l’attività fisica moderata è auspicabile per lottare contro l’invecchiamento: permette una migliore circolazione degli antiossidanti e quindi una loro migliore diffusione all’interno dei tessuti a condizione che siano presenti in quantità sufficiente. Lo sport da competizione invece, che spinge oltre i limiti fisiologici dello sforzo fisico, accellera l’invecchiamento, in particolare negli atleti di alto livello che non modificano la loro alimentazione e non compensano (o compensano in modo non corretto) mediante l’assunzione ben mirata di integratori alimentari.

Come si difende l’organismo?

La produzione di radicali liberi è inevitabile. L’organismo compenserà questa produzione e si proteggerà con tre mezzi:

  1. Un sistema enzimatico potente. Tutti questi enzimi dipendono da oligoelementi, ossia elementi metallici presenti in scarsa quantità nell’organismo. Il primo gruppo è costituito dai superossidi dismutasi (SOD). I due più importanti sono il SOD a base di rame e zinco e il SOD a base di manganese. I SOD degraderanno e bloccheranno i radicali liberi inducendo la formazione di un composto altamente tossico, H2O2, più noto come acqua ossigenata. A questo punto entrerà in azione il secondo gruppo di enzimi, costituito dal glutatione perossidasi a base di selenio, che trasformerà l’acqua ossigenata (H2O2) in acqua (H2O). Esistono anche altri enzimi di scarsa importanza, come le catalasi.
  2. Delle molecole “kamikaze”, che si sacrificheranno cedendo elettroni a quelle molecole instabili che sono i radicali liberi. Le due più importanti sono l’acido urico e la ceruloplasmina. Gli enzimi, l’acido urico e la ceruloplamina sono i mezzi di difesa endogeni, cioè prodotti dal nostro corpo.
  3. Dei sensori naturali, che intrappoleranno i radicali liberi. Si tratta di vitamine (A, E, C, betacarotene, B), minerali (selenio, zinco, rame, manganese, etc), estratti vegetali (flavonoidi, clorofilla, etc). Contrariamente ai precedenti, questi mezzi di difesa sono detti esogeni, in quanto vengono forniti dall’alimentazione.

Questi mezzi di difesa, in particolare il sistema enzimatico antiossidante, sono molto efficaci nei primi anni di vita dell’uomo fino a quando inizia l’invecchiamento. Da quel momento, i mezzi di difesa diminuiscono progressivamente.

Riflettendoci, ci rendiamo conto che l’invecchiamento inizia subito dopo che l’uomo ha o avrebbe potuto assicurarsi una discendenza. Questo significa che la natura si disinteressa completamente del nostro destino non appena abbiamo salvaguardato la nostra specie: è un fatto abbastanza inquietante. E poichè la natura ci ha abbandonati, dovremo trovare i mezzi per difenderci e resistere il meglio possibile all’età e alle malattie, avvalendoci della nostra intelligenzae e delle richhezze naturali del mondo vivente, sia vegetale che animale.

Come rafforzare i mezzi di difesa fisiologica?

In questa lotta difensiva, possiamo intervenire su due fronti:

  • evitare, per quanto possibile, i fattori che scatenano la produzione dei radicali liberi controllando il nostro stile di vita;
  • tenere sotto controllo, il più possibile, la qualità della nostra alimentazione.

Non è semplice…
Ci proteggiamo dai radicali liberi mediante un apporto di sostanze antiossidanti. L’organismo possiede dei sistemi enzimatici che agiscono solo in presenza di determinati oligoelementi: zinco, selenio, rame, manganese. Esistono sostanze che intrappolano i radicali liberi: vitamine A, E, C, bertacotene, flavonoidi, iridoidi etc.
Sono proprio questi minerali e queste vitamine che noi dobbiamo fornire al nostro organismo attraverso l’alimentazione, ma anche attraverso l’assunzione regolare di integratori alimentari, e questo per tre motivi:

  • da un lato, l’alimentazione perfetta non è più possibile per la maggior parte degli individui, travolti, volenti o nolenti, nel gigantesco vortice creato dalla nostra società. Di conseguenza, possiamo solo tentare di mangiare il meno peggio possibile.
  • Dall’altro, i cibi vegetali o animali non contengono più minerali e vitamine in quantità sufficiente. I terreni trattati con pesticidi e concimi chimici sono essi stessi impoveriti di minerali e non possono che produrre vegetali carenzati e nutrire animali necessariamente carenzati (e tra questi ci siamo anche noi). Inoltre sono contaminati da sostanze chimiche che, ricordiamo, costituiscono uno dei fattori esogeni di produzione di radicali liberi. Ne consegue l’importanza di lavare abbondantemente e accuratamente la frutta e la verdura prima di consumarle e… è da brividi vedere agricoltori che trattano gli ortaggi indossando maschere o li raccolgono con i guanti!. Quanto agli organismi geneticamente modificati, che sorprese ci riservano? Infine, le tecniche ed i tempi di conservazione, di cottura e di preparazione dei cibi comportano una dispersione ed una degradazione delle vitamine, nonchè la comparsa di nuove molecole che costituiscono spesso nuove fonti di radicali liberi.

Per tutti noi è importante sapere due cose:

  1. In primo luogo, quali sono esattamente le sostanze, i minerali e le vitamine che si devono consumare sotto forma di integratori.
  2. In secondo luogo, in quali quantità.
    A questo riguardo, solleviamo un punto delicato al centro di discussioni accese, spesso ostili e sempre ipocrite. Infatti esistono norme ufficiali che fissano le quantità giornaliere consigliate alla popolazione. Queste norme hanno valenza europea per quanto riguarda i paesi dell’Unione, mentre gli altri paesi hanno le proprie normative. Gli organi politici e amministrativi che hanno stabilito tali norme sono o dei bravissimi attori o dei grandi ingenui. Infatti , qualunque scienziato sa per certo che le dosi consigliate sono generalmente non solo insufficienti, ma molto insufficienti, sia per colmare il deficit che esiste in seno alla popolazione, sia per produrre una qualsivoglia azione sulla prevenzione delle malattie e, a maggior ragione, per contribuire a curarle. La popolazione forse non si è resa conto che attualmente è in corso una feroce battaglia per il controllo del mercato delle vitamine e degli integratori alimentari, senza dimenticare quello degli alicinali, per impadronirsi di questo settore. I grandi laboratori di prodoti chimici, alimentari, farmaceutici che avevano trascurato questo mercato ritenendolo erroneamente senza fututo, tentano con ogni mezzo di rimediare a tale errore di valutazione. Inoltre, di fronte alle scoperte ed ai lavori recenti, si rendono conto che “queste vitamine che non servivano a niente” se sono di buona qualità e correttamente utilizzate, rischiano di ridurre il numero di pazienti, e dunque le vendite dei medicinali. La risposta è semplice, fare in modo che gli integratori alimentari non siano più efficaci. Ciò significa ottenere regolarmente che contengano solo dosaggi ridicolmente bassi. Un altro mezzo a cui ricorrono è la disinformazione della popolazione, spesso tramite sperimentazioni incomplete, discutibili o effettuate su gruppi che non rispettano le norme scientifiche. Se tali sperimentazioni fossero presentate da loro avversari, verrebbero immediatamente respinte. Poichè la maggior parte degli esperti ufficiali sono alle loro assolute dipendenze, non c’è nulla di più facile che mettere sotto chiave il sistema. Ecco perchè per ogni vitamina, minerale o altra sostanza, è importante conoscere le quantità efficaci, ed è importante saper riconoscere la qualità degli integratori alimentari imparando a leggerne le etichette….

Perchè le molecole naturali sono superiori rispetto a quelle sintetiche

Per moltissime ragioni, note o ancora da scoprire. Eccone due che sono essenziali, e quindi indispensabili.

  • La molecola naturale ha una struttura leggermente diversa dalla molecola di sintesi, in quanto quest’ultima è una copia modificata, per motivi talvolta tecnici,  comunque sempre per motivi legali, riguardanti la concessione di un brevetto. Ebbene, il nostro organismo è costituito in modo tale da riconoscere le sostanze di cui ha bisogno. Per farlo dispone di un sistema ultraperfezionato di recettori specifici che si trovano soprattutto sulla superficie delle membrane cellulari. Tali ricettori riconoscono con precisione la forma “spaziale” delle molecole interessate e raramente si sbagliano. Le copie modificate di sintesi saranno quindi rifiutate dai ricettori otto volte su dieci. Questo spiega perchè i ricercatori abbiano (ovviamente) constatato che, a parità di dosaggio, le vitamine naturali sono molto più efficaci delle loro copie. Possiamo quindi affermare senza timore di essere smentiti che l’azione della vitamina naturale è almeno cinque volte superiore rispetto alla vitamina sintetica.
  • Una volta concluso il lavoro, le molecole naturali si degradano e vengono eliminate tramite apposite e precise vie escretorie, permettendo ai prodotti di degradazione di risultare innocui e di non produrre effetti collaterali nocivi. Con le molecole di sintesi, che hanno finito con l’essere accettate, le cose non vanno affatto così: i prodotti di degradazione spesso non utilizzano più le stesse vie di eliminazione e, anche in questo caso, presentano una struttura diversa. Ne consegue la comparsa di tossività più o meno importanti (questo può infastidire, quando ci ricordiamo che occorre utilizzare dosi elevatissime di vitamine sintetiche per avere una certa efficacia).

Questa è un’ulteriore prova che la natura è ben fatta, e che l’uomo rimane un apprendista stregone.

Prima di trattare di supplementi alimentari con proprietà antiossidanti nei prossimi articoli, chiudiamo soffermandoci su quegli enzimi la cui importanza è capitale per i meccanismi fisiologici degli esseri viventi.

Gli enzimi

Gli enzimi sono i catalizzatori delle reazioni chimiche che avvengono nell’organismo di tutti gli esseri viventi. Sono specifici, questo significa che non possono modificare che un substrato preciso e possono catalizzare un solo tipo di reazione e nella maggior parte dei casi sono delle proteine fabbricate dalle cellule (proteine enzimatiche), e sono molto numerosi; la differenza principale degli enzimi dagli altri catalizzatori chimici è proprio la loro estrema specificità di substrato.
La maggior parte (il 96%) sono incaricati di degradare le molecole bersaglio (substrati) e sono quindi catabolizzanti. Gli altri (il 4%) sintetizzano delle nuove molecole, e sono quindi anabolizzanti.
Gli individui non sono uguali, e non possiedono uno stesso arsenale enzimatico: ognuno di noi sarà dunque più o meno esposto a disordini metabolici che potranno ostacolare le difese naturali dell’organismo e i deficit enzimatici sono quasi sempre di origine qualitativa e molto raramente di origine quantitativa; questo perchè sono i mutamenti a livello di geni codificanti gli enzimi che li modificano, in generale in modo sfavorevole, e questo comporta una loro minore efficacia.
I coenzimi sono indispensabili al funzionamento di una grande parte degli enzimi. I coenzimi sono fabbricati a partire da molecole chiamate precursori, che sono delle vitamine, e ricordiamo che queste vitamine non possono essere fabbricate dall’organismo e devono essere obbligatoriamente apportate dall’alimentazione.

I grandi nemici degli enzimi (guarda caso) sono:  i radicali liberi, i pesticidi, certi medicinali, il tabacco, l’inquinamento etc.

Dr. P. Lagarde, Vivere meglio e più a lungo, 2009 Mir Edizioni

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