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Pulizie di primavera: liberati dalle tossine con Betulla

La primavera è la stagione della rigenerazione: l’albero più emblematico di questo periodo dell’anno è inequivocabilmente Betulla, con la sua linfa che sale quando il clima diviene più clemente.

Betula alba L., Betula pubescens
Famiglia delle Betulaceae

Fa parte del gruppo dei primi alberi colonizzatori, apparsi 30 000 anni fa e se ne contano circa 40 varietà distribuite nell’emisfero boreale. Ha il tronco e i rami sottili, la corteccia bianco-argentata, le foglie sono alterne e per lo più ovali, i fiori raccolti in amenti sessualmente separati. Predilige i terreni ricchi di silice e preferibilmente asciutti, le terre montane e fredde dei paesi del Nord dai quali proviene. Rigenera i terreni degradati.

Tradizione e storia

Il latino Betula è di derivazione gallica, come attestato da Plinio: beith, beth, di incerta definizione, forse rimanda al latino bitumen, cioè “gomma, lacca”.  Albus significa “bianco”.
Betulla entra, con Frassino e Quercia, nel culto degli “alberi cosmici”, alberi sacri che rappresentavano l’asse del mondo, punto d’appoggio che permetteva la comunicazione fra terra e cielo. Secondo gli sciamani tali alberi erano sacri poiché consentivano, attraverso le loro sommità, di entrare in contatto con il mondo divino.
Betulla, in particolare, è sacra nella tradizione sciamanica delle regioni siberiane e in tutti i paesi nordici è considerata quale “albero di luce”, simbolo cosmico della ciclicità della vita e della vegetazione, emblema di rigenerazione e rinnovamento della vita. Per questo, nella cultura celtica, è collegata al primo mese del calendario e, simbolicamente, al sole.
La sua caratteristica di “albero di luce” dà a Betulla un significato simbolico piuttosto ambivalente, che la pone sotto la signatura sia del Sole che della Luna, per il suo tronco argentato.

Leggiamo in Plinio che i fasci di rami di Betulla servivano sia per farne fiaccole che per fabbricare panieri. Galeno le attribuisce le proprietà del Popolo Bianco quale albero provvisto “di un temperamento quasi misto d’una qualità acquea tepida e d’una terrena quasi assottigliata, e però ha dell’alternativo”, riconoscendone le proprietà renali e depurative. Ildegarda di Bingen loda le virtù cicatrizzanti e antiputrefattive della corteccia scaldata al sole o al fuoco, e la indica per la cura delle piaghe e dei tumori della pelle. Mattioli, celebre medico e botanico italiano del Rinascimento, ci parla a lungo di Betulla e della sua meravigliosa virtù di “rompere le pietre tanto delle reni quanto della vescica e di togliere le macchie e sanare le ulcere della bocca”. Castore Durante ci dice che “le foglie riscaldano e seccano” e che il succo (dopo aver ribadito anche le indicazioni di Mattioli) “serve a levar le cicatrici e a sanar la lepra […] e il medesimo liquor […] leva le nuvole e fiocchi dagli occhi, e le loro cicatrici”.

La medicina tradizionale nel corso degli anni ha sempre confermato la sua azione diuretica, antilitiasica, cicatrizzante e antiputrefattiva.

Importanti lavori sulla sua azione diuretica in pazienti gottosi, cardiopatici e neuropatici, condotti nel 1908 da Huchard, confermano l’effetto diretto sull’epitelio renale senza causare irritazione.
Kneipp la consigliava come decotto per pediluvi nell’eccessiva sudorazione di mani e piedi.
Numerosi studi, poi, riconoscono a Betulla un’azione diuretica in grado di far scomparire gli edemi dei pazienti cardiorenali, di ridurre l’albuminuria, di calmare la dispnea e di aumentare il volume della secrezione urinaria senza provocare irritazione del parenchima renale.
L’uso popolare la ritiene indicata per le calvizie precoci e in grado di curare tutte le malattie dovute a ristagno: disturbi reumatici, circolatori e renali.

Caratteristiche energetiche

Signatura

La signatura mostrata da Betulla è nella forza del suo legno e nel colore argenteo del tronco, emblema di luce. Il colore argento rimanda alla signatura lunare e alla sua influenza sui liquidi, come albero di luce richiama la signatura del sole come luminare, portatore di energia e vitalità.
Culpeper le riconosce il dominio planetario di Venere e la sua influenza sugli aspetti circolatori e gli stati edematosi.

Natura

Fresca (foglia e linfa).

Sapore

Amaro, leggermente piccante.

Loggia energetica

Acqua – Legno.

Azione energetica

  • Elimina l’umidità-calore e drena la pletora: reumatismi, ipercolesterolemia, artriti, gotta, eruzioni cutanee, intossicazioni con urine cariche e maleodoranti.
  • Risolve la stasi di Fegato e Rene: costipazione, anuria, oliguria.
  • Mobilizza la stadi di liquidi: ritenzione idrica, cellulite, obeistà.
  • Diaforetico: febbre.
  • Riduce le infiammazioni: artriti, cistiti.

Meridiani

Rene – Vescica – Fegato.

Principi attivi e meccanismi d’azione

Da Betulla sono stati isolati Salicilato di metile, che si libera durante la macerazione per la presenza di enzimi che idrolizzano la gaulterina (glicoside fenolico); Eterosidi triterpenici (betulina); derivati dei Flavonoidi (iperside, quercitina, proantocianidine); resina (betalalbina). Sono presenti Tannini (acido gallico); Amine (fitosterina e albumina); Sali minerali (K, Ca, P). Infine troviamo un Olio essenziale contenente sesquiterpeni.

Salicilato

Il salicilato ha proprietà antipiretiche, antinfiammatorie e analgesiche (vedi il Salice…).

Eterosidi triterpenici

Gli eterosidi triterpenici (betulina) vengono prima idrolizzati enzimaticamente e poi ossidati, liberando sostanze saliciliche.

Flavonoidi

I flavonoidi sono responsabili delle proprietà diuretiche tradizionalmente riconosciute alle foglie. Secondo alcuni autori, l’azione diuretica si esprime soprattutto attraverso una perdita d’acqua non accompagnata da corrispondenti quantitativi di sale.

Resina

La resina (betulalbina) ha proprietà antisettiche, uricolitiche e diuretiche.

Le foglie e i loro derivati vengono indicati in caso di ritenzione idrica, cellulite, calcolosi, artrosi e per favorire l’eliminazione dell’acido urico e dei cloruri.
La linfa di Betulla ha un’azione antinfiammatoria, analgesica e diuretica, e per questo viene impiegata nella cellulite e nei catarri stagnanti delle prime vie respiratorie. La sua azione antiedemigena e antinfiammatoria ne giustifica l’uso quale antiartrosico. Qualora venga usata per favorire la diuresi, va assicurato un abbondante apporto di liquidi.
Energeticamente è di natura fresca e, secondo i principi della medicina tradizionale cinese, elimina l’umidità-calore e risolve le stasi, ed è quindi indicata negli stati con riduzione della diuresi, nella ritenzione idrica, nelle forme artroreumatiche, nelle cistiiti e anche nella febbre e nella costipazione.
Secondo i principi di gemmoterapia, gli estratti delle gemme di Betulla pubescens vengono usati tradizionalmente per disturbi osteoarticolari, renali e cardiocircolatori con azione antitrombofilica. Invece quelli di Betulla verrucosa vengono usati nei disturbi osteoarticolari, cutanei e per armonizzare il sestema reticoloendoteliale. Di Betulla verrucosa di usa anche il macerato glicerico dei semi con azione tonica sul sistema nervoso centrale e stimolante la memoria. Infine, la varietà verrucosa è considerata più adatta per i soggetti giovani e i bambini, mentre la pubescens è usata soprattuto per gli adulti e gli anziani.

Curiosità: albero della saggezza e della disciplina

Gli antichi che non sapevano molto sulle sue proprietà curative, ne facevano un utilizzo che gli valse il titolo di “albero della saggezza e della disciplina”: con i suoi rami si facevano frustini per correggere gli studenti recalcitranti e inculcar loro la conoscenza con la forza e Plinio (Storia Naturale XVI, 30) ci racconta come di betulla fossero le “armi sacre”, le sole consentite all’interno della città dove erano vietate armi di metallo.

A questa severa percezione latina della Betulla, si contrappone quella intrisa di “meraviglioso” che troviamo in Scandinavia e in Russia: è l’ulivo del nord, l’albero nazionale della Russia, ed è chiamata il “pozzo del popolo” perché dà calore, luce e, naturalmente, la sua linfa che guarisce. In queste regioni Betulla è abitata da fate gli amanti incidono i loro nomi sulla sua corteccia; è usata per fare mobili, pavimenti in legno, sci, compensato leggero per aerei, è un eccellente combustibile ed è molto apprezzata per il suo carbone. La corteccia di Betulla (che viene rimossa a rotoli) è, a differenza del suo legno, materiale imputrescibile,  utilizzato per la concia delle pelli di renna e per ricoprire i tetti. Ci si facevano scatole, cinture, tappeti, corde, tubi, catrame, tabacchiere e, in America, anche le piroghe.

Nella tradizione druidica, il ceppo del solstizio di inverno era di Betulla, legno che brucia anche se umido. Una scopa di betulla (ancora oggi le migliori in assoluto) allontanava dli spiriti dell’anno appena trascorso e tracciavano i confini della proprietà per proteggerla . Le culle in legno di Betulla del resto proteggevano i neonati  dal male.

In Russia Betulla era venerato come una dea durante la “settimana verde” all’inizio di giugno: gli uomini più seducenti portavano ciondoli, croci e amuleti in legno e foglie di betulla per proteggersi dalle Rusalkas, delle ninfe particolarmente pericolose in quel periodo dell’anno.

 

Oltre a purificare il tuo corpo, Betulla mantiene e cura i tuoi reni.

Regolando le secrezioni è benefica anche per la pelle, le cui tristi condizioni spesso dipendono dall’impossibilità dell’organismo di eliminare le tossine.

2017-04-04T10:51:10+00:00

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