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Piantaggine: mangiate quest’erbaccia!

21 gennaio 2016

La Plantago lanceolata è una pianta erbacea officinale spontanea molto diffusa in Italia, una di quelle “erbacce” che sono eccellenti: un dono meraviglioso della natura.

Se avete un giardino, troverete di sicuto la piantaggine nelle aiuole o nel prato: di solito è considerata una semplice e inutile erbaccia infestante, da sradicare ed estirpare quanto prima.

La piantaggine (Plantago Lanceolata) è un pianta erbacea perenne della famiglia delle Plantaginaceae, molto comune in tutta Europa e nel Nord Africa: cresce praticamente ovunque; tra prati, campi, colline e perfino nelle fessure in mezzo ai marciapiedi.
Si presenta senza fusto, con le foglie disposte a rosetta lunghe, diritte, lanceolate e munite di un breve picciolo. Si distingue facilmente dalle altre piante, dato che le foglie sono percorse da cinque nervature ben marcate. Da Maggio a Settembre la piantaggine fiorisce, con scapi fiorali alti fino a 60 centimetri che terminano in spighe cilindriche singole costituite dalle caratteristiche infiorescenze marroncine, tutt’altro che appariscenti.
Il nome “piantaggine” deriva dal termine latino Planta per la forma delle foglie che ricordano la pianta del piede, ma anche per l’uso che ne facevano i viandanti. Questi avevano l’abitudine di applicare le foglie fresche direttamente sulla cute lesionata dal cammino oppure la utilizzavano anche come antidoto contro i morsi di serpenti e scorpioni.

La tradizione popolare narra che le foglie siano formate da cinque fili d’erba cuciti da una fata, per aiutare un sarto che aveva venduto la sua anima al diavolo.

La piantaggine veniva già apprezzata sin dai tempi antichi: Plinio Il Vecchio riporta la sua efficacia terapeutica in caso di forte tosse e brividi, nel Medio Evo veniva utilizzata per curare ustioni, ulcere, infiammazioni oculari, nasali e morsi di cane e Kneipp la utilizzò per fermare le emorragie e curare le ferite.

La droga è costituita dalle foglie, che andrebbero raccolte prima della fioritura nel periodo che va da Giugno fino ad Agosto e i principali composti contenuti nella piantaggine sono: glicosidi iridoidi (aucubina, catalpolo), flavonoidi (apigenina, luteolina), acidi (oleanolico, clorogenico, citrico, silicico, succinico, benzoico, ossalico), tannini, mucillagini, pectine, vitamina A, vitamina C, vitamina K, carotene. Questi principi attivi hanno proprietà bechiche, espettoranti, antibatteriche, antinfiammatorie ed astringenti.

Allora, invece di estirparla, raccogliamo la piantaggine!

Uno spuntino dal gusto di fungo

Le foglie vecchie sono coriacee, le giovani invece possono (devono!) essere raccolte: scegliete le foglie color verde chiaro vicine alla rosetta, strofinatele tra le dita finché per ossidazione non diventino verde clorofilla. Cruda, la piantaggine è un delizioso spuntino che sa di fungo, cotta è un’ottima verdura e può essere la base per un’ottima minestra. Se ne avete in abbondanza, potete tagliare le foglie a piccole striscioline da unire alla misticanza per fare una bella insalata.

Utile per la gola e la digestione

La foglia di piantaggine contiene molta mucillaggine, sostanza vegetale che mescolata con acqua si addensa e assume consistenza gelatinosa. Rara nelle nostre verdure coltivate, abbonda invece nelle piante selvatiche come l’altea, la malva e la borragine. Quando si inghiotte la piantaggine, ricopriamo la gola e l’esofago con una fine pellicola emolliente. Nello stomaco e nell’intestino poi ha un effetto lubrificante: facilita la digestione e allevia la costipazione.

Il rimedio di emergenza per le punture di insetto

Quando si passeggia nella natura, la piantaggine è la soluzione se si viene punti da api, vespe o ci imbattiamo nell’ortica: impastando le sue foglie tra le dita, si ottime un liquido spesso e appiccicoso che allevia immediatamente il dolore. La piantaggine infatti cresce spesso vicino alle ortiche: la natura mette sempre accanto al male il suo rimedio, come dicevano gli antichi.

La piantaggine purifica il sangue, i polmoni e lo stomaco

Certo audace, l’abate svizzero Kuenzle, naturopata e esperto di piante, scrisse che la piantaggine purifica il sangue, i polmoni e lo stomaco come nessun’altra pianta.
Maria Treben (nota in Austria e Germania per aver guarito moltissimi malati esclusivamente con l’uso di piante officinali e rimedi naturali) lo cita nel suo libro La salute dalla farmacia del Signore e lei stessa tiene la piantaggine in altissima considerazione per la cura delle malattie che colpiscono le vie respiratorie, come cicatrizzante, per aiutare i bambini malaticci e sempre magri, per le persone anemiche (i cui polmoni e reni sono deboli) e per moltissimi altri disturbi.
In questo caso va utilizzata in infusione (1 cucchiaino da caffè abbondante di foglie in 1/4 di litro d’acqua), come cataplasma o assunta come sciroppo.

Bignè e becchime

I fiori di piantaggine sono ottimi passati in pastella dolce o salata e fritti in padella, mentre i suoi semi sono molto apprezzati dagli uccelli.

Oltre ad essere ovunque e quindi familiare, il vantaggio della piantaggine è che davvero non può essere confusa con nessuna altra pianta, e quindi non si corrono rischi. Evitate solo di coglierla dove si usano erbicidi. 🙂

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