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Metti una pianta adattogena nella tua vita

25 novembre 2016

Una pianta adattogena è una pianta che aumenta la capacità dell’organismo nel gestire tutti i tipi di stress, qualunque sia la sua origine.

Si rivela quindi efficace nei casi di:

  • stress fisico;
  • stress morale, intellettuale;
  • stress causato dalla malattia;
  • stress causato da un cambiamento (professionale, trasloco, pensione, separazione);
  • stress causato dal rumore;
  • stress cellulare causato da inquinamento, medicinali, etc.

È difficile credere che una sola pianta possa aiutarci così, a tutti i livelli.
Eppure…

Si attribuisce il concetto di pianta “adattogena” al tossicologo russo Nikolai Lazarev, nel 1947. Questi testò gli effetti di alcune piante su uomini sottoposti a condizioni di vita estreme in URSS, in particolare sui minatori della Russia dell’est. In qualche anno Lazarev dimostrò che il consumo regolare di alcune piante poteva aumentare la resistenza dell’organismo umano a qualsiasi tipo di stress, sia emotivo che fisico.
Gli uomini che consumavano queste piante furono meno colpiti da malattie infettive e dall’invecchiamento delle loro cellule.

Ma ancor meglio, le piante adattogene hanno la straordinaria capacità di esercitare una funzione di regolamentazione del corpo, vale a dire:

  • alzare o abbassare la pressione sanguigna, se è troppo alta o troppo bassa;
  • alzare o abbassare la temperatura (secondo gli stessi criteri);
  • stimolare o calmare il sistema nervoso;
  • regolare il peso corporeo, facendo ingrassare o dimagrire.

Le piante adattogene hanno quindi la sorprendente capacità di aiutare l’organismo a ritrovare il suo stato normale, naturale e sano.

Trova la tua pianta adattogena

Delle 386.000 specie registrate di piante, Wikipedia rileva che solo sei siano adattogene!
E queste sono:

  • il Panax Ginseng, meglio noto come “ginseng” (Panax significa “guarire tutto” in greco, è la radice della parola “panacea”);
  • l’eleuterococco (Eleutherococcus senticosus), noto anche come “ginseng siberiano”;
  • la rodiola (Rhodiola rosea), o “ginseng siberiano”;
  • l’astragalo (Astragalus membranaceus);
  • la lapacho, un albero dell’America del sud;
  • e la Schisandra chinensis.

Ma non esiste un vero elenco ufficiale.

Alcuni autori ne escludere alcune e ne aggiungono altre:

  • l’ashwagandha (Withania somnifera)
  • la salsapariglia (Smilax aspera);
  • il codonopsis (Codonopsis pilosula);
  • il tulsi (Ocimum sanctum, O. gratissimum);
  • il tribolo (Tribulus terrestris L.);
  • il cordyceps (un fungo, Cordyceps sinensis);
  • la maca (Lepidium meyenii), o “ginseng delle Ande”.

In tutto comunque sarebbero una decina o poco più…

Nella medicina tradizionale cinese la nozione di “adattogeno” esiste sotto il concetto di “tonici superiori”, sostanze che regolano le varie funzioni dell’organismo aumentandone l’energia, favorendo la salute in generale, senza trattare malattie specifiche.

Se ancora non lo fai, perché non provare le piante adattogene per il tuo benessere?

Forse in un periodo storico come quello che stiamo vivendo le piante adattogene sono indispensabili: sarai meno stressato e teso (fisicamente e moralmente) ma più energico ed efficace. E non si tratta di una contraddizione: è stato dimostrato che lo stress diminuisce il livello di attenzione e di memoria.

Puoi scegliere una o più piante adattogene. Il consiglio è di optare per le più semplici e meno costose: cerca la massima qualità possibile al prezzo più basso. Di solito questo porta a scegliere il ginseng o l’eleuterocco, che sono le adattogene più note, più comuni e quindi più distribuite. Ma puoi provare anche la robiola, la ashwagandha, la lapacho o la maca: nomi che sembrano esotici ma, in realtà, si tratta di piante comuni e quasi banali.
Scegli quelle il cui gusto ti piace di più o crea il tuo proprio mix: vedi come reagisci e se per te sono efficaci.
Devi solo provare: hai tutta la gamma a disposizione!

Qualche precauzione

Le piante adattogene danno una sferzata di energia: il tuo corpo e la mente funzioneranno meglio, ma questo significa che consumerai più nutrienti essenziali perché le tue cellule “carbureranno” di più.
Il rischio è di spingere l’organismo al limite, oltre la sua capacità e, senza rendertene conto, di avvicinarti pericolosamente al burn-out. Ti conviene quindi integrare con multivitamine e minerali, soprattutto in magnesio

Il grande “inconveniente” (per così dire) delle piante adattogene, è che non possono stimolarti per “sempre”: se dopo qualche tempo sentirai che hanno un effetto contrario, interrompi la cura. Servono per sostenerti nei momenti difficili, di cambiamento, di conversione o riconversione, non per mantenere ritmi di vita pazzeschi in modo permanente…

Dosi da rispettare

Per l’euterococco, puoi assumerlo in forma di tintura 60-100 gocce due volte al giorno, o come polvere di radice in decotto: 1-2 cucchiaini in mezzo litro d’acqua, bollire una decina di minuti e lasciate riposare per un’ora al coperto.

Per il ginseng è semplice: si trova di tutto in commercio. Preferisci il ginseng bianco a quello rosso (che è trattato con vapore ad alta temperatura). Puoi prenderne 50 gocce di tintura madre ogni mattina o 2 capsule da 500 mg di radice in polvere una o due volte al giorno (mai di sera o di notte).

Per l’ashwagandha, 40 gocce di tintura madre tre volte al giorno, o ½ – 1 cucchiaino di radice in polvere in infusione due volte al giorno, mattina e sera.

Sentirai gli effetti delle piante adattogene dopo tre-quattro settimane.

NatureLab ti propone…

Due integratori fitoterapici dalle formulazioni interessanti ed equilibrati anche come apporto di vitamine e minerali: la prima con Panax Ginseng, la seconda specifica per il periodo di transizione pre e menopausa, a base di maca.

Visto l’equilibrio degli apporti in nutrienti, puoi assumerli per mesi, senza effetti di…. “rimbalzo”.

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