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Menopausa e premenopausa in 10 domande

23 ottobre 2014

La menopausa è sinonimo di sconvolgimenti nella vita fisica e affettiva della donna.
Quali sono i sintomi e quali le conseguenze? È opportuno seguire dei trattamenti per minimizzare alcuni rischi? La menopausa rima con castità?

La menopausa in 10 domande

1. Che cos’è la menopausa?

La menopausa è un fenomeno naturale, non è una malattia. Il termine menopausa deriva dal greco “μήν” (gen. μηνός), “mese”, e “παὒσις”, “cessazione”, e indica il periodo che segue il momento in cui le ovaie cessano di produrre gli ormoni responsabili della riproduzione: estrogeno e progesterone. La menopausa inizia di solito intorno ai 50 anni, e l’assunzione di una pillola contraccettiva non modifica il momento in cui la menopausa si produce naturalmente.
Questa esperienza, propria a tutte, è vissuta in modo diverso a seconda delle donne, dei paesi e le culture.

2. Che cos’è la premenopausa?

La menopausa non arriva brutalmente. E’ preceduta da un periodo più o meno lungo chiamato premenopausa, che in media dura 4 anni e continua per i dodici mesi che seguono l’ultimo ciclo mestruale. Questo periodo corrisponde alla diminuzione della produzione degli ormoni sessuali femminili durante il quale le donne hanno disturbi del ciclo (troppo lungo, troppo breve, mestruazioni troppo abbondanti…) e altre manifestazioni conosciute come “sindrome premestruale” (seno gonfio e doloroso, ventre gonfio, umore instabile, insonnia…)

3. A quale età inizia la menopausa?

La menopausa può presentarsi naturalmente tra i 40 e i 55 anni. Nelle forti fumatrici può comparire con un anticipo di un anno o due. Possono influirvi anche fattori genetici: di solito i tempi tra madre e figlia corrispondono.

4. Quali disagi comporta la menopausa?

La menopausa può accompagnarsi di disturbi più o meno difficili da sopportare e favorire lo sviluppo di osteoporosi o di malattie cardiovascolari. I sintomi variano da donna a donna e, in una stessa donna, possono modificarsi nel tempo ed essere più o meno difficili da sopportare.

5. Quali sono i così detti “disturbi climaterici” della menopausa?

Il climaterio designa il periodo dei cambiamenti endocrini, fisici e psicologici che sopraggiungono con la menopausa. I disturbi climaterici non sono di per sé gravi e non rappresentano rischi per la salute. Sono di solito vampate di calore, secchezza vaginale, disturbi urinari, disturbi dell’umore (irritabilità, ansia), disturbi del sonno (insonnia). Per una donna su due sono inesistenti o moderati, ma quando si manifestano possono essere davvero fastidiosi e difficili da sopportare. La loro durata può variare da qualche mese a più anni.

  • Le vampate di calore

    Sono i sintomi più frequenti, dovuti alla cessazione di produzione degli estrogeni. Le vampate si manifestano con una sensazione di calore talvolta accompagnata da un arrossamento della pelle, che inizia dal viso e dal collo per poi estendersi al torace, alle spalle, e magari generalizzarsi. In alcune donne le vampate di calore si accompagnano di intensa sudorazione. Possono sopraggiungere in qualsiasi momento: non sono pericolose ma molto… “scomode”.
  • I disturbi vaginali

    La carenza di estrogeni può rendere la parete vaginale più fine, più secca e meno elastica: i rapporti sessuali possono quindi diventare poco piacevoli.
  • I disturbi urinari

    Il controllo della vescica può diventare meno efficace provocando piccole perdite, in particolare in caso di sforzi (starnuti, risate a crepapelle…). E’ importante far fronte a questo problema non appena si presenta, per non peggiorarlo.
  • La pelle

    La struttura e la grana della pelle sono influenzate dagli ormoni sessuali e dalle modificazioni biologiche legate più in generale all’invecchiamento. Dopo la menopausa, la pelle diviene più fine e più fragile.
  • Il peso

    Spesso al momento della menopausa le donne prendono peso e trovano che sia più difficile perdere qualche chilo. Il peso non è strettamente legato ai cambiamenti ormonali della menopausa, ma questa porta una modifica nella ripartizione delle cellule adipose: si accumulano più facilmente sull’addome che sulle cosce o sui glutei.
  • Altri disturbi

    Al momento della menopausa possono apparire cefalee, una grande stanchezza, disturbi del sonno, dolori articolari… Alcune donne possono presentare una tendenza alla depressione. Non vi sono però prove formali che la menopausa possa indurre a depressione, e non pare che questa malattia sia più frequente in questo momento rispetto ad altri.

6. Quali possono essere le conseguenze sulla mineralizzazione scheletrica?

Dopo la menopausa la perdita ossea si accellera, perché la capacità del corpo di produrre tessuto osseo diminuisce. Le ossa divengono più fragili, al punto che traumi leggeri possono provocare fratture, in particolare a livello del polso e delle colonna vertebrale (per compressione) e più tardi anche al collo del femore. Dopo i 70 anni, una donna su sei subisce una frattura del collo del femore.
L’osteoporosi non riguarda tutte le donne, ma il rischio aumenta se:

  • la menopausa è stata precoce;
  • sei particolarmente magra;
  • segui o hai seguito cure particolari (soprattutto se cortisoniche);
  • fumi o consumi alcolici;
  • hai un deficit in calcio e/o in vitamina D;
  • sei sedentaria e fai poca attività fisica.

7. Quali sono i rischi cardiovascolari legati alla menopausa?

Prima della menopausa le donne sono meno esposte degli uomini alle malattie cardiovascolari. Con la menopausa però questa protezione diminuisce, e il rischio aumenta con l’età. La tua percentuale personale di rischio dipende dalla presenza o meno di alcuni fattori. Corri più rischi se:

  • fumi;
  • sei in sovrappeso;
  • hai antecedenti familiari di malattie cardiovascolari;
  • soffri di diabete, di ipertesione arteriosa o hai un tasso di colesterolo alto;
  • sei sedentaria.

8. Quali sono i rischi e i benefici delle terapie ormonali sostitutive?

I benefici sono duplici: trattamento dei disturbi del climaterio (vampate di calore, sudorazioni, disturbi vaginali e urinari…) e la prevenzione dell’osteoporosi e delle fratture (diminuzione della perdita ossea, riduzione del rischio di fratture del collo del femore e della colonna vertebrale). I benefici per quanto riguarda i disturbi cognitivi (perdita di memoria, concentrazione…) non sono mai stati confermati.
La terapia ormonale sostitutiva ha però degli effetti indesiderati. Due studi anglosassoni hanno dimostrato un aumento del rischio di cancro al seno e di malattie cardiovascolari: ecco perché, alla luce di quei risultati, le indicazioni sono state riviste e le prescrizioni ormai sono molto personalizzate.

9. Chi può beneficiare di una terapia ormonale sostitutiva?

La decisione di iniziare una terapia ormonale sostitutiva deve essere presa in accordo con il tuo medico, in funzione del tuo stato di salute, dei tuoi desideri e per un periodo il più breve possibile, avendo informazioni chiare sui rischi che comunque comporta.

10. Quali sono le alternative naturali?

Esistono soluzioni alternative alla terapia ormonale sostitutiva per attenuare i sintomi della menopausa. Omeopatia, agopuntura, fitoterapia… le medicine dolci sono una possibilità. Ma una possibilità che stenta a dimostrare scientificamente la propria efficacia. Solo i derivati della soia o i fito-estrogeni possono avere ragione dei vari sintomi ma, purtroppo, molti di questi possono presentare gli stessi rischi della terapia ormonale tradizionale.

 

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