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Le vitamine antiossidanti: vitamina A e betacarotene, C, E

9 novembre 2015

La vitamina A e Betacarotene

Il carotene è un pigmento naturale presente in alcuni vegetali, in particolare la frutta. Sono stati scoperti almeno 500 tipi di corotenoidi in natura, ma solo una cinquantina può essere trasformata in vitamina A dal nostro organismo. Il più attivo del gruppo è il betacarotene. Ecco perchè si parla di provitamina.
La proprietà antiossidante della vitamina A e del betacarotene è fondamentale per lottare contro i radicali liberi e soprattutto contro l’ossigeno singoletto, che è particolarmente nocivo per la pelle.
La vitamina A o retinolo non si trova nei vegetali, bensì nei cibi di origine animale: fegato, olio di fegato di pesce, uova, latticini. Si tratta di una vitamina liposolubile, cioè solubile negli oli e nei grassi. Questo comporta due conseguenze: in primo luogo, è accumulata a livello del fegato, in secondo luogo, se nell’organismo esiste un surplus di retinolo quest’ultimo non può essere eliminato, con conseguente tossicità. Attenzione quindi alle dosi troppo alte.
La vitamina A, accumulata nel fegato, necessita della presenza dello zinco per poter essere utilizzata. È potenziata dalle vitamine del complesso B, C ed E, dallo zinco, dal calcio e dal fosforo. Viene invece distrutta o annientata dalla carenza di vitamina D, dall’eccesso di ferro, dagli oli minerali, dal cortisone, dall’alcol, dal caffè, dalla luce e dall’ossigeno.

Consigli per l’uso

Associare entrambe le forme: Vitamina A (retinolo) 1000-200 U.I. + betacarotene 15 mg.
Questo rappresenta la dose giornaliera ideale, che è molto superiore agli apporti consigliati dagli enti governativi.
Il vantaggio di associare la vitamina A ed il betacarotene risiede nell’uso congiunto di una forma rapida e una forma ad effetto ritardato.

Utilizzando queste dosi possiamo agire efficacemente sulla prevenzione di:

  • malattie cardiache;
  • malattie infettive, soprattutto a carico dell’apparato respiratorio;
  • di alcuni tumori;
  • dell’invecchiamento e in particolare del degrado della pelle e delle mucose.

Possiamo anche utilizzarle nel trattamento di:

  • malattie infettive (morbillo, scarlattina, infezioni oculari, auricolari, genitali, intestinali, senza dimenticare il comune raffreddore);
  • affezioni a carico dell’occhio (cataratta, glaucoma, miopia, strabismo);
  • malattie della pelle (ulcera, dermatiti, acne).
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Sappiamo inoltre che la vitamina A ed i caroteni stimolano le difese immunitarie, regolarizzano lo sviluppo sessuale, aumentano la fertilità.

La carenze di vitamina A al giorno d’oggi è rara, e si osserva solo in caso di malattie a carico dell’intestino che ne impediscano l’assorbimento, o in caso di assunzione prolungata di alcuni medicinali come il cortisone o di abuso di caffè, alcol e tabacco.
Si manifesta con: assenza di lacrimazione e occhi infiammati, diminuzione della vista notturna, pelle e mucose secche, diarrea, diminuzione della resistenza alle infezioni, perdita dell’olfatto, ritardo nella crescita.

La vitamina C

La vitamina C o acido ascorbico svolge un ruolo di fondamentale importanza nella nostra battaglia per vivere meglio e più a lungo. In effetti, siamo gli unici mammiferi incapaci di produrre l’acido ascorbico di cui abbiamo bisogno. Il biologo americano Irwing Stone ha elaborato una teoria secondo cui l’acido ascorbico non è una vitamina ma una sostanza che l’organismo umano un tempo produceva, grazie ad un enzima del fegato. Probabilmente, un mutamento genetico ha provocato la scomparsa dell’enzima. Da quel momento in poi, l’uomo è costretto a procurarsi la vitamina C attraverso l’alimentazione. I lavori in corso sembrano dargli sempre più ragione.

L’acido ascorbico si trova soprattuto nei vegetali, in particolare nella frutta. Gli agrumi, le bacche, il prezzemolo, l’ortica, i peperoni, i kiwi, il broccolo, la patata, sono ricchi di vitamina C.

Ora, sappiamo che essa rappresenta un antiossidante molto potente che lotta contro i radicali liberi in generale, ma con una preferenza per il radicale idrossile. Contrariamente alla vitamina A, è una vitamina idrosolubile. Di conseguenza, un eventuale eccesso di vitamina C viene automaticamente eliminato, il che la rende praticamente atossica. Si possono quindi utilizzare delle megadosi senza alcun rischio. Questo aspetto è estremamente interessante ed i lavori di Linus Pauling, secondo cui la vitamina C aveva effetti terapeutici se utilizzata a forti dosaggi, sono attualmente confermati da numerosi studi.
La vitamina C è potenziata praticamente da tutte le a altre vitamine, pertanto bisognerà sempre associare altre vitamine e minerali per ottenere un effetto ottimale.
È invece distrutta dal cortisone, dall’aspirina, dagli antibiotici, dalla febbre, dai contraccettivi, dal tabacco, dallo stress, dal calore, dal freddo, dalla luce, dall’ossigeno.

Consigli per l’uso

Nel trattamento adiuvante delle malattie infettive: 3-5 grammi al giorno.
Nel trattamento di mantenimento: 1-2 grammi al giorno preferibilmente sotto forma di vitamina C naturale.
Nel trattamento adiuvante delle malattie gravi: fino a 20 grammi al giorno,

la vitamina C svolge un ruolo essenziale a livello enzimatico.

Interviene nei meccanismi biochimici di formazione del collagene, la sostanza proteica che è il principale costituente della pelle, dei tendini, delle ossa e del tessuto connettivo in generale. La vitamina C è inoltre indispensabile alla crescita e alla buona condizione delle ossa, dei denti e delle mucose. Ma svolge anche un altro ruolo essenziale, quello di aumentare, rafforzare e potenziare le difese immunitarie dell’organismo contro le infezioni virali. Infine, si rivela ugualmente indispensabile per la produzione dei neurotrasmettitori e degli ormoni surrenali, per la cicatrizzazione, l’assorbimento e l’utilizzo del ferro.

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Gli studi epidemiologici degli ultimi anni hanno definitivamente dimostrato che l’assunzione di dosi elevate e regolari di vitamina C naturale permette di ottenere:

  • una riduzione di rischi di tumore;
  • una protezione contro gli agenti inquinanti;
  • un aumento della vita media della popolazione;
  • un’azione diretta sull’asma;
  • una protezione contro la tossicità del tabacco;
  • un’azione preventiva contro la cataratta.

Al giorno d’oggi una grave carenza di vitamina C è del tutto eccezionale. Essa provoca il famoso scorbuto, la malattia che un tempo colpiva gli equipaggi dei velieri, e che si manifestava con grandi anemie e demineralizzazioni,  terminando con emorragie interne mortali.

L’ipovitaminosi C cronica è invece molto frequente oggigiorno e le indagini statistiche dimostrano che quasi un individuo su due presenta una lieve carenza in vitamina C. È un fenomeno comprensibile, in quanto l’acido ascorbico è molto  fragile e si distrugge rapidamente sotto l’azione della luce, dell’ossigeno, del calore, del freddo, dell’aspirina, della pillola, del cortisone e degli antibiotici. Così ad esempio, rimanendo un solo giorno in frigorifero, un frutto o un ortaggio perde il 50% del proprio contenuto in vitamina C.

Una lieve carenza può causare:

  • affaticamento,
  • dolori muscolari,
  • sanguinamento delle mucose, in particolare a livello delle gengive e delle cavità sinusali e nasali,
  • una scarsa resistenza alle infezioni,
  • depressioni nervose,
  • predisposizione ad arteriosclerosi.

Lo sportivo è un soggetto molto predisposto alla carenza di vitamina C, in quanto lo sforzo fisico associato allo stress psicologico della gara provoca un grande consumo di vitamina C. Gli atleti dovranno quindi compensare questi effetti assumendo regolarmente forti dosi di vitamina C, possibilmente sotto forma naturale. La dose giornaliera consigliata è di 2 gr di vitamina C naturale (difficile da procurarsi a questo dosaggio) o, in mancanza di questa, 8 gr di vitamina C sintentica.
Proprio 8 grammi: indipendentemente dagli apporti quotidiani raccomandati (AQR), norme inadeguate rispetto alla realtà e totalmente arbitrarie per un motivo preciso: favorire i grandi laboratori farmaceutici ed evitare che gli integratori alimentari siano troppo efficaci, il che sottrarrebbe molte fette di mercato ai medicinali. Inoltre, si può brevettare una formula chimica sintetica ma non una formula chimica naturale, quindi scoprite chi detiene il monopolio delle vitamine sintetiche e avrete capito tutto.

La vitamina E

Se esistesse una classifica per ordine di importanza e se avesse un senso classificare delle sostanze tutte essenziali, la vitamina E sarebbe in testa. I tocoferoli naturali rappresentano il primo antiossidante e protettore delle nostre cellule. Questa vitamina è fondamentale per proteggere la membrana cellulare e gli acidi grassi polinsaturi che la compongono dall’attacco dei radicali liberi, e svolge un ruolo decisivo nella qualità degli scambi e nella vitalità delle cellule. Agisce quindi a livello degli organi e per questo i ricercatori hanno potuto dimostrare che risultava particolarmente efficace a forti dosaggi (bel al di sopra degli AQR) contro:

  • le affezioni cardiovascolari,
  • la cataratta,
  • il diabete insulino-dipendente,
  • il morbo di Alzheimer,
  • le disfunzioni renali,
  • l’invecchiamento,
  • la sterilità,
  • i disturbi della menopausa,
  • i disturbi genito-urinari.

La vitamina E stimola inoltre le difese immunitarie e la produzione dei globuli rossi, esercita un’azione antinfiammatoria influendo direttamente sui sitemi enzimatici, inibisce l’adesione piastrinica e contribuisce quindi alla fluidificazione del sangue e alla riduzione del rischio di trombosi. A forti dosaggi, e associata al selenio e al betacarotene, la vitamina E riduce i rischi di carcinoma mammario e polmonare.

Come capirete, è preferibile consumare vitamine naturali, cosa peraltro fattibile nel caso della vitamina E. Recenti studi americano condotti su donne in gravidanza che assumono vitamine E naturali e sintetiche hanno dimostrato una maggiore efficacia e qualità di assimilazione della molecola naturale.

Tornando alla protezione e alla prevenzione, come per la vitamina C e la vitamina A, è necessario assumere regolarmente tocoferoli sotto forma di integratori alimentari.

Consigli per l’uso

Nella prevenzione: 100-200 U.I. al giorno.
Atleti e soggetti esposti a stress ossidativi: 60-800 U.I.
Malattie degenerativa, cardiovascolari, sterilità e disturbi ormonali: fino a 1.200 U.I.

La vitamina E è potenziata dalle vitamine B, A, C, manganese, selenio e fosforo.
E’ distrutta dalla pillola, dal tabacco, dal cloro, dal ferro, dalla luce e dall’ossigeno.
Una grave carenza in vitamina E è estremamente rara. Le lievi carenze sono invece molto frequenti e possono causare:

  • anemie dovute a fragilità dei globuli rossi,
  • distrofie muscolari,
  • disturbi cardiocircolatori,
  • sterilità o aborti spontanei.

Anche a dosaggi molto forti la vitamina E, soprattutto naturale, non è tossica. Vanno comunque osservate due precauzioni:

  • deve sempre essere associata alle forti dosi di tocoferoli delle vitamine A, D e K;
  • nel caso di soggetti sottoposti a trattamenti con anticoagulanti, l’assunzione di vitamina E deve avvenire sotto il controllo del medico.
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Dr. P. Lagarde, Vivere meglio e più a lungo, 2009 Mir Edizioni

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