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Invecchiamento oculare: ritardare l’inesorabile grazie alla Fitoterapia

L’occhio è un indicatore del passare del tempo: e non possiamo certo sfuggire al processo di invecchiamento, che inizia il primo giorno della nostra vita.
Tuttavia, questa inesorabile usura, è notevolmente accelerata dal nostro stile di vita “moderno” e assistiamo allo sviluppo, in età sempre più precoce, di malattie legate all’invecchiamento oculare che, in passato, colpivano solo le persone molto anziane.

Per ritardare l’inevitabile, oggi è indispensabile agire con una prevenzione efficace a partire dai quarant’anni di età.

L’occhio, infatti, è uno degli organi più esposti all’invecchiamento.
Si potrebbe quasi dire che porta in sé la proprio fine, visto che ha assolutamente bisogno della luce per adempiere alla sua funzione, anche se è proprio l’azione della luce che lo consuma, la rovina e lo distrugge.
L’occhio è esposto alla luce da dieci a cento volte più della pelle, viene sottoposto più di ogni altro organo allo stress dei radicali liberi, cioè all’eccessiva produzione di elementi di ossidazione e degradazione dovuti alle aggressioni della luce sulla retina, un tessuto ricco di acidi grassi Omega-3 essenziali (EPA e DHA), ben noti per la loro labilità.

L’invecchiamento meccanico dell’occhio avviene anche quando il cristallino (che permette di focalizzare le immagini sulla retina) perde la sua elasticità e non è più in grado di mettere a fuoco da vicino. Questa è la cosiddetta presbiopia, quasi inevitabile dopo i 50 anni.

Le tre linee di difesa dell’occhio contro la luce

Per proteggersi dalla produzione di radicali liberi che, se mal regolati o prodotti in quantità troppo elevate diventano tossici, l’occhio dispone di una potente e multipla difesa antiossidante naturale.

  • Una protezione in primo luogo fisica, grazie ai filtri naturali che sono il pigmento dell’iride, l’opacizzazione del cristallino e del pigmento maculare.
  • Una protezione enzimatica con l’intervento di superossidi dismutasi (SOD), catalasi (CAT) e perossidasi del glutatione (GPx), che trasformano i radicali liberi più tossici in prodotti meno aggressivi.
  • Infine, una protezione chimica per la presenza di sostanze che intrappolano i radicali liberi: le vitamine C ed E, la luteina e la zeaxantina (due carotenoidi) e i polifenoli. C’è quaranta volte più vitamina C negli occhi che nel plasma sanguigno! E la macula lutea, la regione centrale della retina dove la visione è più raffinata, concentra la luteina e la zeaxantina in una misura che nessun’altra parte dell’organismo raggiunge.

La vita moderna condanna l’occhio

Nonostante le varie protezioni naturali di cui l’occhio dispone, oggi non è in grado di combattere le molteplici aggressioni che il nostro stile di vita moderno gli impone.
Il lavoro al computer, la televisione, la guida (soprattutto di notte), l’esposizione al sole in estate e l’uso della luce artificiale in inverno, la carenza di vitamine e varie forme di inquinamento hanno considerevolmente aumentato il numero di persone che soffrono di invecchiamento oculare.
Oggi, raramente raggiungiamo i 50 anni con occhi sani e, dopo i 60, diventa sempre più difficile sfuggire alla cosiddetta cataratta, che è semplicemente un’opacizzazione del cristallino.
Infine, si registrano un aumento dei casi di degenerazione maculare legata all’età.

La prevenzione è quasi obbligatoria

Di fronte alla natura quasi inevitabile di una patologia oculare, bisogna ammettere che nessuna cura (a parte l’intervento chirurgico) permette di tornare indietro, una volta iniziato il processo patologico.
Tuttavia, diversi complementi alimentari possono arrestare la progressione della malattia ma, per funzionare davvero, si dovrebbe iniziare la prevenzione già verso i quarant’anni, quando non sono accora apparsi segnali davvero preoccupanti.

Un’altra soluzione, più economica e quasi altrettanto efficace, è quella di adattare un’alimentazione che tenga garantisca sistematicamente l’assunzione dei seguenti principi fondamentali:

  • Vitamina A (uova)
    Si trova in molti prodotti di origine animale, in particolare nei tuorli d’uovo, burro e frattaglie.
  • Vitamina C (agrumi)
    La vitamina C si trova in agrumi, prezzemolo, pepe verde, cavolo, broccoli e patate.
  • Vitamina E (oli vegetali)
    I cereali integrali, i semi oleosi, l’avocado, il finocchio, il mango, la castagna, gli oli vegetali, le uova, e la frutta a guscio e i mirtilli sono ricchi di vitamina E.
  • Zinco (ostriche)
    In ostriche, carne (frattaglie o manzo), pesce, cereali integrali, pane integrale, ci sono alti livelli di zinco.
  • Beta-carotene (succo di carota)
    Carote, cavoli e spinaci sono le principali fonti di beta-carotene.
  • Luteina e zeaxantina (verdure a foglia verde)
    Le principali fonti alimentari di luteina e zeaxantina sono: cavoli, spinaci, rape, lattuga, broccoli, zucchine, mais, cavoletti di Bruxelles, piselli verdi.
  • Omega 3 (pesce azzurro)
    Pesce azzurro (sardine, sgombri), frutta a guscio, olio di colza.

La Fitoterapia per la prevenzione dell’invecchiamento oculare

Per aumentare l’effetto di una dieta adattata alle indicazioni sopra riportate, è possibile mettere in atto una prevenzione dolce grazie a varie piante.

  • Il Mirtillo
    È il rimedio più tradizionale e uno dei più efficaci nella prevenzione.
    I frutti di bosco, congelati o secchi per fare delle tisane, sono disponibili tutto l’anno. È possibile acquistare fiale di mirtillo biologico, che contengono succo ottenuto per estrazione a freddo (per rispettare l’integrità e la naturalezza della pianta). Fare venti giorni di cura quattro volte l’anno (di cui due prima e dopo l’estate).
  • Lìceto cinese (bacche di goji)
    Gli inglesi lo chiamano wolfberry (bacca di lupo), perché questa piccola bacca migliora la visione notturna.
  • Il Crisantello
    La sua prescrizione mira soprattutto a prevenire l’opacizzazione del cristallino, ed ha un’azione benefica anche sul microcircolo.

Altre precauzioni che salvano la vista

  1. Evitare l’esposizione eccessiva al sole. Indossare un cappello o un copricapo con visiera.
  2. Indossare occhiali adatti, sia per proprietà delle lenti che per il loro indice di protezione.
  3. Ridurre il consumo di alcol a uno o due bicchieri al giorno di un buon vino rosso.
  4. Smettere di fumare e/o di esporsi al tabacco.

Degenerazione maculare legata all’età: il buco nero della medicina

La degenerazione maculare legata all’età (o AMD o DMLE) è una condizione che colpisce la zona centrale della retina, detta macula (o macula lutea) che, oltre ad essere la parte più sensibile della retina, è anche la più importante, perché da sola trasmette circa il 90% delle informazioni che il cervello riceve.

Particolarmente colpita è la visione centrale. Quando la macula viene distrutta, la persona perde la capacità di leggere, scrivere e guidare ma, a meno che non vi siano associate altre patologie, mantiene una visione periferica soddisfacente che le permette di muoversi e rimanere indipendente.

Quando vai da un medico, potrebbe essere troppo tardi…

L’AMD è una condizione spaventosa perché quando la persona si rivolge ad un medico, preoccupata dal maggior bisogno di luce nella lettura o dalla comparsa di deformazioni delle immagini o di uno scotoma (un’area di cecità, parziale o completa all’interno del campo visivo) centrale, è già troppo tardi.
I primi veri segni di AMD sono visibili solo all’oculista.

Nello stato normale, la macula è un’area della retina di circa 450 micron, completamente priva di vasi sanguigni.
Composta da cellule coniche, è l’elemento più importante dell’apparato in quanto permette la visione fino a 10/10 e la differenziazione del colore, e quindi la capacità di leggere, riconoscere i volti, guardare un film, ecc.

La retina è costituita da strutture altamente ossidabili: fosfolipidi ricchi di DHA (acido docosaesaenoico) nei segmenti esterni delle cellule coniche. Contiene gli stessi sistemi enzimatici antiossidanti del cristallino (glutatione perossidasi, superossido dismutasi e catalasi) così come gli antiossidanti assunti con l’alimentazione: carotenoidi (luteina, zeaxantina e meso-zeaxantina) e vitamine E e C, o sintetizzati nel cuore delle cellule (glutatione).

Le cause dell’invecchiamento maculare a partire dai 50 anni di età

L’invecchiamento della macula è riconosciuto come la prima causa di abbassamento della vista nella civiltà occidentale, che porta alla AMD se non viene fermato per tempo. È certamente causato dalla concomitanza di diversi fattori:

  • Un’alimentazione eccessivamente ricca di acidi grassi monoinsaturi e contenente troppi Omega 6.
  • Un’alimentazione a basso contenuto di antiossidanti o ricca di alimenti che favorisce la produzione di radicali liberi (eccesso di acidi grassi polinsaturi).
  • Il tabagismo attivo e passivo: i fumatori presentano un rischio da tre a quattro volte superiore.
  • L’esposizione brutale alla luce dopo un lungo periodo di confinamento in luoghi poco illuminati (ad esempio un trekking in alta montagna o una vacanza al mare, quando si vive in luoghi solitamente coperti da importanti strati di nuvole).
  • L’ipermetropia grave: aumenta il rischio di AMD. I ricercatori stanno attualmente studiando il caso dell’ipermetropia comune.
  • L’esistenza di antecedenti di infarto del miocardio.
  • L’etilismo (assunzione continuativa di dosi eccessive di alcol per lunghi periodi di tempo).

Altre cause principali di AMD

  • Una predisposizione genetica: è stato anche dimostrato che la frequenza di AMD aumenta in modo significativo nei congiunti di chi è colpito dalla patologia.
  • Un fototrauma: qualsiasi esposizione brutale agli effetti calorifici di raggi infrarossi, come fissare il sole con gli occhi ben aperti, l’osservazione di un’eclissi o di un fulmine durante una violenta tempesta senza occhiali di sicurezza, o l’uso di alcuni telescopi domestici.
  • La preesistenza di ipertensione (soprattutto se difficile da bilanciare o trascurata) e/o ipercolesterolemia.
  • La coesistenza di cataratta, ipermetropia e/o miopia estrema.
    Uno studio ha dimostrato che esiste una relazione statistica diretta tra la progressione della cataratta e la suscettibilità alla AMD, a causa del progressivo indebolimento delle difese antiradicaliche della macula.

I trattamenti ufficiali

I trattamenti ufficiali per la degenerazione maculare sono piuttosto limitati: solitamente per la DMLE secca vengono prescritti integratori antiossidanti (e qui la medicina ufficiale e quella “parallela” concordano…)

Come per la cataratta, l’AMD può essere trattata mediante intervento chirurgico. Si tratta tuttavia di interventi importanti, il cui esito rimane incerto.
Va aggiunto che gli stessi chirurghi hanno opinioni divergenti sul metodo più efficace, e le complicanze non sono rare: il paziente è esposto al rischio di perdita della vista.

L’altro strumento della medicina ufficiale la prescrizione di anti-VEGF in caso di DMLE umida (Vascular Endothelial Growth Factor, una proteina fattore di crescita dell’endotelio vascolare). Farmaci come Lucentis (ranibizumab), Eylea (aflibercept), Ozurdex (desametasone a lento rilascio), Iluvien (fluocinolone a lento rilascio) e Jetrea (ocriplasmina), che sono apparsi negli ultimi anni e si oppongono alla proliferazione di nuovi vasi nella macula, sono molto interessanti:  dovrebbero ritardare l’intervento chirurgico, ma le loro interazioni farmacologiche e gli effetti collaterali sono ancora poco conosciuti. Vengono iniettati nel corpo vitreo circa una volta al mese.

I nutrienti essenziali

La medicina naturale offre integratori alimentari che permettono di rallentare la progressione di questa malattia o, addirittura, di fermarla, evitando ulteriori danni.

  • Gli Omega 3

    In generale, è necessario apportare gli acidi grassi polinsaturi Omega 3 a catena lunga (EPA e DHA), costituenti naturali delle cellule visive ma fragili quanto essenziali.

  • Le Vitamine

    Una difesa antiossidante è essenziale. In recenti studi randomizzati e statisticamente affidabili, è emerso che:

    • L’assunzione di luteina (10 mg al giorno) per tre mesi aumenta significativamente la densità di pigmento della macula lutea nelle persone con AMD avanzata. E, dopo un anno di tale complementazione, si è osservato un miglioramento nel recupero dell’abbagliamento, nella sensibilità al contrasto e nell’acutezza visiva.
      La luteina e la zeaxantina costituiscono la maggior parte del pigmento maculare e riducono la quantità di luce blu tossica ricevuta dai fotorecettori della fovea (la zona centrale della retina). Questa proprietà, aggiunta al loro effetto antiossidante, ne indica l’utilizzo in caso di AMD.
    • L’integrazione alimentare con una combinazione di beta-carotene, vitamine C ed E e zinco riduce la progressione dell’AMD del 25% in cinque anni, e riduce la perdita della vista del 19%.
      I risultati di questa combinazione sono stati superiori a quelli dell’assunzione di sole vitamine o di solo zinco.
  • Le Piante

    Per essere efficaci, devono essere utilizzati estratti concentrati e dosi relativamente elevate.

    • Il Ginkgo
      Il Ginkgo biloba (ad una dose di 40-80 mg tre volte al giorno) è probabile che migliori significativamente la visione lontana nei pazienti con AMD dopo sei-otto settimane. La sua efficacia è stata segnalata anche in caso di cataratta.
    • Il Mirtillo
      Anche il Mirtillo (estratto al 24% di antocianidina) ad una dose di 40-80 mg tre volte al giorno, è probabile che rallenti la progressione sia dell’AMD che della cataratta.
    • Estratto di semi d’uva
      L’estratto di semi d’uva (95% pro-antocianidina) ad una dose di 50-100 mg tre volte al giorno è più efficace del placebo nella protezione contro l’abbagliamento oculare, un disturbo particolarmente fastidioso nella forma secca di AMD.

Glaucoma, quando l’umore acqueo ristagna

Il glaucoma è la progressiva distruzione del nervo ottico, dovuta – nella stragrande maggioranza dei casi – all’aumento di pressione dell’umore acqueo che riempie il bulbo oculare. Spesso indolore, questa condizione porta ad una progressiva diminuzione della vista, e anche alla cecità.

Si stima che il glaucoma colpisca circa un milione di persone, ma solo la metà dei pazienti ne è consapevole, perché si sviluppa in modo silente – di solito indolore – dopo i 40 anni. Così è spesso diagnosticato molto tardi, durante un esame di routine.

Il glaucoma colpisce l’1% della popolazione a 70 anni e il 2% a 80 anni e interessa più in particolare alcune popolazioni: scandinavi, neri e asiatici.

Il processo del glaucoma

L’umore acqueo nel bulbo oculare è sempre rinnovato: viene regolarmente evacuato nel sangue da un tessuto speciale (trabecolo) ma, quando questa evacuazione viene rallentata, la pressione all’interno dell’occhio aumenta e comprime il nervo ottico. Se il fenomeno persiste (ed è il caso più frequente), il nervo ottico degenera e un certo numero di fibre muore senza essere sostituite.

Durante il normale processo di invecchiamento, questa perdita è di circa 5.000 fibre all’anno su un totale iniziale di 1,2 milioni; in presenza di glaucoma, il processo è notevolmente accelerato.

La miopia e/o il diabete favoriscono l’insorgenza della malattia.

Glaucoma primario ad angolo aperto: il più insidioso

Ci sono diverse forme di glaucoma dovute all’invecchiamento: il più comune è il glaucoma ad angolo aperto, che è anche il più insidioso perché la malattia si sviluppa senza causare dolore e il campo visivo diminuisce senza influenzare l’acuità della visione centrale.

Le sue cause sono principalmente genetiche, quindi chiunque abbia antecedenti familiari di glaucoma dovrebbe essere sottoposto a screening al più tardi all’età di 40 anni. Inoltre, alcuni fattori dietetici, quali l’eccesso di proteine al di sopra di un grammo per chilo al giorno e un eccessivo consumo di acidi grassi trans sono considerati (da un piccolo numero di autori) come determinanti.

È su questo tipo di glaucoma che i trattamenti preventivi sono più efficaci.

Altri tipi di glaucoma: più rari e più gravi

Ci sono molte altre forme di glaucoma, compreso il glaucoma ad angolo chiuso, che è molto doloroso. Queste altre forme generalmente derivano da varie cause, tra cui le più frequenti sono:

  • Insufficienza vascolare: per un’azione preventiva è necessario considerare i fattori di rischio (diabete, ipercolesterolemia, ipertensione).
  • Altri problemi agli occhi: ipertropia grave o astigmatismo o cataratta possono causare glaucoma, così come le malattie infiammatorie degli occhi.
  • Un’emozione violenta: il glaucoma può verificarsi dopo un’emozione violenta. O anche un periodo di forte insonnia.
  • Assunzione di farmaci: un trattamento a base di cortisone o di atropina (l’atropina è una molecola ampiamente utilizzata per gli esami degli occhi).

I trattamenti

Il trattamento ufficiale comprende prima un trattamento farmacologico (gocce oculari, compresse) poi, in caso di fallimento, laser e infine chirurgia.

Nella medicina naturale, solo il glaucoma ad angolo aperto può essere trattato in modo preventivo ed efficace con integratori alimentari naturali come ad esempio:

  • La Vitamina C che, assunta in modo continuativo, aiuta ad abbassare la pressione oculare.
  • La forskolina, un terpene estratto dal Coleus forskohlii (Plectranthus barbatus): riduce la pressione oculare attivando l’enzima adenilciclasi che, a sua volta, attiva la produzione di AMP ciclico (adenosina monofosfato ciclico) e riduce l’ingresso di umore acqueo.
  • Il coenzima Q10 riduce gli effetti collaterali del beta-bloccante regolarmente prescritto per abbassare la pressione oculare.

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2018-06-07T18:45:57+00:00

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