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Il misterioso calendario degli alberi

Nelle società antiche, l’albero aveva un ruolo privilegiato per gli uomini.

Attraverso la conoscenza della natura i nostri antenati interpretavano le leggi fondamentali che governano la vita, sulla terra e nell’universo.

Molto antico in Europa, il culto degli alberi appartiene ai grandi riti naturalisti celtici esistenti prima della cristianizzazione.
L’albero rappresenta l’idea del tempo che passa, e delle sue metamorfosi.

Interpretare il tempo che passa

Per misurare e strutturare il tempo, l’uomo ha messo a punto i calendari. Per i Celti, l’osservazione e la conoscenza degli alberi nel corso delle stagioni portò alla costruzione di un sistema coerente che si basava sulle corrispondenze tra gli alberi, le lettere, i mesi dell’anno e le divinità.

Lo storico irlandese Roderick O’Flaherty (1629-1718) è stato uno dei primi a riscoprire l’esistenza di questo calendario degli alberi, in cui i nomi dei mesi dell’anno condividevano la prima lettera con quelli dei nomi degli alberi.
Secondo Robert Graves (1895-1985), autore britannico di Miti greci e miti celtici, ogni mese corrisponde ad una consonante, ad un albero, ad un periodo dell’anno e a una divinità. A questi si aggiungeva una serie raffigurante le vocali e i quattro alberi posti in corrispondenza dei solstizi e degli equinozi. Questo calendario si chiamava Beth-Luis-Nion, dal nome dei tre primi alberi della serie.
Per Jacques Brosse (1922-2008), filosofo, naturalista e storico delle religioni, questo calendario costituiva la sostanza dell’Ogham, o conoscenza iniziatica, alla quale presiedeva l’enigmatico dio Ogmius.
L’Ogham comprendeva non solo le stagioni e le lettere dell’alfabeto, ma anche le parti del corpo.
È stato un linguaggio silenzioso, che utilizzava le articolazioni delle dita, una lingua riservata agli iniziati di grande valore tra questi popoli, che vietavano la scrittura e impedivano con attenzione la diffusione della conoscenza, per natura sacra.
A seconda delle regioni, gli alberi differivano: ecco perchè si trovano più versioni di questo calendario.

Il calendario degli alberi si basava su un alfabeto composto da tredici consonanti e cinque vocali e costituiva uno di quei sistemi memo-tecnici essenziali nelle civiltà orali, visto che riuniva nella forma più concisa il massimo di conoscenza possibile.
Questo antico alfabeto-calendario giunse anche in Lazio e poi in Irlanda, dove ha regolato i rituali di culto per molto tempo, anche dopo la conversione degli irlandesi al cristianesimo.

Era basato sui 13 mesi dell’anno lunare di 28 giorni ciascuno di cui oggi, nel calendario solare, sopravvive solo febbraio, probabilmente perché era il mese delle purificazioni che preparava l’arrivo della primavera e anche quello del frassino, l’albero cosmico (Beth-Luis-Nion).

L’anno lunare costituito da 13 mesi di 28 giorni, ne contava pertanto solo 364. Restava un giorno, il 23 dicembre, vigilia del solstizio d’inverno, giorno nefasto visto che rappresentava la morte dell’anno. Il giorno successivo invece, quello del solstizio, il 24 dicembre, era il giorno della rinascita del sole. La nascita del bambin Gesù a Natale è stata presieduta dall’abete rosso, l’albero del parto.
Due alberi aprivano e chiudevano l’anno, e altri tre erano assegnati a guardia dei due equinozi e del solstizio rimanente.

B Beth betulla 24 dicembre – 20 gennaio
L Luis sorbo 21 gennaio – 17 febbraio
N Nion frassino 18 febbraio – 17 marzo
F Fearn ontano 18 marzo – 14 aprile
S Saile salice 15 aprile – 12 maggio
H Hath biancospino 13 maggio – 9 giugno
H Hath biancospino 13 maggio – 9 giugno
D Duir quercia 10 giugno – 7 luglio
T Tinne agrifoglio 8 luglio – 4 agosto
C Coll nocciolo 5 agosto – 1 settembre
M Muin vite 2 settembre – 29 settembre
G Gort edera 30 settembre – 27 ottobre
P Peith tiglio 28 ottobre – 24 novembre
R Ruis sambuco 25 novembre – 22 dicembre
 
I Idho tasso 23 dicembre
A Ailm abete rosso solstizio d’inverno
O Onn ginestra equinozio di primavera
E Eadha pioppo bianco equinozio d’autunno
U Ura erica solstizio d’estate

Imparare alla scuola degli alberi

Per uno spirito occidentale del XXI secolo, quale interesse può avere un calendario fatto di alberi e lettere che, oltretutto, corrisponde ad una divisione del tempo diversa dalla nostra?
Come gli antichi, potremmo considerare l’albero come una replica vegetale dell’uomo, e quindi come una via di comprensione del mondo. Le manifestazioni stagionali osservabile sugli alberi, che sono all’origine del loro culto, riflettono così un accordo perfetto tra le sottili qualità che sono loro attribuite e le energie all’opera in un determinato periodo.
Appartenendo anch’esso alla natura, l’uomo è alimentato dalle stesse forze che animano la farfalla o il filo d’erba, e che ognuno riceve nella forma corrispondente alla sua propria natura.
Così possiamo rivisitare questo calendario sotto diversi apetti: fisiologico, psichico, spirituale o, semplicemente, poetico.

Betulla

La betulla per rinascere

Iniziamo questo viaggio con la betulla (Beth), che definisce il periodo che va dal 24 dicembre al 20 gennaio.
Il solstizio d’inverno è passato, il sole riprende il suo corso ascendente e spuntano i bucaneve.
Questo è il momento del rinnovo, delle nuove energie, dei progetti a venire…
E le qualità purificatrici della betulla ci invitano a fare pulizia, a rigenerarci fisicamente e psichicamente: si attinge alla linfa della betulla per il bisogno irresistibile di cambiare pelle, e iniziare un nuovo ciclo.

Biancospino

Il biancospino, il cuore delle cose

Dal 13 maggio al 9 giugno il biancospino (Huath) ci fa segno di raggiungerlo. Sesto mese dell’anno, questo periodo corrisponde alla fioritura e ha un posto centrale nell’organizzazione del calendario.
Il biancospino occupa il centro, il cuore, come spazio vitale ed emozionale.
Dovremmo essere sorpresi che i fiori del biancospino regolino le disfunzioni cardiache e calmino gli stati d’ansia?
Maggio è anche il mese della dea greca Maia, immagine dell’energia vitale in tutta la sua pienezza. Essa incarna l’aspetto incantevole di inizio estate e l’intelligenza del cuore, senza la quale si perde l’essenziale. Quanto ai rami taglienti del biancospino, si racconta che sarebbero stati forgiati dalla corona di Cristo: il messaggio cristiano si allinea perfettamente con la conoscenza del cuore legata a Maia e al biancospino.

Nocciolo

Saper aspettare con il nocciolo

Le notti si allungano come le ombre, arriva l’autunno e le nocciole sono quasi mature. Situato tra il 5 agosto e il 1 settembre, il nocciolo (Coll) è un intimo dei giardini . È generoso di tutto ciò che l’estate ha maturato e ci offre le nocciole in settembre. Ricche di acidi grassi e minerali, sono più che benvenute in attesa del ritorno del freddo e dell’umidità.
“Agosto è il mese che nutre tutti gli altri”, è un dittongo contadino: l’autunno porta i frutti sognati dalla primavera. Ben al riparo nel suo guscio, la nocciola si fa attendere prima della sua piena maturità: un tempo vi si vedeva il segno della saggezza che, anch’essa, necessita di tempo e perseveranza.
Nella mitologia irlandese si racconta di un salmone che si nutriva di nocciole cadute nell’acqua del suo bacino: e ogni frutto mangiato illuminava di una scintilla in più la sua conoscenza.
Accettare l’idea del tempo, non è forse l’inizio della saggezza?

Sambuco

Trasformarsi con il sambuco nero

Il sambuco nero (Ruis) chiude l’anno dal 25 novembre al 22 dicembre, giusto prima del solstizio d’inverno.
È l’ultimo degli alberi a foglie caduche a perderle, e sarà il prima ad offrirle al mondo nel mese di febbraio. I superstiziosi non amano questo albero che occupa il tredicesimo posto nella serie, ma i bambini sanno che nelle favole non c’è bacchetta magica migliore di quella di sambuco nero. Per attraversare la notte più buia niente di meglio di questo albero, che collega l’inverno e la primavera, la morte e la vita, come l’alternanza di una stessa dinamica. Questo è il tempo di lasciarsi alle spalle i nostri vecchi legami per prepararsi alla rinascita.

L’uomo e l’albero: una famiglia ricomposta

Accompagnati da questo calendario degli alberi, esistono una moltitudine di modi per percorrere l’anno.
Da somiglianze a convergenze, coniuga scienza e coscienza per coloro che cercano risposte nella natura: mette in relazione alberi, uomini e divinità a vari livelli, ma sempre per la ricerca di un’armonia.

Trova il tuo albero

B Beth, betulla (25 dicembre-20 gennaio): l’eleganza

La betulla era un albero sacro presso i Celti e le tribù germaniche. Albero purificatore, talismano di fecondità, era prediletto dagli sciamani come scala per arrampicarsi nell’altro mondo: per penetrare, attraverso i suoi rami, nella celeste dimora degli dei per ottenere prosperità e guarigioni per gli uomini delle loro tribù.
Carattere raffinato e fragile solo in apparenza, nasconde un animo molto resistente. Preferisce un’esistenza sobria al riparo dalle emozioni forti e dal rischio. Un pizzico di freddezza sul fronte del cuore…

L Luis, sorbo (21 gennaio–17 febbraio): la sapienza

Pianta magica della sapienza e della rinascita, da cui i Druidi traevano le loro bacchette divinatorie. Protegge la casa dalle energie negative, dai fulmini e dai sortilegi.
Personalità creativa, magnetica, ama realizzare in segreto per poi meravigliare. È sufficientemente adattabile per trarsi con disinvoltura dalle situazioni più intricate. Tende a dissimulare i sentimenti, concedendo più spazio all’amicizia che all’amore. Interessi culturali insaziabili e inguaribile curiosità.

N Nion, frassino (18 febbraio–17 marzo): la fantasia

Nel mito celtico è l’albero della conoscenza, materno e nutritore. Era ritenuto l’albero della donna per eccellenza, in quanto era d’uso che le donne vi appendessero amuleti che servivano a far “batter il cuore” all’uomo desiderato.
Carattere fantasioso e sognatore, con la testa eternamente fra le nuvole. Teme il rischio e non sa canalizzare la volontà per i propri fini, al punto da votarsi a un’esistenza comoda ma piatta pur di non mettersi in gioco. Dotato di capacità, intuizioni e genialità.

F Fearn, ontano (18 marzo–14 aprile): la volontà

Secondo un’antica tradizione nell’ontano viveva il male. L’albero era temuto perché il suo legno, se tagliato, si tinge di arancio sanguigno, quasi stesse sanguinando. Questo diede vita alla superstizione secondo cui l’albero era la personificazione di uno spirito maligno, come l’Erlkvinig delle legende celtiche.
Carattere irruento e ostinato, ai limiti della temerarietà. Nato per comandare, resiste fino allo stremo in situazioni disperate. Ha innegabili doti di leader, carisma e abilità organizzativa. È capace di passioni estreme, dotato di forte sensualità ma… insensibile alle esigenze del partner.

S Saile, salice (15 aprile–12 maggio): il sentimentalismo

Albero lunare, simbolo della rinascita a causa della sua rapidissima crescita, conserva un arcaico legame con le streghe (infatti si diceva servisse come legaccio per le loro scope) e con le divinità femminili del destino.
Personalità languida, romantica, fa leva sulla seduzione per arrogarsi consensi immeritati. Raramente però perde di vista il senso pratico: apprezza il denaro e non disdegna semplici piaceri come la campagna e la buona tavola. Scavalca abilmente gli ostacoli, calibrando lo sforzo per non trovarsi mai a corto di energia.

H Hath, biancospino (13 maggio–9 giugno): l’imprevidibilità

Il biancospino è l’albero sovrano contro l’inferno ed i suoi accoliti. Le sue spine hanno funzioni protettive contro le negatività. È considerato anche l’albero del maggio e della purezza e verginità. Secondo una leggenda celtica, addormentandosi sotto un biancospino nel primo giorno di maggio si corre il rischio di essere rapiti dalle fate. Venne assunto ai tempi della rivoluzione francese come “albero della libertà”: tra il 1789 ed il 1792 in Francia ne furono piantati più di 60.000.
Temperamento creativo, mobile, rapido, un po’ infantile. Più che del compagno si innamora dell’amore ma, troppo volubile e curioso per fermarsi a lungo, si lascia sedurre per poi fuggire in cerca di un altro fiore.

D Duir, quercia (10 giugno–7 luglio): il potere

Resistente e protettiva, la quercia è la regina delle piante celtiche, dove dimorano gli dei del cielo. Per questo le navi, le porte e gli scudi dovevano essere fatti di legno di quercia. Anche la ghianda, considerata seme della scienza divina, aveva funzioni magiche come cibo rituale per i Druidi.
Tranquillo e determinato, il temperamento del nato sotto il segno della quercia non si scompone mai. Sarebbe un ottimo leader se soltanto attenuasse la sua rigidità. Teme il cambiamento, rendendo invece al meglio in condizioni stabili. Ama avventure erotiche brucianti, ma ben distinte dai legami familiari ritenuti intoccabili.

T Tinne, agrifoglio (8 luglio–4 agosto): l’eroismo

Rappresenta la sopravvivenza, la speranza e la rinascita. È simbolo natalizio di protezione e forza vitale, grazie alle sue bacche rosse che rievocano dei piccoli soli. Appeso sopra le porte impedisce l’ingresso di persone ed energie negative.
Tutto in questo temperamento riecheggia il sole: la vitalità, il potere, l’egocentrismo, ma anche la generosità. Nato per comandare, ha carisma, volontà e autostima da vendere. In amore dà molto: eros, fedeltà e coinvolgimento, ma pretende altrettanto, se non di più. Impennate di orgoglio da controllare.

C Coll, nocciolo (5 agosto–1 settembre): la saggezza

Associato alla saggezza ed alla divinazione per via della bacchetta magica dei Druidi e della bacchetta biforcuta del rabdomante, entrambe tratte dai suoi rami, è considerata la pianta dei veggenti e dei poeti. Infatti nella mitologia celtica il salmone, depositario di antichi saperi, si nutriva di nocciole.
Aria angelica, maniere raffinate, sguardo languido, teso a mascherare un carattere ironico e implacabile. Eccelle nelle attività intellettuali (con un occhio di riguardo per la comunicazione) a discapito di quelle pratiche. Poco propenso alla passione erotica, preferisce relazioni platoniche.

M Muin, vite (2 settembre–29 settembre): l’emozione

Pianta magica intrisa di mistero e potere conferito dalla convinzione che con il suo legno, le streghe si costruivano la bacchetta magica e per il fatto che, con i suoi frutti, si ottiene il vino, liquore gradevole ed euforizzante.
Temperamento mutevole, tenero o aggressivo, simpatico o intrattabile ma sempre un po’ sopra le righe. Si nutre di ideali di bellezza e giustizia, concedendo più spazio al cuore che al cervello. Imprevedibile e un poco sconclusionato, spesso è incapace di organizzarsi e distrugge, per poi pentirsi e ricostruire. Raggiunge l’equilibrio solo nella coppia.

G Gort, edera (30 settembre–27 ottobre): la fedeltà

Considerata pianta funeraria per l’errata convinzione che soffochi le altre piante, viene ritenuta anche simbolo dell’amore eterno, pronto a qualsiasi sacrificio. I presunti poteri magici di questa pianta venivano usati diversamente a seconda delle località. Per esempio, in Scozia l’edera era adoperata per proteggere dal malocchio le vacche ed il loro latte.
Attratto dall’insolito, ama sondare il lato nascosto di cose e persone. Punta molto sul rapporto di coppia attaccandosi tenacemente, ma spesso senza dignità, a quella che considera l’anima gemella. Possessivo e rustico, è capace di sentimenti inossidabili che non ama manifestare a parole. Carattere rinunciatario e ombroso, può soffrire a lungo in silenzio.

P Peith, tiglio (28 ottobre–24 novembre): la sensualità

Nel centro dell’Europa è simbolo di immortalità e considerato dal popolo albero sacro, tanto che veniva piantato lungo le strade dei paesi per proteggere i contadini dal malocchio.
Carattere penetrante e aggressivo, in perenne conflitto con se stesso, soggetto a tentazioni, crisi di coscienza e tormenti. È un grande lavoratore, capace di profonda e sottile analisi. Tendenza a passioni amorose morbose ed a vita sregolata.

R Ruis, sambuco (25 novembre–22 dicembre): la rinascita

È l’albero magico per eccellenza perché fornisce il legno allo zufolo rituale e le bacche alla bevanda sacra dei Druidi. Appeso fuori dalle stalle protegge tradizionalmente il bestiame, ma tenuto in cucina o bruciato può portare sfortuna.
Carattere indipendente, adattabile ma incostante, capace di navigare indenne tra le peggiori difficoltà. Spesso schiavo delle emozioni, alterna momenti di euforia a cupe depressioni. Desideri inconsueti in amore: pretese infantili condite da simpatia e tanta dolcezza.

Idho, tasso (23 dicembre): l’autorità

La corteccia del tasso è velenosa e così pure le foglie, sebbene cavalli e bovini spesso mangino rami di tasso senza risentirne. Gli arilli, di colore scarlatto, sono innocui, ma i semi in essi contenuti sono velenosi. Riscaldata, la sua resina emana un vapore tossico impiegato dagli sciamani per ottenere visioni. La tossicità del tasso era nota anche agli autori antichi ed ha sempre richiamato immagini tetre: i Romani si incoronavano di tasso nei giorni di lutto.
Carattere malinconico, chiuso, facile a deprimersi ma capace anche di slanci entusiastici. Molto influenzabile dall’ambiente, per dare il meglio di se necessita di emozioni forti e di contatti con persone allegre e stimolanti. Fasi alternanti di serenità e di burrasca, di castità assoluta e di passione incontrollata, anche in amore.

BUONE FESTE DA NATURELAB !

2017-03-21T11:08:11+00:00

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