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Il glutatione: il super antiossidante

24 novembre 2015

Si parla molto di radicali liberi e quindi di antiossidanti, ma ben poco si sa del glutatione (l-glutatione o gamma-glutamilcisteinilglicina): il più potente ed importante fra gli antiossidanti prodotti dall’organismo.

« Anche se si ha una salute di ferro, si finisce comunque per arrugginire » scriveva Jacques Prévert, e aveva ragione: perchè oggi sappiamo che l’ossidazione è il nostro principale nemico.

Ed è questa sorta di “ruggine” che, accumulandosi nel nostro organismo, ci fa invecchiare più in fretta: è lei che provoca malattie croniche come il cancro, il Parkinson, L’Alzheimer… Insomma: è lei che finisce per ucciderci.

Gli aminoacidi sono i costituenti delle proteine e svolgono un ruolo fondamentale per l’organismo. Le proteine sono molecole molto complesse che, come le mura di una casa, sono costituite dall’unione di mattoni, e questi “mattoni” sono gli aminoacidi. Ed esiste una proteina particolarmente importante: il glutatione  (una combinazione di tre aminoacidi – tripeptide: cisteina, acido glutammico e glicina), una molecola reputata come essenziale all’apparizione della vita umana sulla terra e che controlla la maggior parte dei processi vitali delle nostre cellule.

Il ruolo benefico degli antiossidanti sulla durata della vita è stato dimostrato da diversi esperimenti sin dalla fine degli anni cinquanta, quando Denham Harman riuscì a far vivere dei topi il 20% più a lungo arricchendo la loro alimentazioni con antiossidanti. Sappiamo oggi che, avvicinandosi alla cinquantina, l’uomo e la donna divengono particolarmente fragili nei confronti dei radicali liberi: uno studio americano realizzato da Dean Jones nel 2002 ha analizzato alcuni parametri rappresentativi dello stress ossidativo, quali la quantità di glutatione ossidato (quello cattivo, o GSSG) e di glutatione ridotto (GSH, quello buono) nel plasma o nei globuli rossi, e ha poi cercato correlazioni con le caratteristiche dei vari soggetti analizzati. E non ne ha trovata alcuna se non l’età.
Dai 45-50 anni si assiste infatti ad un calo del glutatione ridotto, mentre quello ossidato aumenta. È l’età critica dell’invecchiamento umano, quella in cui iniziano ad apparire i fenomeni di degenerazione. Stress ossidativo e invecchiamento sono strettamente legati e, a corollario, è evidente che uno stress eccessivo conduca ad un invecchiamento precoce: e la maggior parte delle malattie dell’epoca, quelle che ci fanno più paura, ne sono il risultato.  Una bassa concentrazione di glutatione è infatti stata individuata nelle patologie:

  • neuronali (Parkinson, Alzheimer…),
  • epatiche,
  • pancreatiche,
  • gastro-intestinali,
  • renali,
  • polmonari e respiratorie (asma),
  • cardiache,
  • muscolo-scheletriche,
  • visive (in particolare DMLA – degenerazione maculare e cateratta),
  • auditive,
  • infettive…

e sia nei tumori che nell’AIDS, e anche in malattie ancora “misteriose” come l’autismo o la talassemia…

Il glutatione ridotto (GSH) è quindi uno dei complementi più preziosi in assoluto: più di 80.000 articoli scientifici hanno stabilito che è una delle più importanti molecole a protezione dell’organismo, anche su un  livello immunitario sul quale agisce indirettamente. Ecco le funzioni metaboliche del glutatione dimostrate dalla ricerca:

  • aumento delle funzioni immunitarie,
  • eliminazione delle tossine,
  • eliminazione dei cancerogeni,
  • protezione anticellulare antiossidante,
  • protezione contro la radiazione ionizzante,
  • sintetizzazione/riparazione dell’ADN,
  • sintetizzazione proteinica,
  • sintetizzazione prostaglandina,
  • sintetizzazione leucotriana,
  • trasporto degli acidi amminici,
  • attivazione/regolarizzazione degli enzimi.

Un antiossidante immunostimolante senza pari

La maggior parte degli antiossidanti si potenziano l’un l’altro e agiscono in sinergia. Se il glutatione è oggi considerato come l’antiossidante numero 1 è perchè completa l’azione di un gran numero di antiossidanti, comprese le due vitamine antiossidanti di riferimento, la C e la E, che non possono funzionare senza GSH: infatti è il glutatione che neutralizza il radicale libero.
Per quanto riguarda il selenio, gli studi recenti mostrano similitudini con il GSH. Infatti è un componente integrale dell’enzima glutatione perossidasi che ha sempre una funzione antiossidante ma a livello intracellulare: il selenio può essere considerato un potenziatore del glutatione.

Esiste inoltre una grande differenza tra tutti gli antiossidanti e il glutatione: il glutatione è un componente cellulare vitale e naturale, fabbricato nelle cellule a partire dai precursori del GSH. Gli altri antiossidanti sono forniti dall’alimentazione.

La scienza medica del XX° secolo è orgogliosa di annunciare che la speranza di vita dell’essere umano è superiore a quella dei suoi antenati, dimenticando però di precisare che è costellata di malattie croniche gravi in continuo aumento, che possono rimettere in questione le promesse di longevità.
Il dato straordinario è che noi riusciamo a resistere agli attacchi quotidiani delle tossine presenti nell’alimentazione, nell’aria, nell’acqua e alle radiazioni che derivano dal nostro progresso tecnologico. Gli organi emuntori più attivi nella difesa del nostro corpo sono del resto quelli che contengono il più elevato contenuto intracellulare di GSH: il fegato, i reni, i polmoni. Dobbiamo davvero ringraziare i nostri meccanismi di difesa: il processo di disintossicazione con il GSH è uno di questi e uno dei più potenti, se non il più potente. Il glutatione infatti grazie alla sua facoltà di chelare (chelaggio: capacità di un elemento di legarsi ad un’altro) i metalli pesanti e tossici quali piombo, cadmio, mercurio ed alluminio li trasporta via eliminandoli dall’organismo,  e in alcuni studi fatti sugli animali, è stata dimostrata un’azione antitumorale del glutatione.

Per sintetizzare, il glutatione:

  • Aiuta il fegato a disintossicarsi (e a prevenire possibili danni causati dall’eccessivo consumo di alcool).
  • Protegge dagli effetti dannosi del fumo, insieme ad altri antiossidanti.
  • È più efficace della vitamina C nel migliorare l’utilizzo e la biodisponibilità del ferro, neutralizzando gli effetti tossici di alcuni agenti esogeni come i nitriti, nitrati, clorati, derivati del benzolo, derivati del toluolo, anilina etc. Questi elementi danneggiano l’organismo con un meccanismo insidioso: producono un’ossidazione del ferro trasformandolo dalla sua naturale forma ferrica (Fe3+) nella forma ferrosa (Fe2+) rendendo così il sangue incapace di trasportare l’ossigeno, causando inoltre un’aumento della metaemoglobina (dal 1/2% fino ad un livello a volte mortale del 20/30%), e il processo di compromissione dell’emoglobina porta ad una sindrome ipossica che causa la morte di tutte le cellule per asfissia, compresi i linfociti T4 (vedi sindromi da immunodeficenza, AIDS, ect.).
  • Inibisce i dannosi effetti collaterali dovuti ad un’esposizione ad alte dosi di radiazione, chemioterapia e raggi X.
  • Elimina i radicali liberi che si formano dalla perossidazione dei lipidi che, causando la rottura di certe membrane, hanno un impatto negativo su DNA ed RNA e di conseguenza determinano distorsioni cellulari e disfunzioni biochimiche.
  • Impedisce inoltre che i radicali liberi si leghino alle proteine fibrose del corpo, evitando così l’indurimento e il restringimento del collagene (e quindi rughe, mancanza di elasticità nelle arterie etc.). Per questo motivo il glutatione mantiene sano e “giovane” il sistema circolatorio.
  • Aiuta a bloccare la diffusione del virus dell’Aids : il glutatione ha un potere così forte che secondo diversi studiosi riesce a bloccare la diffusione del virus dell’Aids per circa il 90% (American journal of clinical Nutrition).
  • Neutralizza i grassi pericolosi: il glutatione riesce a purificare gli alimenti che sono ricchi di pericolosi grassi ossidati. (University of Louisiana-U.S.).
  • Agisce positivamente sul diabete.
  • Previene la degenerazione maculare.

Quanto al sistema immunitario, il glutatione è strettamente legato all’attività fagocitica di specifiche cellule polmonari. La crescita e l’attività delle cellule immunitarie dipendono dalla disponibilità del GSH: la concentrazione del glutatione intracellulare nei linfociti è in correlazione diretta con l’efficacia della risposta immune. Quando con gli anni il livello di glutatione presente nel nostro organismo diminuisce, possiamo “ringiovanire” il sistema immunitario assumendolo come integratore.

Il GHS è la nostra salvezza (momentanea) di fronte a una moltitudine di sostanze più o meno generate dalla nostra società:

  • Il tabacco, che rappresenta dal punto di vista medico, statistico e finanziario il più grande rischio per l’organismo. Un semplice tiro di sigaretta contiene miliardi di radicali liberi. In più il fumo consuma le vitamine antiossidanti (le vitamine C e E) e il tabacco contiene potenti sostanze cancerogene. Il GSH è una delle poche difese.
  • Le malattie ambientali, dovute a un’esposizione cronica agli xenobiotici, cioè sostanze estranee al nostro organismo. Questa esposizione può modificare lo stato di salute apportando cambiamenti difficili da identificare, che si manifestano magari sotto forma di malesseri “minori” come fatica, mal di testa, letargia, nevrastenia etc.  (vedi ad esempio la sindrome della guerra del golfo). E nelle nostre case ci sono numerose sorgenti di esposizione agli xenobiotici: naftalina, sgrassanti, detergenti profumati, pesticidi, solventi, colori murali, combustibili, isolanti etc.
    L’esposizione alla polluzione ambientale è inevitabile: non possiamo certo tornare all’età delle caverne.
  • Le radiazioni ionizzanti, che sono una causa conosciuta con impatto valutato per un minimo del 3% su tutti i tumori. Certe radiazioni provengono da sorgenti naturali, cosmiche e geobiologiche, altre sono generate dalla nostra scienza e conoscenza, dalla nostra tecnica, industriale, domestica o medica. Queste radiazioni producono radicali idrossili, i più reattivi e pericolosi. Il GSH ha un ruolo chiave nella loro neutralizzazione.

Come beneficiare pienamente degli effetti del glutatione

Malgrado il suo ruolo essenziale, il glutatione e i suoi precursori sono raramente prescritti dai medici e poco commercializzati nelle farmacie, dove si preferisce proporre come antiossidanti la vitamina C o la vitamina E di sintesi. Negli Stati Uniti invece si trovano ovunque.
L’integrazione con glutatione pone svariate difficoltà: diverse ricerche infatti suggeriscono che il glutatione assunto per via orale non venga efficacemente assorbito a livello intestinale, e quindi non sia possibile incrementare i livelli di glutatione circolanti neppure ricorrendo a dosaggi particolarmente ampi (3 grammi contro i 100-600 mg normalmente proposti come integrazione).
La concentrazione di glutatione nell’organismo può tuttavia aumentare ricorrendo alla somministrazione orale di uno dei suoi tre precursori: l’amminoacido solforato cisteina. Tale sostanza si trova in prodotti a base di proteine del latte bioattive, non denaturate e nell’N-acetilcisteina; entrambi questi prodotti si sono dimostrati efficaci nell’aumentare il contenuto cellulare di glutatione.
L’N-acetilcisteina, oltre ad essere proposta come integratore ad azione antiossidante e rinvigorente, rientra nella composizione di farmaci mucolitici, che, assunti per via inalatoria od orale, facilitano l’eliminazione del muco dalle vie aeree. Viene inoltre somministrata per via endovenosa nel trattamento dell’intossicazione acuta da paracetamolo. Le proteine del latte non denaturate invece sono supplementi proteici ottenuti attraverso una lavorazione a basse temperature (inferiori rispetto a quelle a cui vengono sottoposti i normali integratori “whey proteins”) abbinata a microfiltrazione.
Per potenziare l’attività antiossidante del glutatione è utile l’associazione del suo precursore con selenio, vitamina PP, vitamina B2 e vitamina E.
Alfa Glutatione

Antiossidante & disintossicante

Alfa Glutatione

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