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I minerali e gli oligoelementi antiossidanti

I minerali sono presenti negli organismi viventi, sia vegetali che animali.
Sono elementi chimici di natura inorganica, ossia non contenenti carbonio, indispensabili alla vita e alla salute del nostro organismo.

Vengono classificati in due gruppi, in base alla quantità giornaliera assimilata dall’organismo:

  • Se è uguale o superiore a 100 mg si tratterà di macroelementi: calcio, cloro, fosforo, magnesio, potassio, sodio, zolfo rientrano in questa categoria.
  • Se è inferiore a 100 mg e spesso molto limitata (tracce) si tratterà di oligoelementi. Sono il rame, lo zinco, il manganese, lo iodio, il germanio, il flouro, il ferro, il cromo, il cobalto, il vanadio, il silicio, il selenio, il nicket, il molibdeno.

Alcuni di questi minerali e oligoelementi svolgono una funzione fondamentale nella protezione delle cellule dell’organismo contro i nostri nemici radicali liberi, anche se la loro azione, contrariamente alle vitamine, si espleta tramite vie indirette. Questi oligoelementi intervengono nella formazione e nella molecola stessa degli enzimi che l’organismo utilizza nella sua battaglia quotidiana contro i radicali liberi.

Gli oligoelementi antiossidanti sono 6, e si trovano nell’organismo sotto forma di tracce.

Il Selenio

È presente nelle carni, nel pesce e nei cereali. Il selenio interviene in molti sistemi metabolici dell’organismo che espletano un’azione principalmente antiossidante. In particolare, questo oligoelemento entra nella composizione del glutatione perossidasi, enzima che interviene nel sistema di protezione contro i radicali liberi.

Il glutatione periossidasi riduce il radicale libero non appena questo viene intrappolato dalla vitamina E. Ecco perchè la vitamina E ed il selenio sono complementari.

Il selenio svolge un ruolo fondamentale nel mantenimento dell’equilibrio delle difese immunitarie (proliferazione dei globuli bianchi, produzione degli anticorpi, sintesi degli interferoni e delle interleuchine, riduzione delle protaglandine immunosoppressive, protezione dai macrofagi)..
La forte carenza di selenio è poco frequente in Europa, mentre si osserva ancora in alcune zone del pianeta, in particolare nella Cina del nord.
I segni clinici di questa marcata carenza sono:

  • l’invecchiamento precoce,
  • le miopatie (malattie a carico del muscolo) e le cardiopatie,
  • i disturbi neurologici,
  • le anemie e il calo dell’immunità.

Le carenze leggere ma croniche possono causare gravi problemi al nostro organismo, sul piano sia immunitario che organico (cuore, cataratta, tumori).
La sua azione può quindi essere definita:

  • protezione delle difese immunitarie,
  • prevenzione dei tumori,
  • prevenzione e cura delle malattie cardiovascolari,
  • blocco dei meccanismi di invecchiamento,
  • trattamento delle intossicazioni da metalli pesanti (ad esempio il piombo),
  • azione antinfiammatoria,
  • protezione dalle radiazioni.

La quantità di selenio presente nei cibi dipende dalla sua concentrazione nei terreni di coltivazione. Alcuni terreni sono per loro natura più ricchi di altri, ma sono soprattuto i fertilizzanti chimici e la coltivazione industriale i principali responsabili dell’impoverimento di selenio (e questo vale anche per gli altri oligoelementi) dei terreni agricoli.
D’altro canto, le tecniche di raffinazione (perdite stimate al 70%) e la cottura dei cibi (15%, totale = 85% di perdita) non contribuiscono a risolvere il problema.

Occorre quindi consigliare l’assunzione sistematica di integratori a base di selenio.

Consigli per l’uso

Nella prevenzione: 100-150 microgrammi al giorno.
Si sconsiglia l’abuso di selenio, e dosi giornaliere superiori a 300 microgrammi possono essere tossiche.

Lo Zinco

Lo zinco è un oligoelemento presente nelle carni, nel pesce, nei frutti di mare, nei cereali e nelle verdure, ma generalmente in piccole quantità.
È uno dei componenti di moltissimi enzimi, e per questo svolge un ruolo importante in numerosi meccanismi metabolici.
Interviene nella sintesi degli acidi nucleici, portatori dei fattori ereditari, nella sintesi delle proteine, nella trasmissione delle informazioni genetiche e nello sviluppo delle cellule.

È indispensabile al funzionamento del sistema immunitario, dell’apparato genitale e riproduttivo. È importante anche per mantenere una buona vista, per regolare l’insulina e per prevenire i tumori. Buoni risultati sono stati ottenuti nel morbo di Alzheimer.

È un antiossidante indiretto, in quanto è uno dei componenti del superossido dismutasi, l’enzima di cui abbiamo già parlato e che interviene nella difesa antiradicali dell’organismo, in particolare a livello delle membrane cellulari.
Le dosi molto basse che troviamo attualmente nei cibi, il consumo eccessivo di alcol e grassi, le affezioni epatiche e il diabete non fanno che favorire il deficit di questo oligoelemento.
Oggi è quindi obbligatorio aggiungere zinco alla nostra alimentazione quotidiana, altrimenti possono insorgere:

  • stanchezza,
  • fragilità dei capelli e delle unghie,
  • diminuzione delle facoltà mentali, dell’olfatto, del gusto e della vista,
  • inappetenza,
  • sensibilità alle infezioni,
  • sterilità.

I soggetti più colpiti sono gli anziani, le donne in gravidanza e in allattamento, le donne che assumono la pillola, i bambini e gli adolescenti.
Lo zinco riduce l’assimilazione del ferro, del rame e del calcio.

Consigli per l’uso

Nella prevenzione: 15 mg al giorno.
Nel trattamento: fino a 80 mg al giorno.
Attenzione: associare sempre rame, ferro e calcio.

Rame

Il rame è presente nella molecola di due inibitori di radicali liberi prodotti dall’organismo. Se associato al manganese e allo zinco, è attivo nel superossido dismutasi e in una proteina, la ceruloplasmina.
Partecipa inoltre ai processi di utilizzo della vitamina C.
Il rame è accumulato nel fegato già durante la gravidanza, in modo tale da integrare successivamente, nei primi mesi di vita del neonato, l’apporto ridotto di rame nel latte. Il contenuto di rame nel fegato diminuisce costantemente dopo questo periodo.
È indispensabile al nostro organismo, in particolare:

  • nella prevenzione e nella terapia delle malattie cardiovascolari, compresa l’arteriosclerosi;
  • nel trattamento delle patologie traumatiche e infiammatorie (artrite, artrosi, reumatismi);
  • nella prevenzione delle affezioni polmonari, come l’enfisema;
  • nella prevenzione dei tumori.

Il rame è presente in molti cibi ed è raramente carente. È importante soprattutto che vi sia equilibrio tra il rame e lo zinco nell’organismo: il rapporto ideale è 1 parte di rame e 10 di zinco.
Il rame è un antagonista del molibdeno e del selenio; si sconsiglia quindi di mescolarli e di assumerli contemporaneamente.

Consigli per l’uso

Nella prevenzione: sempre associato a zinco, manganese e cobalto, 2-4 mg al giorno.
Nell’alimentazione: frutti di mare crudi, cereali integrali.

Manganese

Anche il manganese è uno dei componenti del superossido dismutasi (SOD) e può essere quindi considerato un importante antiossidante. Inoltre, partecipa con altri enzimi al controllo dello zucchero ed alla produzione di cellule del sangue. Favorisce l’utilizzo di varie vitamine (C, B, E). Interviene nel metabolismo degli zuccheri, dei grassi e delle proteine. È indispensabile per la produzione degli ormoni sessuali, ed il buon funzionamento del sistema nervoso centrale e perifierico. Infine, favorisce il funzionamento della ghiandola tiroide.
È contenuto nei cereali, nella frutta, nel pesce e nella verdura.
Una carenza di manganese può causare:

  • stanchezza,
  • allergie,
  • ritardo nella crescita,
  • intolleranza al glucosio,
  • irregolarità della coordinazione muscolare.

Consigli per l’uso

Nella prevenzione, 2,5 – 5 mg al giorno.

Germanio

Il germanio è molto raro nella crosta terrestre. Gli studi su questo metallo sono ancora in corso. Sembrerebbe che un componente organico del germanio favorisca il funzionamento del sistema immunitario e la terapia antitumorale. Svolge un’azione antiossidante che tuttavia non è ancora stata valutata.

Molibdeno

È anch’esso molto raro nella crosta terrestre, nondimeno è presente in tutti i tessuti degli organismi viventi sia animali che vegetali. È un componente essenziale di vari enzimi che partecipano alla crescita e alla disintossicazione. È un antiossidante. Interviene nella formazione dell’acido urico. Quest’ultimo, se prodotto in quantità eccessiva dall’organismo, può essere tossico e causare ad esempio la “gotta”. Al contrario, in quantità normale l’acido urico è salutare in quanto costituisce un inibitore endogeno dei radicali liberi. In altre parole, l’acido urico è un vuon antiossidante. Pertanto il molibdeno è un elemento interessante nella terapia dei tumori e dei processi degenerativi.
Una carenza può provocare polso accellerato, asma, nausea, stato di disorientamento, tumori.

Consigli per l’uso

Nella prevenzione: 72-250 microgrammi al giorno.

2017-03-12T22:28:31+00:00

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