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Gravidanza: i probiotici riducono del 50% il rischio di allergie nei neonati

Sono chiamati i “batteri buoni”, perché possono essere d’aiuto alla futura mamma per l’ambiente vaginale e l’equilibrio della microflora intestinale.

Ma non solo: l’uso corretto di probiotici durante la gravidanza e la loro somministrazione al bambino nell’arco del primo anno di età riduce del 50% l’incidenza di allergie nei neonati ad alto rischio.

Il dato emerge dalle linee guida internazionali sui probiotici per la prevenzione delle malattie atopiche e autoimmuni promosse dalla World Allergy Organization (WAO) e dal dipartimento di Epidemiologia Clinica e Biostatistica della McMaster University (Ontario, Canada).

Eppure sono ancora poche le mamme che usano i probiotici in modo consapevole e i medici ginecologici e pediatri che li prescrivono a scopo preventivo.
Intanto, solo in Italia, la percentuale di bimbi allergici è più che triplicata negli ultimi 20 anni: erano il 7% nel 1995, mentre oggi ne soffre ben il 25% della popolazione pediatrica.
Ma quali sono le allergie più diffuse tra i bambini? E quali sono i vantaggi derivanti dall’assunzione dei probiotici? Per fare il punto su questo tema Sigo (Società italiana di Ginecologia e Ostetricia), Sin (Società italiana di Neonatologia) e Sip (Società italiana di Pediatria) hanno organizzato il 2 febbraio a Roma una conferenza stampa, che si è svolta presso l’Hotel Nazionale.

“L’uso specifico di alcuni probiotici – ha spiegato Paolo Scollo, presidente della Sigo – soprattutto durante la gravidanza, è oggi fortemente raccomandato sia per il benessere della madre sia per quello del nascituro. Nello specifico, alcuni ceppi probiotici influenzano l’ecosistema batterico vaginale e mantengono un livello di pH adeguati, prevenendo infiammazioni e infezioni come le vaginosi batteriche e le vaginiti micotiche.
Condizioni particolarmente pericolose, queste, perché aumentano in maniera importante il rischio di aborto, di parto pretermine e di complicanze post-partum come l’endometrite o possono incidere sul normale sviluppo del feto e determinare un peso ridotto del neonato alla nascita”
.

Ma i benefici per il nascituro sono molti di più. Come ha sottolineato infatti Alessandro Fiocchi, responsabile di Allergologia all’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma e uno degli autori del documento della WAO, secondo le linee guida “la somministrazione alle future mamme di alcuni ceppi probiotici durante la gravidanza abbassa del 9% il rischio di eczema nei bambini, se l’assunzione prosegue durante l’allattamento e lo svezzamento la probabilita` di sviluppare malattie atopiche si riduce ulteriormente del 15 e del 5%”.

Alcuni studi, inoltre, evidenziano che l’assunzione di probiotici prima e dopo il parto è in grado “di evitare anche l’insorgere di allergie alimentari e riniti – hanno fatto sapere gli esperti nel corso della conferenza stampa – e può ridurre significativamente la durata e l’impatto della infezioni respiratorie, prima che i sintomi diventino cronici”.

Tra le forme più diffuse di allergia, la rinite allergica interessa un bambino su quattro in età evolutiva, seguita dall’asma (circa il 10%) e dalle allergie alimentari, che colpiscono il 3% dei piccoli nei primi 2 anni di età. “Fino a poco tempo fa, in ambito pediatrico – ha proseguito Giovanni Corsello, presidente della Sip – i probiotici erano impiegati per prevenire e contrastare i principali disturbi gastro-intestinali che si registrano in età evolutiva: dalle coliche intestinali nei lattanti alle gastroenteriti infettive, dagli episodi di diarrea acuta o legata alla somministrazione di antibiotici a patologie più complesse come il morbo di Crohn o la Sindrome del colon irritabile. Oggi è stato dimostrato che intervenire precocemente sulla microflora intestinale, attraverso i probiotici in fase prenatale, contribuisce a proteggere il piccolo anche da numerose forme allergiche e autoimmuni come la dermatite atopica e la rinite allergica, che colpiscono più della metà dei bambini con allergia”.

Nella pancia della mamma, ha spiegato ancora Mauro Stronati, presidente della Sin, il feto “non incontra quasi nessun antigene e la sua flora batterica intestinale può definirsi ‘vergine’. È solo con la nascita che il neonato acquisisce i primi microorganismi dalla madre durante il parto e comincia a sviluppare i principali meccanismi immunologici e antiinfiammatori. Lo sviluppo della flora intestinale del neonato esercita quindi una profonda influenza anche sulla maturazione del sistema immunitario ed è in questa fase che si possono determinare anche sensibilizzazioni e allergie. La prevalenza delle malattie allergiche nei lattanti i cui genitori o fratelli non presentano allergie è di circa il 10% e raggiunge il 20-30% in quelli con un parente di primo grado allergico. Comprendere i meccanismi di azione preventiva dei probiotici, allora, è un risultato importante, se si considera il peso specifico che questi disturbi- ha concluso Stronati- hanno sulla crescita e la qualità di vita dei bambini“.

Articolo pubblicato in (Wel/Dire), Ordine Provinciale di Roma dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri

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  • e una modulazione immunitaria (stimolazione della risposta immunitaria specifica e aspecifica attivando delle cellule reattive immunitarie e dei fattori immuni).
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2017-03-21T23:00:14+00:00

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