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Ginseng: la pianta umana che resuscita. Benefici, usi e controindicazioni.

Il Ginseng (Panax ginseng), ricavato dalle radici di alcune piante perenni appartenenti alla famiglia delle Araliaceae, è un rimedio naturale universalmente riconosciuto.  Il suo nome deriva dal cinese rènshēn, “uomo”, per la tipica forma antropomorfa delle sue radici.
Grazie alle sue proprietà adattogene restituisce energie e vitalità a chi si è affaticato (fisicamente, mentalmente o a livello nervoso), agli anziani, ai convalescenti e agli ammalati. È utilizzato anche per la cura del diabete mellito, grazie alle sue qualità ipoglicemizzanti.

Il Ginseng è il più grande mito della storia della medicina e, ad oggi, è la droga fitoterapica più utilizzata nel mondo.1
Scopriamola insieme.

Ginseng: tra leggenda e storia

Il termine Panax viene dal greco, composto dalle parole pan “tutto” e akèia “cura”, come la parola italiana “panacea”: rimedio a tutti i mali. Il termine Ginseng viene dal cinese rènshēn, “uomo”, perché secondo la teoria delle Segnature la sua radice ricorda una forma umana.

Le sue proprietà sono rimaste un segreto per millenni, e gli iniziati che sospettavano della sua esistenza, hanno temuto a lungo fosse solo una leggenda… Stiamo infatti parlando di una pianta rarissima, che necessita dai cinque ai sette anni per crescere nei sottoboschi di foreste di montagna nelle terre più lontane e misteriose della Cina.

La raccolta delle sue radici rappresentava una grande fonte di ricchezza (per i pochi privilegiati che sapevano dove trovarla) finché l’imperatore cinese e la sua corte non decisero di monopolizzarlo, ponendo così fine al suo commercio. E i trasgressori venivano sottoposti a tali orrende torture (cinesi, appunto) che questa pianta miracolosa cadde nell’oblio, utilizzata per secoli solo per garantire l’incredibile longevità delle dinastie imperiali cinesi.

Ma un grande letterato, Sheng Nung (3 500 a.C.), fondatore della medicina erbacea cinese, annotò in un grimorio le incredibili virtù del Ginseng, la « pianta uomo che cura tutto ». Infatti la medicina tradizionale cinese la considerava un elisir di giovinezza che possedeva tutte le virtù terapeutiche, preventive, curative ed energetiche immaginabili. E fu intorno al 1 000 a.C. che i naviganti moreschi portarono le prime radici di Ginseng in Europa. Ma fu una grande delusione! I medici non riuscivano ad ottenere i risultati sperati e decantati nei più antichi trattati cinesi. Fu solo nel XVIII secolo che finalmente un occidentale mise le mani sul segreto del Ginseng e ne poté verificare la reale efficacia: era Padre Jartoux, missionario gesuita in Cina, che portò la pianta in Francia nel 1711.3 Ma, ancora una volta, la sua estrema fragilità ne frenò la diffusione.

Dopo tremila anni dal primo arrivo del Ginseng in occidente, cioè nel ventesimo secolo, gli scienziati hanno compreso il perché dei precedenti fallimenti: “solo le piante che davvero assomigliano a un uomo, con la testa, il corpo, le mani e le gambe” sono efficaci, spiega il Dottor Ma Fan, medico a Lione e docente presso la Scuola di Medicina Cinese di Losanna,2 altrimenti i principi attivi sono dispersi, variano e non sono presenti con la stessa concentrazione in ogni parte della radice. Per questa ragione, del resto, la pianta è allevata per produrre radici che somigliano al corpo umano con i suoi organi, cioè con ramificazioni che suggeriscano la forma degli arti, della testa, degli attributi sessuali dei due sessi, ecc. Gli agricoltori che arrivano a riprodurre in maniera migliore tali forme, riescono a spuntare alla vendita prezzi di tutto rispetto (anticamente il suo prezzo poteva essere pari a quello dell’oro!).

Grazie ai recenti progressi scientifici il Ginseng è infine disponibile in Occidente in una forma davvero efficace:  inizia così ad essere conosciuto dal pubblico.

Le proprietà: stanchezza, stress, superlavoro e…

Il Ginseng è un tonico e uno stimolante:  aumenta la forza fisica e la capacità di recupero. Ha un’azione di fondo sull’organismo ed è apprezzato per il suo carattere “adattogeno“, vale a dire che consente di “adattarsi più rapidamente” a qualsiasi forma di stress fisico, nervoso e intellettuale rafforzando il sistema immunitario, endocrino e nervoso e migliorando le capacità fisiche e mentali.

Garantisce maggiore resistenza a diverse sollecitazioni e il suo uso è riconosciuto per:

  • rinvigorire l’organismo di persone stanche o indebolite (da stress, dall’invecchiamento, da malattia o infortunio);
  • ripristinare la capacità di lavoro fisico e di concentrazione intellettuale dopo uno sforzo importante o un periodo di superlavoro;
  • accelerare i tempi della convalescenza;
  • combattere l’astenia funzionale (affaticamento);
  • gestire lo stress cronico.

Contiene diversi composti bioattivi: un complesso di steroidi glicosidi di natura triterpenica a scheletro dammarano (i ginsenosidi e i panaxosidi), saponine, vitamine B, C, A, E e K, acido folico, minerali e oligoelementi quali sodio, zolfo, potassio, ferro e manganese.

Come tutti gli adattogeni vegetali migliora la risposta del cervello e del surrene, incrementando la resistenza dell’organismo di fronte ai più diversi agenti lesivi di carattere chimico, fisico, meccanico, farmacologico e biologico. Influenza l’asse ipotalamo-ipofisi aumentando il rilascio di ACTH, un ormone che induce la liberazione surrenale di cortisolo o “ormone dello stress”. Il cortisolo promuove la sintesi del glicogeno, quella delle proteine a livello muscolare e stimola la funzionalità del sistema immunitario, permettendo all’organismo di resistere meglio al freddo, al caldo, alle intossicazioni chimiche, alla fatica, ecc

I suoi molteplici effetti benefici sono stati dimostrati sperimentalmente, in particolare quelli antinfiammatori e antiossidanti,4 ma gli sono riconosciute anche proprietà antidepressive e afrodisiache , effetti positivi sulla circolazione sanguigna, sulla memoria e sulla concentrazione. Si ritiene migliori anche la funzionalità polmonare. Inoltre, le sue proprietà ipoglicemizzanti sono utili per ridurre la concentrazione ematica di glucosio in caso di diabete mellito: i ginsenosidi sembrano favorire la sintesi pancreatica di insulina ed aumentare la produzione dei trasportatori del glucosio nel fegato; mentre i panaxani (polisaccaridi) sembrano diminuire la sintesi di glucosio a livello epatico ed aumentare il suo utilizzo nei vari tessuti corporei.

Comunque, considerando le esigenze fisiche e intellettuali e lo stress della vita moderna, non sorprende che oggi il Ginseng sia così diffuso!
È sempre più utilizzato come stimolante per anziani e per convalescenti, ma anche per dirigenti e professionisti stressati, per chi è oberato di lavoro, per gli studenti sotto esame e per gli sportivi.

Il parere degli esperti

L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) riconosce come “clinicamente attestato” l’uso del Ginseng per “migliorare le capacità fisiche e mentali in caso di stanchezza, difficoltà di concentrazione e per i convalescenti.” E considera come “d’uso tradizionale” (quindi non verificato) il suo impiego nel trattamento “della disfunzione erettile, delle ulcere gastriche, del diabete di tipo 2 e come protettore epatico”.5

Secondo il Professor Kurt Hostettmann, direttore dell’Istituto di Farmacognosia dell’Università di Losanna e specializzato nello studio delle piante medicinali : “L’indicazione principale del Ginseng è la resistenza alla fatica e allo stress. Questa indicazione è riconosciuto da diversi test farmacologici praticati sugli animali, ma anche da test clinici effettuati sugli uomini.”
Ed osserva che: “Il Ginseng è ampiamente usato in geriatria”, vale a dire la medicina degli anziani.6

Per il Dottor Ma Fan“È utilizzato principalmente per le persone anziane che hanno bisogno di un tonico, o per le persone che hanno vissuto una grave malattia: operazioni, malattia cronica, ecc. Viene prescritto anche per le persone sottoposte a chemioterapia o radioterapia: in questi casi aiuta le difese dell’organismo”.7

E molti studi hanno dimostrato che le persone che assumono Ginseng riducono significativamente il rischio di contrarre un’infezione respiratoria o un raffreddore.8

Utilizzo: occasionale o puntuale?

Attenzione: il Ginseng è un prodotto che accelera il metabolismo. Ciò significa che, quando lo assumi, tutto si mette a funzionare più velocemente: i muscoli, i neuroni, etc. È per questo che si sente quella sorta di “spinta in avanti”: è come se si volesse/potesse fare tutto più rapidamente, più intensamente, la mente è più vigile e… c’è chi sostiene di sentirsi come se avesse di nuovo 20 anni!

L’OMS raccomanda pertanto di assumere il Ginseng al mattino, a causa del suo effetto stimolante.9

Usato di tanto in tanto, non richiede alcuna precauzione. Ma le persone che vogliono maggiore energia nel lungo periodo e lo assumono in modo permanente, necessitano di apporti più elevati in sali minerali, vitamine e altri nutrienti,  vista l’ intensa attività fisica e mentale. Questo è il motivo per cui si consiglia di mangiare cibi più ricchi di nutrienti essenziali: verdure e frutta fresca, frutta secca e semi oleosi di ogni genere, pesci grassi, e di aumentare l’abituale dosaggio di multivitaminici.

L’assunzione di Ginseng è comunque controindicata in caso di ipertensione, tachicardia palpitazioni, insonnia, ansia tremori, mal di testa e convulsioni, in presenza di gravi malattie psichiatriche, in gravidanza e allattamento.
Sono state inoltre segnalate interazioni con farmaci anticoagulanti e con la fenelzina (principio presente in alcuni psicofarmaci), con farmaci ipoglicemizzanti e insulina.

Attenzioni alle frodi

Date le sue eccezionali proprietà mediche, la radice di Ginseng è purtroppo soggetta a frodi sin dai tempi dell’antica Cina.
Ancora oggi è un prodotto che si trova nei più diversi… “formati qualitativi”, e questo dalla produzione alla distribuzione.

Quando acquisti Ginseng, scegli sempre un integratore prodotto conformemente alle monografie « Asian Ginseng » della farmacopea USA o « Ginseng » della Farmacopea europea, che hanno definito le caratteristiche precise delle radici.
Dopo di che, il criterio più importante è quello di scegliere il Panax Ginseng (ne esistono molte altre forme botaniche): a tenore garantito in ginsenosidi, il principale ingrediente bioattivo.

In quale forma e in quale dosaggio il Ginseng è efficace

Il Ginseng si presenta in molti formati, compreso il fresco: ma come conoscerne l’effettivo contenuto di principi attivi?

Questo è il motivo per cui è necessario acquistarlo in forma farmaceutica, come estratto vegetale standardizzato, purificato e a tenore garantito in ginsenosidi.

L’astuzia del Ginseng “rosso”

Sulla scia del successo del Ginseng nel mondo occidentale è apparso sul mercato il Ginseng “rosso”, che viene spesso venduto più caro.
Il Ginseng rosso viene tradizionalmente preparata in Corea ma… non è né più efficace né più prezioso del Ginseng bianco.

Non esiste Ginseng che sia rosso in natura: il materiale di partenza è sempre il Ginseng bianco, che viene poi riscaldato secondo un metodo tradizionale per due-tre ore con vapore acqueo a 100°. Questo trattamento gli conferisce un colore rosso-bruno (caramellizzazione) a cui il Ginseng rosso deve il suo nome.
Purtroppo alcuni produttori aggiungono zucchero durante la cottura, per ridurne il sapore amaro: questo ne peggiora ulteriormente la caramellizzazione.

Il riscaldamento inolre può causare la distruzione dei ginsenosidi, concentrati principalmente negli strati esterni della radice. per prudenza, meglio evitarlo.
Preferisci sempre il  Ginseng bianco, anche se più difficile da trovare, soprattutto biologico.

Fonti

  1. The world ginseng market and the ginseng (Korea)
  2. Ginkgo et ginseng: de la poudre aux yeux !
  3. « Lettre du père Jartoux, 12 avril 1711, dans « Lettres édifiantes et curieuses concernant l’Asie, l’Afrique et l’Amérique », vol. 3, p. 183, réédition A. Desrez, 1843.
  4. Kiefer D, Pantuso T., Panax ginseng. Am Fam Physician. 2003 Oct 15;68(8):1539-42 ; Attele AS, Wu JA, Yuan CS.Ginseng pharmacology: multiple constituents and multiple actions. Biochem Pharmacol. 1999 Dec 1;58(11):1685-93 ; Radad K, Gille G, Liu L, Rausch WD.Use of ginseng in medicine with emphasis on neurodegenerative disorders. J Pharmacol Sci. 2006 Mar;100(3):175-86. Epub 2006 Mar 4.
  5. Passeportsante.net, Ginseng
  6. Ginkgo et ginseng: de la poudre aux yeux !
  7. Ginkgo et ginseng: de la poudre aux yeux !
  8. Scaglione F, Cattaneo G, et al. Efficacy and safety of the standardised Ginseng extract G115 for potentiating vaccination against the influenza syndrome and protection against the common cold, Drugs Exp Clin Res 1996;22(2):65-72 ; McElhaney JE, Gravenstein S, et al. A placebo-controlled trial of a proprietary extract of North American ginseng (CVT-E002) to prevent acute respiratory illness in institutionalized older adults. J Am Geriatr Soc. 2004 Jan;52(1):13-9. Erratum in: J Am Geriatr Soc. 2004 May;52(5):following 856.
  9. Passeportsante.net, Ginseng
  10. Ni Xiu-zhen et al., Total Fractionation and Analysis of Polysaccharides from Leaves of Panax ginseng C. A. Meyer
  11. Kelly GS. « Larch arabinogalactan: clinical relevance of a novel immune-enhancing polysaccharide. » Altern Med Rev. 1999 Apr;4(2):96-103. Kim LS, Waters RF, Burkholder PM. « Immunological activity of larch arabinogalactan and Echinacea: a preliminary, randomized, double-blind, placebo-controlled trial. » Altern Med Rev. 2002 Apr;7(2):138-49

 

2017-05-04T16:15:40+00:00

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