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Fitoterapia: il mio kit di pronto soccorso

25 giugno 2014

Fino alla fine del XIX secolo la fitoterapia occupa un ruolo da protagonista nella storia della medicina.

Nel 1850 oltre l’80% delle medicine utilizzate in Europa e negli Stati Uniti derivava dalle piante.

Poi, con la sintesi dell’aspirina e l’avanzamento delle conoscenze in ambito chimico, si moltiplicarono le capacità di studiare, dosare e sintetizzare singoli componenti chimici da utilizzare in ambito farmacologico e si ridusse così notevolmente l’uso di fitoterapici, soprattutto dopo la seconda guerra mondiale.

Negli ultimi anni però c’è un ampio ritorno di interesse nei confronti della fitoterapia, soprattutto per l’attenzione verso le medicine non convenzionali, anche se la fitoterapia mal si inserisce nella classica contrapposizione tra la medicina ufficiale e la cosiddetta medicina alternativa.

La mancanza di prove di efficacia scientifica che spesso caratterizza le medicine alternative non vale infatti per la fitoterapia, specie se praticata da operatori preparati e competenti.

E come per l’uso di altri rimedi farmacologici, la sicurezza deve essere un requisito fondamentale: bisogna conoscere l’efficacia, i potenziali effetti collaterali, la sicurezza in caso di uso in periodi particolari quali la gravidanza, l’allattamento o l’età pediatrica di prodotti fitoterapici, e le possibili interazione con terapie già in corso.
E’ importante diffondere nozioni sulle caratteristiche terapeutiche e tossicologiche delle piante di maggior impiego, con precise indicazioni su tempi, dosi e modalità di somministrazione, possibili effetti collaterali ed eventuali controindicazioni.

Se condividi questo approccio, ecco l’indispensabile da avere a portata di mano nella tua farmacia personale.

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