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Detox: agisci in profondità per il tuo benessere

Il sangue è il “fiume” che nel nostro corpo trasporta i rifiuti. Ma la linfa, che è il nostro “mare interno”, accompagna le sostanze tossiche verso l’esterno.

Per ottimizzare la sua azione di pulizia, lanciatevi in una detox delle… profondità!

Contro le tossine, il sangue non è solo

In ogni stagione le riviste ci sommergono di soluzioni detossificanti per drenare il nostro fegato, il sangue o l’intestino… Un’iniziativa spesso efficace per ravvivare la pelle o ritrovare un po’ di energia, ma non basta: dimentichiamo infatti che la linfa (più del sangue) si occupa dell’eliminazione di molte tossine tra cui i pesticidi, i metalli pesanti e tutte le molecole chimiche che arrivano nel nostro corpo dall’atmosfera, dall’acqua che beviamo, dagli alimenti, dai medicinali e anche dalla nostra bocca via amalgami dentali: tutte queste sostanze tossiche sono per la maggior parte recuperate dalla vie linfatiche e non sanguigne.

Se le tossine non trovano rapidamente una via d’uscita (la pelle, la circolazione sanguigna o l’intestino), si infiltrano nel profondo dei nostri tessuti, finiscono per arrivare alle nostre cellule e influenzano il nostro DNA.

Prevenire… e perché non guarire?

Sappiamo che l’intossicazione crea une terreno ideale per le malattie dette “emergenti”: Alzheimer, Parkinson, malattie autoimmuni, cancro e molte altre. Diventa quindi indispensabile drenare in profondità per prevenire o, se un problema è già manifesto, apportare delle vere soluzioni. Anche altre tossine infatti sono veicolate dalla linfa: quelle generate dal nostro metabolismo o dal nostro sistema immunitario, che si sbarazza dei batteri. Molte patologie possono essere legate a questi sovraccarichi: l’acne ribelle, i lipomi (tumori benigni formati da grassi), l’eczema, la cellulite, alcune neuropatie (disturbi che affliggono i nervi periferici), la stanchezza cronica o le allergie.

Ma, prima di lanciarci in un drenaggio profondo, immergiamoci nei nostri abissi interni.

La linfa, il nostro mare interno

In fisiologia la linfa viene associata al circuito linfatico e alla sua funziona immunitaria. Questo circuito contiene tra uno e due litri di linfa e ospita in effetti migliaia di globuli bianchi che neutralizzano i batteri.

Ma la linfa circola ben oltre questo circuito canalizzato.

Attraverso membrane, canali, lungo le “fasce” (le membrane che circondano i nostri organi), la linfa si infiltra fino alle nostre cellule: scambia nutrimenti e rifiuti con il liquido intracellulare. In termini di volume la linfa, canalizzata e interstiziale, rappresenta circa il 20% del nostro volume corporeo. E’ quindi più abbondante del nostro sangue, che ne rappresenta solamente il 5%.

Riassumendo, la linfa è come un mare interno al nostro corpo dove sono immersi i nostri tessuti e le nostre cellule.

Rallentano la circolazione linfatica:

  • La sedentariertà
  • Il freddo
  • La fatica
  • Gli abiti troppo attillati
  • Alcuni alimenti come i latticini, i cereali (soprattutto raffinati) e i farinacei (come le patate)

Accellerano la circolazione linfatica:

  • La contrazione muscolare
  • Il movimento in generale: camminare, nuotare o qualsiasi attività fisica non stressante
  • La respirazione addominale
  • I massaggi, di qualsiasi tipo ma in modo particolare il il massaggio linfodrenante con tecnica Vodder

Il ruolo epurativo

Quando è fisicamente vicina al circuito sanguigno, la composizione della linfa è simile a quella del plasma: nella sua progressione verso i nostri tessuti profondi, si carica di rifiuti.
Quest’importante ruolo di epurazione le è dato soprattutto dal suo alto tenore in grassi, che captano numerose tossine. Però circola lentamente, perché nessuna pompa ne assicura il movimento: mentre il cuore vede passare cinque litri di sangue al minuto, la linfa circola al ritmo di un litro al giorno.

Per pulire questo fluido dobbiamo quindi iniziare a stimolarne la mobilità.

Detox profonda in tre fasi

Una buona cura detossificante può protrarsi per un periodo di due o tre mesi. Dovrete avere buona volontà e buon senso, ma non ostinazione o fanatismo.

Per ottenere dei risultati è importante:

1. Evitare il fouling

Alla fine del XIX secolo, il Professor Virchow sperimentò un metodo incredibile. Grazie a un drenaggio che si era inserito sotto la pelle, osservò l’aspetto della linfa che ne usciva a secondo degli alimenti che ingeriva. Secondo lui, i latticini, i cereali e i farinacei producevano delle sostanze amiloidi che rendevano la linfa spessa e appiccicosa. Questa teoria del fouling è stata poi ripresa nei lavori del Dottor Seignalet, più recenti e rigorosamente scientifici, che raccomandano l’eliminazione di questi alimenti.
Possiamo migliorare la fluidità della linfa preferendo frutti e legumi crudi, proteine vegetali invece che animali e gli acidi gratuiti polinsaturi di tipo omega-3, abbondanti negli oli di noce, di lino, di camelina o negli oli di pesce.

2. Far circolare i fluidi

Far circolare meglio i nostri fluidi interni permette di inviare le tossine al di fuori del nostro corpo.
Eccovi tre metodi efficaci e gratuiti.

  • L’esercizio fisico è il migliore degli attivatori: può accelerare da 10 a 30 volte la circolazione linfatica. Il nuoto è eccellente, ma la marcia e altri sport non violenti sono ugualmente raccomandati.
  • La respirazione ventrale produce un effetto di pompa grazie al muscolo diaframmatico. Da fare il più possibile.
  • La pratica di bagni derivativi è un metodo eccellente che ha già migliaia di adepti in tutto il mondo.

3. Espellere le tossine con le piante

Per espellere le tossine non c’è niente di meglio della fisioterapia: le piante stimolano i nostri organi-filtro e drenano sangue e linfa, alcune sono anche capaci di intrappolare le tossine e dirigerle al di fuori dell’organismo, ma non andiamo troppo in fretta… Cosa succederebbe se le nostre tossine non trovassero un’uscita? E’ certo paradossale ma, per detossoficare potremmo anche intossicarci con drenanti che rimetterebbe in circolo le tossine senza evacuarle.
Per evitarlo, dobbiamo in primo luogo attivare le funzioni del fegato e dei reni (fase 1) per poi drenare in profondità (fase 2). Per andare ancora oltre, la terza fase sarà la cattura delle tossine (fase 3).
Prima di iniziare questo drenaggio, assicuratevi di essere in forma, perché questa pratica richiede molta energia. Altrimenti potete cominciare con una cura di piante adattogene come il ginseng, l’astragalo o la rhodiola, che assocerete alla vitamina C.

Un drenaggio di questo tipo è sconsigliato in gravidanza, nei bambini o in caso di patologie del fegato e dei reni.

Fase 1: stimolare gli organi-filtro

Consumate per 15 giorni le seguenti piante:

  • radici di Tarassaco (Taraxacum officinalis): è un fantastico drenante per fegato e reni. Agisce delicatamente.
  • Rosmarino (Rosmarinus officinalis), è un tonico eccellente, stimola l’espulsione della bile dalla vescicola biliare.
  • Verga d’oro (Solidago virgaurea), agisce specificatamente sulla funzione renale, come diuretica e tonica.

Assumete queste piante in parti uguali in infusioni o come estratto idroalcolico. Per l’infusione, bevetene due tazze al giorno, un cucchiaio di ogni pianta per tazza. Per l’estratto idroalcolico, 90 gocce di mistura in un litro d’acqua che berrete durante il giorno.
Come complemento è utile aggiungere opercoli di cardo mariano, 1.800 mg al giorno. L’effetto di protezione e sostegno epatico di questa pianta è consigliato a a chi ha problemi epatici o digestivi.
Durante questa prima fase evitate lo stress, preferite il riposo, praticate esercizio fisico leggero e un’alimentazione sana a prevalenza vegetariana.

Fase 2: drenare in profondità

Dopo la prima fase, assumete queste piante per un mese:

  • Radice di Bardana (Arctium lappa), una pianta depurativa che agisce sui reni, il fegato e l’intestino.
  • Enula campana (Inula helenium), anch’essa una pianta depurativa: migliora lo stato generale con il suo effetto tonico e calmante del sistema nervoso.
  • Crisantello Americano (Chrysantellum americanum), è un grande purificatore sanguigno: è capace di dissolvere ogni sorta di microcalcoli che, a volte a nostra insaputa, bloccano la nostra circolazione.

Associate queste piante in parti uguali, di preferenza in infusione: mettetene un cucchiaio di ciascuna in acqua fresca alla sera e al mattino portate a ebollizione per poi  lasciare in infusione per 15 minuti. Bevetene una tazza al mattino a digiuno e una tra le quattro e le sei del pomeriggio.
Non dimenticate di reminalizzarvi: un drenaggio comporta sempre una perdita di minerali per il vostro organismo (i derivati di acqua di mare sono i più assimilabili).

Fase 3: intrappolare le tossine

Dopo le prime due,  questa fase durerà un mese: la cura di omega-3 sarà per tutta la sua durata, mentre la clorella per i primi 15 giorni e l’aglio nei 15 successivi.

  • Gli acidi grassi polinsaturi servono per il trasporto delle vitamine liposolubili (A, D, E, F, K) ma sono anche, grazie alla loro natura “insatura”, dei trasportatori di tossine: migliorano la fluidità del sangue e della linfa. Prendete degli oli di pesce di qualità ricchi di omega-3 di tipo EPA e DHA. Seguite la posologia indicata dal fabbricante.
  • La clorella è un’alga verde che intrappola le molecole tossiche (pesticidi, uranio, cadmio, piombo e diossine). Prendetene due grammi al giorno ripartiti sui tre pasti aumentando progressivamente fino ad arrivare a quattro grammi alla fine della seconda settimana. Se si manifestano mal di testa, vertigini o nausea, aumentate le dosi a un massimo di dieci grammi al giorno, fino alla sparizione dei sintomi: è il segnale che le tossine cercano di uscire e dovete aiutarle con la clorella.
  • L’aglio orsino (Allium ursinum L.) contiene dei composti sulfurei che ossidano alcuni metalli (piombo, cadmio, mercurio) per rimetterli in circolazione e incamminarli verso l’uscita. Contiene del selenio, un antiossidante che protegge le nostre membrane cellulari. Scegliete un estratto idroalcolico, 10 gocce 3 volte al giorno diluite in un bicchiere d’acqua.

Le fasi 2 e 3 sono il cuore della detossificazione profonda: fate attenzione alle manifestazioni che potrebbero apparire, come un transito accelerato o delle eruzioni cutanee. Se restano ragionevoli continuate pure, altrimenti ricominciate dalla fase 1. Un’espulsione per via cutanea è il segno di una saturazione degli organi-filtro che non sono in grado di eliminare. La pratica regolare di bagni derivativi può evitare questi disagi perché aiuterà ad attirare le tossine nella via intestinale. E’ quindi un gesto da praticare sin dall’inizio della fase 2.

Alla fine potrete rifare un ciclo completo, ovvero 15 giorni di fase 1, un mese di fase 2 e un mese di fase 3.

Se però non riuscite a fare tutto questo, eccovi l’essenziale…

  • fate attenzione all’alimentazione;

  • praticate attività  fisica;

  • seguite cicli regolari di Detox’Bio.

Detox’Bio contiene estratti puri  di sei piante, per drenare, purificare ed eliminare le tossine: come potete leggere qui e qui, tra cui la bardana, il rosmarino e il cardo mariano, già citate.

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2017-03-21T19:24:20+00:00

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