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Come mangiare di meno: i consigli di un maestro cenobita per seguire una dieta

Cassiano era un maestro spirituale specialista nel digiuno e nella privazione, vissuto in Provenza nel IV secolo.

Fondatore dell’abbazia di Saint-Victor di Marsiglia, insegnava ai monaci come privarsi di cibo, ciò che oggi sarebbe definito come “restrizione alimentare”.

Rendiamoci conto che i monaci del tempo vivevano in un’austerità per noi inimmaginabile.

Cassiano si era formato dai “Cenobiti” nei deserti della Palestina e dell’Egitto. I cenobiti erano monaci che si nutrivano di insetti e miele selvatico (quando lo trovavano). A mala pena bevevano, nonostante il caldo, e si sottoponevano a privazioni estreme che ritenevano necessarie per la loro perfezione spirituale.

Tornando a noi, i consigli di Cassiano ci sembrano più attuali che mai per resistere al… cibo spazzatura, oltre ad indicare una via realistica per una transizione credibile verso uno stile di vita sano.

Consiglio #1: La dieta deve variare a seconda della salute

Nei suoi scritti, Cassiano inizia spiegando che tutti devono tenere conto della propria salute:

« La sola forza di volontà non è sufficiente: la salute deve consentirla. Ecco la tradizione: i tempi del pasto, la quantità e la qualità del cibo devono variare a seconda della salute, dell’età e del sesso. »

Questo primo consiglio è ovvio.

Le diete moderne, che consigliano un certo numero di calorie o solo alcuni alimenti, ma non tengono conto del sesso, dell’età e dello stato di salute, non sono serie.

Consiglio #2: Non tutti possono digiunare, nemmeno per un giorno

Cassiano sottolinea che i regimi molto restrittivi non sono realistici per tutti:

« Non tutti possono digiunare per un’intera settimana, nemmeno per due o tre giorni. Molti, a causa della loro infermità o della vecchiaia, non possono aspettare fino al tramonto per mangiare; non tutti possono accontentarsi di qualche legume bollito, poche piante senza condimento o pane secco. »

Fuggi quindi dalle raccomandazioni/indicazioni che, nel tuo caso particolare, sembrano poco realistiche e insostenibile.

Consiglio #3: smettere di mangiare prima di essere del tutto sazi

Cassiano sostiene la moderazione. si deve smettere di mangiare prima di essere completamente soddisfatti.

Egli mette in guardia in particolare contro l’eccesso di pane, che considera più pericoloso dell’alcol.

Questo precetto, che è in contrasto con le attuali raccomandazioni delle autorità sanitarie, è in linea con i più recenti risultati della ricerca sulla nutrizione.

Il pane è una bomba di zuccheri, molto ricca di carboidrati rapidamente assimilati che porta molte calorie vuote, mentre il vino, ricco di polifenoli antiossidanti, è protettivo per le arterie:

« Qualunque sia il cibo che mangiamo, la sua abbondanza è sempre un principio di impurità (…). Non è solo l’eccesso di vino ad inebriarti, ma ogni altro abuso nei pasti turba la visione dell’anima e le fa perdere la felicità della contemplazione. Non era il vino, ma il pane a causare i crimini e la rovina di Sodoma. (…) La regola è prendere ciò che basta per vivere, e non tutto ciò che il nostro appetito esige. »

Sodoma era una città della Mesopotamia che, secondo la Bibbia, fu distrutta dall’ira divina a causa dei suoi peccati. La Mesopotamia era la culla dell’agricoltura, dove apparvero le prime colture cerealicole su larga scala. Fu così che gli uomini, per la prima volta, cominciarono a mangiare pane in grande quantità.

È molto interessante, per non dire sorprendente, che Cassiano, come i nostri moderni specialisti della dieta paleo (che mettono in guardia contro il pericolo dei cereali e del glutine) scriva che fu il pane ad essere la causa principale della decadenza. Nella visione tradizionale, decadenza fisica e decadenza morale vanno di pari passo, il che spiega questa sorprendente osservazione.

Consiglio #4: Errore da evitare alla fine di un digiuno

È bene digiunare, ma c’è un grave errore da evitare: rimpinzarsi una volta finito.

Questo infatti porta a mangiare più del ragionevole (cosa che lui chiama il “vizio di ingordigia”).

Se non si può resistere a questa tentazione, è meglio mangiare meno, regolarmente, piuttosto che digiunare troppo a lungo:

« Coloro che mangiano troppo dopo un rigoroso digiuno, si lasciano andare più facilmente al vizio dell’ingordigia. Sarebbe meglio mangiare un pasto ragionevole ogni giorno piuttosto che digiunare a lungo e cedere alla cupidigia. L’eccessiva astinenza non solo indebolisce il nostro spirito, ma ci rende incapaci di pregare a causa dell’esaurimento del nostro corpo. »

Consiglio #5: Niente tra i pasti!

Secondo Cassiano, non vincerai la tua lotta interiore contro l’eccesso di cibo a meno che tu non resista al…  frigorifero. In particolare, non alzarsi mai di notte per mangiare!

« Il religioso che voglia impegnarsi in questa lotta dovrà prima di tutto imporsi la regola di non lasciarsi andare al piacere di bere e mangiare, e che non dovrà mai togliere nulla dal refettorio, prima o dopo il pasto della comunità. E che mantenga la stessa regola per il tempo del sonno. »

Consiglio #6: Evitare di mangiare troppo presto, troppo, e… l'”atteggiamento gourmet

Cassiano consiglia di fissare un tempo rigoroso per i pasti, e non mangiare prima che suoni la campana. Anche a tavola, si deve evitare di mangiare troppo e di mettere troppo cibo delizioso sul desco, perché sarà più difficile  resistere:

« Ci sono tre tipi di golosità da evitare. La prima, ci fa anticipare il tempo dei pasti fissato dalla regola; la secondo ci fa mangiare con eccesso tutti i tipi di cibo; la terzo ci porta a ricercare alimenti più delicati e nutrienti. »

Consiglio #7: Ma non esagerare…

Sottolinea infine, con umorismo, che coloro che si privano di più non devono necessariamente essere presi come esempio:

« Al contrario, abbiamo notato che coloro che vanno oltre la regola e si privano del pane per mangiare solo frutta e verdura, non erano i religiosi più lodevoli e non avevano ricevuto il dono della scienza e della discrezione. »

In conclusione…

san cassianoEcco un’icona che rappresenta Cassiano. Il suo volto è rigoroso ma buono. Il suo sguardo è franco ma dolce, colmo di benevolenza… e intelligenza.

La benevolenza e l’intelligenza sono indispensabili, quando si intraprende il cammino del cambiamento.

Al contrario, osiamo invece ammettere che NOI, impazienti occidentali del XXI secolo, siamo irragionevoli. E questo può spiegare le nostre difficoltà nel ridurre semplicemente il consumo di dolciumi… senza parlare di farci monaci nel deserto!

Il sociologo francese Jean Baudrillard, nel suo famoso libro “La société de consommation” (1970), ha sottolineato che siamo in un’epoca che adora torturare il corpo, soprattutto da quando è stato falsamente liberato.

Siamo costantemente sottoposti a slogan, immagini, per suscitare in noi il desiderio di conformarci a certi modelli di bellezza. Questi desideri sono tanto insopprimibili quanto irrealistici: le persone non esitano a infliggersi diete punitive, ad indossare abiti assurdi, o addirittura a sottoporsi ad interventi chirurgici, per avvicinarsi a questi modelli, ovviamente in modo illusorio.

Spetta a noi conservare la nostra ragione, la nostra moderazione, e trovare il cammino verso la salute vivendo in modo sano, senza soccombere alla follia.

La saggezza degli Antichi ci porta un aiuto prezioso.

2017-10-25T13:16:13+00:00

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