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Carciofo: la pianta preferita dai vecchi medici di famiglia

Molti medici di famiglia vecchio stampo consigliano tutt’oggi il carciofo (Cynara scolymus L.) come miglior rimedio per le malattie del fegato.

Il carciofo infatti ha la particolarità di stimolare la produzione di bile.

La bile è un succo gastrico fabbricato dal fegato, che viene immagazzinato nella cistifellea (un piccolo serbatoio) fino a quando non viene riversato nell’intestino tenue.

La bile serve a digerire i grassi: chi ne è carente ha difficoltà a digerirli, e soffre di gonfiore addominale e dolori gastrici.

La particolarità della bile è che viene fabbricata dai rifiuti del fegato.

Questo, il fatto di generare il nuovo con il vecchio, è uno dei miracoli della natura: ha inventato il riciclaggio ben prima di noi!

Ma torniamo al nostro fegato..

Visto che con i suoi rifiuti produce la bile, il fegato si purifica – si dice anche si “detossifica” – nel momento in cui lo fa.

La consumazione di carciofi permette quindi di purificare (detossificare) il fegato.

Perdona questa laboriosa introduzione al carciofo: in fondo è solo una banale verdura, che conosciamo tutti alla perfezione.

Alla perfezione?

Ecco, appunto: approfittiamo dell’occasione per ripassare le nostre basi di botanica.

Abbiamo detto “verdura”,  ma non ti sarà sicuramente sfuggito che il carciofo è un fiore o, più precisamente, il bocciolo di un fiore.

Le foglie di carciofo che mangiamo, grattandole con i denti, sono in realtà dei petali!
Sono destinati ad aprirsi, a fiorire e, alla fine, a ripiegarsi verso il basso per far crescere verso il sole il cuore del carciofo e, soprattutto, il “fieno” che, a sua volta, si alzerà verso la luce.

È questo che accede se il carciofo non viene raccolto per tempo: il fiore fiorisce, i petali si aprono e lasciano apparire i pistilli, che non assomigliano più a del “fieno”, ora che sono a maturazione.

Così il nostro carciofo non assomiglia più alla palla verde che troviamo nel nostro piatto, ma ricorda invece ad un altra pianta a noi tutti familiare: il cardo.

E questo non ha nulla di stupefacente, dato che il carciofo è una specie di cardo: appartiene alla grande famiglia delle asteraceae.

L’appartenenza del carciofo alla famiglia dei cardi, pur sorprendendo il cittadino che fa la spesa al supermercato, è evidente per chi coltiva i carciofi nel proprio orto o giardino.

La pianta assomiglia di fatto ad un… monumentale cardo! Le sue foglie possono essere lunghe fino ad un metro e cinquanta… Si vede comunque che si tratta di una pianta “addomesticata”, che avrebbe difficoltà a sopravvivere in natura. Infatti i suoi germogli, i carciofi, sono spesso talmente grandi da far piegare lo stelo, che non riesce a sostenerne il peso.

Le specie di carciofo sono state selezionate nel corso del tempo (la fonte più antica risale all XIV secolo, in Italia) per produrre le piante più robuste e più grandi, portatrici di germogli sempre più grossi. Ad oggi, i carciofi hanno le dimensioni di grossi pompelmi.

Sono tuttavia ricomparsi sul mercato dei piccoli carciofini: teneri, da sgranocchiare crudi.

Ma attenzione: per quanto riguarda le virtù salutari del carciofo, l’essenziale dei principi attivi si trova nello stelo e nelle foglie, immangiabili in quanto troppo dure e spaventosamente amare.

È quindi opportuno usare il carciofo in decozione, infusione o come estratto della pianta.
[Fortemente sconsigliato alle donne che allattano, perché riduce la produzione di latte..]

Puoi comunque consolarti sapendo che, mangiando un “semplice” carciofo, apporti al tuo organismo una lista impressionante di sostanza nutritive:

  • Rame;
  • Vitamina B9 (folati);
  • Antiossidanti rari, efficaci e molto preziosi: gli antociani, che in quantità importanti ritrovi soltanto nel ribes e nei mirtilli;
  • Silimarina, la sostanza attiva identificata per la prima volta nel 1968 nel cardo mariano, capace di proteggere il fegato contro le intossicazioni più pericolose (ed iniettata dai medici alle persone intossicate dalla Tignosa verdognola, il fungo più letale);
  • Inulina che, insieme alla silibinina, potrebbe spiegare la possibile efficacia del carciofo nelle prevenzione e nel trattamento del cancro del colon.

Quindi… buon appetito!

Il Carciofo favorisce le funzioni depurative dell’organismo, la funzione digestiva, la funzione epatica ed il metabolismo dei lipidi. È anche un antiossidante.

Diversi studi evidenziano che il Carciofo aiuta i processi digestivi e tiene sotto controllo il colesterolo cattivo. Questi effetti benefici sono attribuiti alla sua azione sul fegato.
Di primaria importanza è la capacità di aumentare la secrezione della bile, che è importante non solo per la digestione dei grassi, ma anche per regolare i livelli di colesterolo.
Per le sue proprietà antiossidanti, il carciofo protegge il fegato dai danni di tossine (impedendo la perdita di un importante agente di difesa, il glutatione) e previene l’ossidazione del colesterolo – LDL (cattivo), che è ritenuto una delle cause di sviluppo di arterosclerosi.

2017-10-30T17:22:24+00:00

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