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Asfodelo (Asfodillo, Porraccio)

18 luglio 2014

Asphodelus

Famiglia delle Liliaceae
Parti utilizzate: organi bulbo-tuberi sotterranei e steli fioriti

L’asfodelo è una pianta vivace che può raggiungere i 150 cm di altezza, con foglie lineari grigio-verdi allungate di 15-40 mm di larghezza, piatte e leggermente carenate nella parte inferiore.
I fiori iniziano a sbocciare dal basso e hanno sei tepali (non c’è visibile distinzione tra petali e sepali: hanno la stessa forma e lo stesso colore). I tepali sono bianchi e abbastanza grandi (20-30 mm), con una striscia bruno-rosata al centro.
I frutti sono capsule tondeggianti di 5-8 x 6-10 mm.

Gli asfodeli si presentano spesso in colonie numerose, e amano i prati soleggiati, i luoghi incolti, le garrighe e le coste mediterranea.

Ora Booz inconscio dormiva sotto i cieli;
Ruth inconscia attendea, con pia serenità.
Una fresca fragranza salìa da li asfodeli,
e i soffi de la notte languìan su Galagalà.

G. D’Annunzio, La Chimera, Booz Addormento – traduzione

Gli Antichi hanno sempre associato l’asfodelo all’idea della morte: Victor Hugo subiva certo questa influenza quando l’ha evocato nel “Booz addormentato”.

In effetti il nome di genere “Asphodelus” risale all’antica Grecia e si credeva che questa pianta ricoprisse i prati dei Campi Elisi: i Greci usavano piantare asfodeli sulle tombe, certi che i Mani se ne nutrissero.1

Asfodelo deriva da una parola greca (ἀσφόδελος) che significava “scettro“.

L’asfodelo rappresenta cibo durante le carestie: i suoi germogli possono essere consumati fritti o bolliti. I suoi semi vengono usati come condimento o grigliati, i tuberi sono ridotti in farina, o bolliti o cotti sotto la cenere.1 Sempre i tuberi si impiegano per la distillazione di alcool e la panificazione. Seccati e bolliti in acqua, danno una materia mucillaginosa che in alcuni paesi viene mescolato con granaglie o patate per fabbricare un pane di asfodelo. Possono anche essere conditi come le barbe o le patate, dopo essere stati bolliti nell’acqua salata per eliminarne la naturale asprezza.

In Persia si fabbricava colla dalle sue radici, che erano prima fatte seccare e poi ridotte in polvere. La polvere mescolata con acqua fredda si gonfia e forma un collante piuttosto potente.

In Corsica, seguendo probabilmente  i precetti di Plinio, i tuberi venivano consumati come vino medicinale per le sue virtù afrodisiache. Simbolo di abbondanza, con gli steli della piante si intrecciavano anche delle piccole croci dette “crucettes”, che si piantavano nei campi lavorati, nei frutteti e nei giardini,  per  garantirsi inverni senza danni.

In Spagna si attribuiscono all’asfodelo due possibili effetti terapeutici:

  • il trattamento di dermatosi frizionando la zona colpita con la parte interna del tubero;
  • un’azioni antispasmodica e/o analgesica per calmare coliche gastrointestinali o dolori di diversa etiologia : decozioni della pianta completa di radice, che possono essere bevuto utilizzate per impacchi della parte dolorosa.

Quanto agli Arabi, si servivano di una pomata composta da burro e asfodelo che introdotta nelle cavità nasali serviva per guarire le ulcerazioni sifilitiche.2

La radice si usava anche per combattere la scabbia e come sostituto del curcuma.

L’olio di cottura della radice si usa in Marocco come trattamento delle otiti per via auricolare.
A Marrakech i tuberi servono a fare un unguento contro la vitiligine e le macchie cutanee bianche di qualsiasi origine3.

Costituenti principali

I tuberi contengono acqua: 76,10-82,4; ceneri: 0,75-1,01; zuccheri (levulosio): 0,6-2,8; dell’insulina: 9,60-17,50, cellulosa.2

Nelle pianta sono stati identificati anche dei composti polifenolici: aloemodina, acidi caffeico, clorogenico  e isoclorogenico, luteolina, 7-0-glucoside Lut, isorientina e vitexina3; antrachinone-antroni-C-glicosidi4 e biantroni C-glicosidi.5,6

Oggi, alla luce della scienza

Gli asfodeli sono impiegati nella medicina tradizionale e  – nei paesi mediterranei, per fabbricare colle, prodotti per inamidatura e alcool.
L’asfodelo ramoso (Asphodelus ramosus L.) può essere una buona materia prima per la produzione di etanolo:7 gli idrati di carbone contenuti nei suoi tuberi possono essere trasformati in etanolo via fermentazione (lieviti). La maggior parte degli zuccheri che contengono sono composti da fruttosio e glucosio, che possono essere estratti con acqua calda. A titolo indicativo, 100 kg di tuberi secchi di A. ramosus L. contengono 55-65% di zuccheri invertiti che danno 21,5-25,01% di etanolo.

Un brevetto di invenzione è stato depositato per il trattamento della psoriasis con dei composti estratti dall’asfodelo microcarpo (Asfodelo microcarpus Viv.). La preparazione comporta l’uso di un liquido estratto dalla radice di asfodelo che si mescola poi con acido acetico. Il trattamento consiste poi nell’applicare la preparazione sulla zona di pelle colpita, una volta al giorno dai 14 ai 56 giorni, fino al miglioramento dei sintomi.4

Votati per fini più ornamentali che curativi, gli asfodeli sono poco utilizzati in Francia e in Italia ma possono servire come guida climatica, come suggerisce un proverbio spagnolo:

Se fiorisce prima in alto annata tardiva,
se fiorisce prima in basso annata anticipata,
se l’anno è mezzo e mezzo, non ci saranno i fiori al centro.

Curiosità

Oltre alle citazioni in testi di storia e letteratura di tutte le epoche, l’asfodelo è citato nel 1º libro della saga di Harry Potter, Harry Potter e la pietra filosofale (1997). L’asfodelo in polvere versato in un infuso d’artemisia nel romanzo origina una pozione soporifera talmente potente da andare sotto il nome di “Distillato della Morte Vivente“. 🙂

Per tua informazione, Potter, asfodelo e artemisia insieme fanno una pozione soporifera talmente potente da andare sotto il nome di Distillato della Morte Vivente.
Severus Piton

Bibliografia

  1. Perrin P., L’asphodele sous les feux du soleil, Plantes sauvages n. 6, p 24-25, 2001 nov.
  2. Savini G., Utilisation of asphodel tubers (Asphodelus ramusus), Ann. chim. applicata 11, 1-5, 1919
  3. Gomes E.T., Flavonoids and anthraquinones of Asphodelus sp. Leaves, Bull. Liaison-groupe polyphenols, 16 (Pt1), 90-936, 1992
  4. Adinolfi M. & coll, A bianthrone C-glycoside from Asphodelus ramosus tubers, Tetrahedron, 47(25), 4435-40,1991
  5. Adinolfi M. & coll, A bianthrone C-glycoside from Asphodelus ramosus tubers, Phytochem, 28(1), 284-288, 1988, volume data 1989
  6. Lanzeta R. & coll, Bianthrone C-glycosides 2. Three new compounds from Asphodelus ramous tubers, Tetrahedron, 46(4), 1287-94, 1990
  7. Kampours E. & Thomopoulos C., Aphodelus ramosus, Starting material for alcohol manufacture, Ind. Alim. Agr., 88(11), 1577-82, 1971

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