Sei in: Home | Artrosi: blocca il meccanismo

Artrosi: blocca il meccanismo

L’artrosi non è causata da « usura della cartilagine »… è più complicato di così.

Ma cerchiamo di semplificare e vedrai che, una volta compreso il vero meccanismo, capirai come una soluzione naturale a base di semplici vitamine e nutrienti permetta di alleviare se non invertire il processo.

Inizia al mattino, quando ti svegli: senti l’articolazione rigida. Come una punta d’acciaio che affonda (nel ginocchio , o nell’anca, nel gomito, nel polso, nella colonna vertebrale, nelle dita…). Ed ecco che crollano i bei sogni di una vecchiaia serena: viaggiare, giocare in giardino con i nipotini, fare bricolage, passeggiare, senza quel dolore lancinante che si irradia e ti esaspera. E il dolore si risveglia non appena premi sull’articolazione. Piano piano la mobilità diminuisce, l’articolazione si arrossa, si scalda, gonfia, a volte si deforma. E al minimo cambiamento di temperatura, la sofferenza peggiora!

Problema: il 76% delle vittime dell’artrosi trattate con farmaci definiscono i dolori come handicappanti. Cosa significa? Che i farmaci non sono efficaci…

Non cadere nella trappola degli anti-infiammatori: valuta una soluzione naturale

Farmaci quindi non efficaci, ma c’è di peggio: diversi studi hanno dimostrato che gli antidolorifici contro l’artrosi peggiorano la situazione, perché accelerano il degrado della cartilagine.
Il fenomeno è ancora più vizioso visto che, inizialmente, il paziente è convinto di star meglio: non sospetta di niente, perché il farmaco ha mascherato temporaneamente il dolore. Ma è un’illusione pericolosa: nelle profondità delle cartilagini, ossa, tendini, si sta preparando un disastro:

  • Dei medici di Oslo hanno seguito 186 pazienti  che soffrivano di artrosi dell’anca. 58 di loro stavano prendendo farmaci contro l’infiammazione e il dolore a base di indometacina, un anti-infiammatorio non steroideo (FANS). Le radiografie hanno evidenziato che chi assumeva l’indometacina subiva un deterioramento molto più rapido rispetto agli altri.
  • In Portogallo, il Dottor Antonio Lopez Vaz dell’Ospedale di Oporto, ha studiato un gruppo di 48 pazienti con osteoartrite del ginocchio. Ha diviso il gruppo in due, somministrando ogni giorno per 8 settimane, 1,5 g di glucosamina (un prodotto naturale) al primo gruppo, e 1,2 g di ibuprofene (un FANS) all’altro gruppo. Inizialmente, chi assumeva ibuprofene ha avuto una diminuzione del dolore più rapida ma, dopo otto settimane, non solo per questi il dolore è iniziato a peggiorare, ma era ormai “significativamente superiore” rispetto al gruppo “glucosamina”.

Oltre all’azione che diminuisce con il tempo i FANS, come ben sappiamo, provocano gravi effetti collaterali: lesioni e porosità gastrointestinali che aumentano il livello di infiammazione nell’organismo.
Infatti studi recenti hanno dimostrato che gli anti-infiammatori accelerano impercettibilmente la distruzione della cartilagine.

L’artrosi non è come un raffreddore o una gamba rotta: non è un problema temporaneo. Il punto quindi non è alleviare il dolore per qualche giorno, qualche settimana o qualche mese… L’importante è che tra sei mesi, due anni, dieci anni… non si finisca in sedia a rotelle o immobilizzati in un letto.

Fortunatamente esistono dei trattamenti naturali e senza effetti indesiderabili contro l’artrosi. Non sono rimedi miracolosi, ma a differenza dei medicinali chimici:

  • consentono di ridurre significativamente i dolori;
  • consentono di ridurre significativamente il rischio di conseguenze associate all’artrosi;
  • e possono anche contribuire a rigenerare la cartilagine, un risultato che nessun farmaco chimico può far sperare (al contrario, i farmaci più comunemente usati contro l’osteoartrite, i FANS, accelerare la distruzione della cartilagine).

La vera causa dell’artrosi (recentemente scoperta)

L’artrosi è un problema articolare che è stato a lungo attribuito ad un’usura della cartilagine, questa sostanza bianca e leggermente elastica che ricopre le estremità delle ossa, che consente loro di scivolare le une contro le altre senza attriti dolorosi e che ne ammortizza gli shock.

Ma all’inizio degli anni 2000, dei ricercatori statunitensi hanno scoperto che l’artrosi non è causata da un’usura della cartilagine: se così fosse, gli sportivi sarebbero molto più colpiti rispetto al resto della popolazione, mentre è vero il contrario.

La vera origine del problema, sono delle cellule della cartilagine che iniziano a comportarsi in modo anomalo. In condizioni normali la cartilagine è costantemente rinnovata: per questo vi sono delle cellule speciali chiamate condrociti, che “digeriscono” la vecchia cartilagine e producono nuovi mattoncini affinché la cartilagine sia sempre sufficientemente spessa, elastica, irrigata e… protettiva.

I condrociti sono quindi cellule essenziali: è grazie a loro che le articolazioni possono restare flessibili ed elastiche per decenni. Ma quando i nostri condrociti sono maltrattati, impazzisconono, e le conseguenze sono terribili.

Come prendersi cura dei condrociti

Per prevenire l’artrosi e/o evitare che peggiori, devi prenderti cura dei tuoi condrociti, e per farlo devi:

  • fornirgli l’ossigeno e i nutrienti di cui necessitano per vivere e compiere la rigenerazione della cartilagine;
  • proteggerli dalle aggressioni esterne. I condrociti detestano i “colpi” violenti (come tutti) e detestano le sostanze infiammatorie (citochine, leucotrieni). Così, quando l’infiammazione si installa nell’organismo in modo permanente (a causa di intolleranze alimentari, obesità, o di uno stile di vita malsano) i condrociti possono ammalarsi e impazzire.

Nutrire i condrociti

I condrociti si trovano nella cartilagine. Ora, questa ha una peculiarità: non è irrigata da vasi sanguigni.
Ciò significa che le cellule cartilaginee non ricevono ossigeno o nutrienti attraverso il sangue come le altre cellule del corpo. Il loro “cibo” si trova nel liquido sinoviale (un liquido che somiglia all’albume d’uovo) nel quale è immersa l’articolazione. Per ossigenare e nutrire i condrociti, il liquido sinoviale deve penetrare nella cartilagine e, per questo, è necessario muoversi regolarmente. Poiché la cartilagine è un po’ spugnosa, ogni volta che viene premuta il fluido sinoviale circola dall’interno e all’esterno e viceversa, e così i condrociti sono nutriti e ossigenati.

I problemi iniziano quando:

  • Ci muoviamo troppo poco: televisione, lavoro d’ufficio, auto, sedentarietà; e non sollecitiamo abbastanza le nostre articolazioni. I condrociti allora mancano di ossigeno e nutrimento, si indeboliscono, e si ammalano.
  • Comprimiamo eccessivamente le nostre cartilagini: le persone in sovrappeso schiacciano le cartilagini. Come una spugna bagnata su cui si appoggi un dizionario, la cartilagine espelle il liquido sinoviale e i condrociti soffrono la mancanza di ossigeno e nutrimento, e rischiano di impazzire.

Questo è il motivo per cui è importante, per prevenire l’artrosi, fare regolarmente esercizio fisico moderato, e restare il più possibile vicini al peso ideale.

Ma questo non è sufficiente: dobbiamo anche evitare gli shock e l’infiammazione cronica. Si noti infine che, invecchiando, l’attività dei condrociti diminuisce naturalmente.
Tutti questi fenomeni sono gravi: molto più gravi del semplice dolore transitorio che provocano all’inizio.

Il terribile segreto dei condrociti impazziti

In effetti un condrocita fuori controllo non solo cessa di fare il suo lavoro, ma… inizia. “come un pazzo”. a:

  • uccidere gli altri condrociti;
  • attaccare le cellule sane della cartilagine;
  • impedire la fabbricazione di nuovi “mattoncini” di cartilagine.

Ecco la terribile verità. Per quanto possa essere scioccante, i condrociti, cellule normalmente programmate per rinnovare la cartilagine, si mettono a fare il contrario: distruggono la cartilagine esistente e le impediscono di riformarsi.
Si installa allora un circolo vizioso: più l’artrosi peggiora, più si ha infiammazione; e più si ha infiammazione, più i condrociti impazziscono e l’artrosi peggiora!

Ecco perché l’errore più grave è quello di prendere antidolorifici: questi impediscono di prendere consapevolezza del grave problema che si verifica nelle articolazioni visto che, giorno dopo giorno, il lavoro di usura prosegue. E più il tempo passa, più i condrociti folli vanno su di giri e vomitano sostanze infiammatorie, accelerando il loro compito distruttivo!
E, preparati: presto tutte le altre parti dell’articolazione saranno attaccate. Tendini, ossa, lo stesso fluido sinoviale – che, in tempi normali, permette di lubrificare l’articolazione – si incendiano a causa delle sostanze infiammatorie che si concentrano.

Ecco perché gli arrossamenti, il gonfiore, e il dolore che finisce per essere paralizzante.

L’artrosi NON È un problema banale. Si deve fare di tutto per prevenirla o tenerla sotto controllo se si è già attivata.

Sfide considerevoli per il tuo futuro

Il processo è così distruttivo che è bene chiarire con “termini tecnici” il diabolico meccanismo che si instaura, e che può avere conseguenze gravi per il tuo futuro.
Invece di fabbricare nuova cartilagine come fanno di solito, i tuoi condrociti impazziti:

  • distruggono la cartilagine esistente secernendo metalloproteinasi, ben oltre il loro normale compito che consiste nello sbarazzarsi della vecchia cartilagine. Anche le cellule nuove e sane vengono attaccate;
  • impediscono la formazione di collagene e di proteoglicani (i mattoncini);
  • attaccano le altre parti dell’articolazione (tendini, ossa, liquido sinoviale) producendo sostanze infiammatorie aggressive: i leucotrieni e le citochine.

Ora capisci la cruciale importanza di uno stile di vita sano, di un’attività fisica regolare ma senza eccessi; l’importanza di mantenere il tuo peso ideale: tutto deve essere fatto per evitare che il processo dell’infiammazione abbia inizio.
E se questo processo è già iniziato, allora è necessario:

  • fermare l’infiammazione con un prodotto naturale ben tollerato dall’organismo;
  • apportare alle articolazioni i “mattoncini” di cartilagine che i condrociti hanno smesso di produrre.

Il piano di battaglia è chiaro.
Vediamo come attuarlo.

Fermare l’infiammazione nelle articolazioni

Il primo passo, quindi, spegnere l’incendio che è scoppiato nelle articolazioni.

  • Se ti muovi troppo poco, fai esercizio fisico regolare per aumentare la circolazione del liquido sinoviale nella cartilagine.
  • Se sei in sovrappeso, allevia le articolazioni perdendo i chili in eccesso.
  • Se la tua artrosi si è scatenata a causa di un incidente che ha colpito le articolazioni in passato o a causa dell’età, passa alla fase successiva.

La nutrizione anti-artrosi

I dati scientifici si accumulano sul ruolo della nutrizione nei processi infiammatori.
Per limitare il livello di infiammazione e, di conseguenza, il rischio di artrosi è necessario:

  • mangiare più frutta e verdura: ricche di antiossidanti, contribuiranno a ridurre l’infiammazione causata dai radicali liberi;
  • mangiare quanto più possibile spezie con proprietà anti-infiammatorie: aggiungere ogni volta che se ne ha occasione pepe, curcuma, cannella e zenzero ai piatti;
  • aumentare gli apporti di omega-3 (oli di oliva e di colza, semi di lino, sardine, tonno, salmone, sgombro) e diminuire/bilanciare l’assunzione di omega-6 (oli e margarine di girasole, di mais e di semi d’uva). Gli omega-3 sono anti-infiammatori, gli omega-6 sono pro-infiammatori.

Si noti che gli omega-3 provenienti dall’olio di pesce non sono solo anti-infiammatori: bloccano anche il funzionamento delle sostanze che digeriscono la cartilagine, gli aggrecanasi.
Una volta prese queste misure, rivolgetevi alle regine delle piante anti-infiammatorie: l’Harpagophytum e la Curcuma longa.

Le piante anti-infiammatorie che fanno scintille

L’Harpagophytum, o artiglio del diavolo, è una pianta originaria del deserto del Kalahari in Africa. Le sue proprietà medicinali sono state scoperte dai popoli dell’Africa australeche l’hanno utilizzata in decozione per trattare problemi digestivi, reumatismi, artrite, e per ridurre la febbre.
Studi scientifici hanno dimostrato che ha la capacità unica di ridurre il livello di citochine, gli agenti infiammatori[1]
Uno studio pubblicato nel 2003 ha dimostrato una significativa riduzione del dolore e dei sintomi di artrosi in 75 pazienti trattati con Harpagophytum: il dolore regredisce dal 25 al 45%, mentre la mobilità aumenta di altrettanto.[2] Inoltre, come gli omega-3, inibisce gli enzimi che digeriscono la cartilagine.
Alcuni ricorderanno che l’industria farmaceutica aveva inventato nei primi anni 2000 una nuova generazione di antidolorifici, i Coxib (Vioxx). Furono precipitosamente ritirati dal mercato quando si scoprì che provocavano malattie cardiache. Eppure il Vioxx era davvero efficace contro il dolore.
Ebbene, gli studi hanno dimostrato che l’Harpagophytum è a efficace quanto i Coxib, ma con molti meno effetti collaterali![3]
Uno studio convalidato nel 2007[4] ha mostrato che, su 259 pazienti, una dose di 480 mg di Harpagophytu permetteva di ridurre significativamente (24%) gli effetti dell’artrosi.

Per quanto riguarda la Curcuma longa, il suo principio attivo, la curcumina, è un potente antinfiammatorio naturale senza contro-indicazioni. Numerosi studio biochimici hanno dimostrato l’effetto della curcumina nell’inibizione dei molteplici fattori enzimatici coinvolti nel processo infiammatorio: in modelli infiammatori acuti ha dimostrato la stessa efficacia del cortisone e del fenilbutazon, potente antinfiammatorio non steirodeo (FANS), ma senza gli effetti collaterali né la tossicità tipica delle due sostanze. Avendo già trattato l’argomento, per approfondire l’azione della curcumina sulla cascata infiammatoria vedi questo post (con ampia bibliografia sulla materia).

I mattoncini di cartilagine che i condrociti non producono più

Una volta arginato il fuoco e spenta l’infiammazione, hai vinto una battaglia ma non hai (ancora) vinto la guerra contro l’artrosi.
Il grosso del lavoro resta da fare: ricostruire la cartilagine. Ma questo è impossibile se non si apportano alle articolazioni i “mattoncini” che i condrociti pazzi non sono più in grado di fornire.
Per questo esistono delle sostanze naturali di cui oggi è stato scientificamente dimostrato che, una volta assunte, si ritrovano nel liquido sinoviale delle articolazioni, già pronte a penetrare nella cartilagine per ricostruirla, sostituendo il lavoro dei condrociti.
Queste sostanze naturali sono tre: le tue tre “armi” contro l’artrosi.

Arma n° 1: la sostanza naturale che ricostruisce la cartilagine danneggiata

La tua prima arma contro i danni articolari causati dall’artrosi si chiama glucosamina solfato.
Si trova naturalmente nel carapace di alcuni crostacei e nella cartilagine di alcuni pesci (razza, squalo…).

La scoperta del solfato di glucosamina è stata uno shock per la comunità scientifica mondiale: contribuisce a ricostruire la cartilagine danneggiata e a restituire le sue proprietà lubrificanti al liquido sinoviale, un compito che si riteneva impossibile.
Ma, uno dopo l’altro, gli studi hanno confermato che la glucosamina solfato attenua i sintomi dell’artrosi. I suoi effetti si fanno sentire dopo due-sei settimane di trattamento e, nel lungo termine, riduce anche la progressione dell’artrosi.
Questo è un vantaggio decisivo rispetto ai farmaci FANS, che invece ne accelerano la progressione.
La biodisponibilità della glucosamina solfato nell’intestino è del 90%, quindi è molto ben assorbita dall’organismo.

Lo specialista di artrosi, il Dottor Philippe Veroli raccomanda nei suoi libri (“Arthrose : les solutions naturelles pour vos articulations”, edizioni Thierry Souccar) l’assunzione di 1.500 mg di glucosamina solfato al giorno: secondo lui l’effetto si farebbe sentire dopo appena due settimane. A questa dose, secondo alcuni studi, la glucosamina può essere più efficace del paracetamolo, e sempre senza effetti collaterali.

A chi soffre, si consiglia di assumere glucosamina nel lungo termine.

Due studi clinici fatti su pazienti con osteoartrosi del ginocchio hanno dimostrato che un apporto giornaliero di 1.500 mg di glucosamina solfato per tre anni blocca la progressione della malattia.[5] [6]
Non è quindi sorprendente che la lega europea contro i reumatismi, l’EULAR (The European League Against Rheumatism) raccomandi l’uso di glucosamina solfato come complementazione alimentare.[7]

Arma n° 2: ricostituire la matrice cartilaginea e l’idratazione che assicura mobilità e flessibilità

La vostra seconda arma naturale contro l’artrosi è il solfato di condroitina.

Il solfato di condroitina è un componente della matrice della cartilagine ed aiuta l’idratazione, che è una funzione essenziale affinché la cartilagine sia morbida ed elastica, e permetta alle articolazioni di funzionare senza dolore.

La condroitina solfato avrebbe un effetto supplementare rispetto alla glucosamina: la sua presenza riduce l’attività di un enzima che distrugge la cartilagine, la ialuronidasi.

Ma le ricerche recenti indicano soprattutto che la glucosamina e la condroitina solfato sono complementari.

Secondo Jacqueline Lagacé, specialista del Québec di immunologia ed ex-direttrice di un laboratorio di ricerca presso la Facoltà di Medicina dell’Università di Montreal: « Si stima che l’assunzione di questi prodotti migliori la condizione di chi è colpito da artrosi nell’80% dei casi. La combinazione glucosamina-condroitina è pertinente, dal momento che i meccanismi di azione di queste due molecole sono diversi e complementari. »

Secondo un recente studio clinico internazionale, « The Moves », [9] condotto nel 2014, gli effetti combinati di condroitina e glucosamina sono paragonabili a quelli ottenuti con farmaci anti-infiammatori, senza gli effetti collaterali.

Il Dottor Veroli raccomanda una dose solfato di condroitina di 1.200 mg al giorno. L’effetto si fa sentire dopo quattro-otto settimane, un po’ più di tempo che per la glucosamina.

Ma attenzione: la glucosamina e la condroitina non sono adatte per tutti i pazienti: generalmente si stima che siano efficaci per l’80% circa dei casi; quindi una persona su cinque non otterrà la remissione sperata.

Arma n° 3: ridurre il dolore dell’82%

Ed ecco il meglio per la fine: l’arma numero tre è un prodotto naturale che, in uno studio a doppio cieco (il cavallo di razza della ricerca scientifica), ha dimostrato una riduzione dell’82% del dolore nei pazienti artrosici dopo sei settimane.

Si tratta del metilsulfonilmetano, o MSM.

Il MSM è un prodotto che rinforza la produzione naturale di condroitina solfato, glucosamina solfato e acido ialuronico, le sostanze che danno elasticità alle articolazioni.

Grazie allo zolfo che contiene, il MSM contribuirebbe a mantenere sani i tessuti connettivi (tendini, derma profondo, collagene, cartilagine, ecc). Lo zolfo è cruciale per l’azione del glutatione, un neutralizzante dei radicali liberi molto potente, necessario per la formazione e il ripristino della matrice cellulare della cartilagine.
Uno studio pubblicato nel 2011 ha dimostrato l’effetto di MSM nei pazienti con osteoartrite.[10]

Attenzione, il tasso di MSM nell’organismo si abbassa bruscamente con l’età. È quindi consigliabile, per le persone anziane che soffrono di artrosi, assumerne come supplementazione nutrizionale.
Come la glucosamina solfato e la condroitina solfato, il MSM non è tossico e non presenta incompatibilità con i farmaci. Deve essere assunto quotidianamente per un periodo prolungato per esercitare tutti i suoi benefici; gli effetti si fanno sentire dopo circa tre settimane.

Anche il MSM agisce in sinergia con glucosamina solfato: in uno studio randomizzato in doppio cieco, 118 pazienti con osteoartrite hanno assunto o glucosamina o MSM, o una combinazione di glucosamina e MSM, o un placebo. Dopo dodici settimane di trattamento, i partecipanti che hanno avuto i due prodotti allo stesso tempo hanno sperimentato la più grande riduzione dell’indice di dolore.[11]

Come curarsi senza andare in rovina

Bene, tutto questo è meraviglioso… ma qual’è il budget per ottenere tutti questi prodotti altamente specializzati, che saranno necessariamente costosi?
Purtroppo, la glucosamina solfato, il solfato di condroitina o il MSM non si trovano negli scaffali dei supermercati: sono sostanze che restano oggi riservate (in Europa), e la fabbricazione, il trasporto e lo stoccaggio richiedono importanti precauzioni per non denaturarli.
Inoltre, attenzione: spesso la glucosamina solfato è prodotta da crostacei. Le persone allergiche quindi non dovrebbe mai assumere questo tipo di glucosamina.

Per quanto riguarda il solfato di condroitina, le differenze di qualità tra i vari integratori alimentari sono enormi: sappiate che la condroitina di buona qualità richiede un processo produttivo molto costoso e complicato.

Quanto al MSM, le qualità sono molto variabili, e si raccomanda un prodotto ottenuto mediante distillazione e non mediante cristallizzazione. La cristallizzazione prevede l’utilizzo di solventi impuri, che lasciano potenzialmente dei sottoprodotti tossici (come metalli pesanti e idrocarburi clorurati). Il MSM deve essere anche molto secco, con un contenuto di acqua inferiore al 0,1%. (metodo di titolazione di Karl Fischer).
Diffidate dei produttori che sostengono che il loro MSM sia “puro al 99,9%”, ma che non fanno riferimento a test di purezza volatili. Questi test si effettuano per cromatografia in fase gassosa ad alta risoluzione, un metodo quantitativo molto specifico che determina le purezza volatile del MSM.

Per quanto riguarda l’Harpagophytum, scegli un prodotto che garantisca il tenore di iridoidi totali, il principio attivo contro l’infiammazione. La sua concentrazione deve essere di almeno 20 mg per ottenere benefici ottimali. E la curcuma, che sia preferibilmente biologica e con aggiunta di piperina, il principio attivo del pepe nere, che ne moltiplica (del 200%!) la biodisponibilità.

Ecco perché e particolarmente rischioso acquistare questi prodotti alla cieca: prendi il tempo per sceglierli al meglio, rivolgendoti magari ad una buona farmacia aperta al naturale e competente in materia.

Da parte nostra, vi consigliamo il Kotor Articulations, che contiene tutti i componenti più efficaci in forme che soddisfano i criteri di scelta e in dosi esatte corrispondenti alla loro maggiore efficacia. Questo prodotto è stato chiaramente messo a punto sulla base dell’ultima letteratura medica.

Previeni e combatti l’artrosi con integratori naturali

Prova la sinergia di questi due integratori fitoterapici, prescritti da anni in Francia da medici e ortopedici.

Kotor Silicio organico preserva e rivitalizza la struttura ossea, Kotor Articulations inibisce il dolore agendo efficacemente sul processo infiammatorio.

Sono consigliati cicli di minimo 2 mesi.

Kotor Silicio Organico

Kotor Silicio Organico
cura per 1 mese 33,50 €

Kotor Articulations

Kotor Articulations
cura per 1 mese 32,60 €

Attenzione, l’efficacia di queste sostanze anti-artrosi non è garantita al 100%. Come detto in precedenza, alcune persone non risponderanno e, naturalmente, più la tua artrosi è a uno stadio avanzato, più sarà lunga e incerta l’eliminazione del dolore e il recupero della flessibilità e mobilità articolare.
Inoltre, sempre tenere a mente che una dieta corretta è il primo pilastro per qualsiasi trattamento.

Bibliografia

  1. Degenerative diseases of the musculoskeletal system–overview of current clinical studies of Devil’s Claw (Harpagophyti radix)].
  2. Fiebich BL : Inhibition of TNF-alpha synthesis in LPS-stimulated primary human monocytes by Harpagophytum extract SteiHap 69. Phytomedicine. 2001 Jan;8(1):28-30.
  3. Wegener T : Treatment of patients with arthrosis of hip or knee with an aqueous extract of Devil’s Claw (Harpagophytum procumbens DC.). Phytother Res 2003, 17(10):1165-1172.
  4. Chrubasik S : A randomized double-blind pilot study comparing Doloteffin and Vioxx treatement of low back pain. Rheumatology (Oxford). 2003, 42(1) : 141-148.
  5. Effectiveness and safety of Devil’s Claw tablets in patients with general rheumatic disorders. Author: Warnock M, McBean D, Suter A, Tan J, Whittaker P. Source: Phytother Res. 2007; 21(12):1228-33.
  6. Reginster JY, Deroisy R, Rovati LC, Lee RL, Lejeune E, Bruyere O, Giacovelli G, Henrotin Y, Dacre JE, Gossett C. Long-term effects of glucosamine sulphate on osteoarthritis progression: a randomised, placebo-controlled clinical trial.Lancet 2001 Jan 27;357(9252):251-6.
  7. Pavelka K, Gatterova J, Olejarova M, Machacek S, Giacovelli G, Rovati LC. Glucosamine sulfate use and delay of progression of knee osteoarthritis: a 3-year, randomized, placebo-controlled, double-blind study.Arch Intern Med 2002 Oct 14;162(18):2113-23.
  8. Zhang W, Doherty M, Leeb BF, et al. EULAR evidence-based recommendations for the diagnosis of hand osteoarthritis : Report of a task force of ESCISIT. Ann Rheum Dis 2009;68:8-17.
  9. Arthrose la chondroitine et la glucosamine sont-elles efficaces ?
  10. The Combination of Chondroitin Sulfate and Glucosamine Proves Effective for the Symptomatic Treatment of Knee Osteoarthritis
  11. Efficacy of methylsulfonylmethane supplementation on osteoarthritis of the knee: a randomized controlled study. Debbi EM1, Agar G, Fichman G, Ziv YB, Kardosh R, Halperin N, Elbaz A, Beer Y, Debi R.
  12. Meta-Analysis of the Related Nutritional Supplements Dimethyl Sulfoxide and Methylsulfonylmethane in the Treatment of Osteoarthritis of the Knee Sarah Brien,1 Phil Prescott,2 and George Lewith1, 1Department of Primary Medical Care, University of Southampton, Aldermoor Health Centre, Aldermoor Close, Southampton, Hindawi Publishing Corporation, Evidence-Based Complementary and Alternative Médicine 2009
2017-05-11T18:24:34+00:00

Scrivi un commento

NatureLab16:20