Ho dolore alle ginocchia, faccio fatica a salire o scendere le scale, ad alzare il braccio per pettinarmi, le mie dita si deformano... Probabilmente si tratta di artrosi
L'artrosi, così comune da essere spesso associata al termine "reumatismi", colpisce circa 7 milioni di persone in Italia. È il primo motivo di consultazione dal medico di base e le sue conseguenze non sono solo individuali: nel 2012, i costi diretti legati all’artrosi in Italia superavano 2 miliardi di euro.
In realtà, il termine "reumatismi" è un’espressione generica che indica l’insieme dei dolori e delle infiammazioni che colpiscono le articolazioni. Comprende non solo le ossa e le cartilagini, ma anche i muscoli, i tendini, i legamenti e persino la membrana sinoviale, che produce il liquido lubrificante essenziale per il corretto funzionamento delle articolazioni.
L’artrosi, invece, è una patologia di natura meccanica: la cartilagine articolare si consuma, si fessura e si deteriora, causando dolore, rigidità e limitazione nei movimenti. Le previsioni delle autorità sanitarie sono allarmanti: entro il 2050, più di 600 milioni di persone nel mondo potrebbero esserne colpite.
Non confondere artrosi e artrite
L’artrosi e l’artrite sono spesso confuse, ma si tratta di due condizioni diverse, con cause e sintomi specifici:
- Il dolore dell’artrosi, come detto, è definito meccanico: peggiora con l’uso dell’articolazione, soprattutto dopo uno sforzo, e tende a diminuire con il riposo. Può anche essere barosensibile, ovvero influenzato dai cambiamenti della pressione atmosferica. Il freddo, l’umidità e le basse pressioni spesso aggravano i sintomi, così come la permanenza in ambienti umidi.
- Al contrario, il dolore dell’artrite è detto infiammatorio. Si intensifica con il riposo, con un picco di intensità al mattino. In genere, migliora progressivamente con il movimento e il cosiddetto "sblocco articolare", la cui durata varia a seconda della natura della patologia.
Quali sono le articolazioni più colpite?
L’artrosi può colpire diverse articolazioni e la sua diagnosi si basa principalmente su esami radiologici.
A livello della colonna vertebrale, il mal di schiena nella zona lombare (lombalgia) è molto comune negli uomini e nelle donne sopra i 50 anni. Nei più giovani, invece, è spesso di origine muscolare e/o discale. La lombalgia può essere accompagnata da nevralgie, sciatalgie o cruralgie (dolori infiammatori del nervo crurale), talvolta legate alla presenza di un’ernia del disco. Con l’avanzare dell’età, il dolore è più frequentemente associato all’artrosi, che può causare discopatie degenerative, spesso conseguenti a problemi posturali come scoliosi, cifosi o lordosi. Per questo, una diagnosi medica accurata è indispensabile.
I dolori cervicali, invece, sono generalmente legati all’artrosi cervicale, ma possono anche derivare da disturbi intervertebrali, talvolta trattabili con terapie osteopatiche eseguite da specialisti.
Per quanto riguarda le altre articolazioni (anche, ginocchia, mani, spalle, ecc.), il deterioramento della cartilagine è spesso primario e può essere influenzato da anomalie posturali. Ad esempio nell’anca, un difetto di copertura della testa del femore o una gamba più corta dell’altra può favorire l’usura articolare. Nel ginocchio, un’anomala inclinazione del piatto tibiale associata al sovrappeso o all’obesità può accelerare il processo degenerativo. Nelle spalle, invece, traumi ripetuti o incidenti possono essere fattori scatenanti.
L’artrosi delle mani ha spesso un’origine ereditaria e può manifestarsi sotto forma di rizartrosi del pollice o artrosi digitale. Queste deformazioni delle dita, oltre a essere antiestetiche, possono risultare invalidanti, soprattutto per chi svolge professioni manuali come artigiani, musicisti, sarti, cuochi.
Il dottor Alain Joseph, omeopata, ha scritto un libro sull’artrosi delle mani e sui trattamenti basati sull’autocinesi, una tecnica di fisioterapia che il paziente può eseguire autonomamente. Questa pratica, se iniziata ai primi segnali della malattia e seguita con costanza, può portare a un miglioramento duraturo.
In presenza di artrosi, i muscoli della mano tendono ad atrofizzarsi rapidamente, rendendo fondamentale la rieducazione attraverso esercizi di stretching e potenziamento muscolare contro resistenza. Questo approccio aiuta a rafforzare la muscolatura della mano, migliora la microcircolazione e contrasta il processo infiammatorio e fibrotico tipico dell’artrosi.
Ecco alcuni movimenti utili da praticare quotidianamente:
- Aprire ampiamente e con forza la mano, estendendo le dita al massimo, come se volessero occupare tutto lo spazio, con particolare attenzione al pollice.
- Rilasciare leggermente la tensione, poi allungare successivamente ogni dito uno alla volta e poi due alla volta.
- Avvicinare e allontanare le dita con la mano aperta, per stimolare i muscoli interossei.
- Eseguire flessioni ed estensioni di ogni dito, uno alla volta, mantenendo gli altri in flessione con l’aiuto dell’altra mano.
In generale, l’artrosi provoca spesso un pizzicamento articolare, che può essere ridotto con stretching regolare dell’articolazione interessata.
Quando consultare un medico?
I sintomi dell’artrosi possono essere fuorvianti, quindi prima di scegliere un trattamento è fondamentale ottenere una diagnosi medica precisa.
Una visita specialistica è particolarmente consigliata in caso di dolore acuto associato a difficoltà nei movimenti e a sintomi generali come febbre o un peggioramento dello stato di salute.
La consultazione medica è inoltre essenziale per escludere altre possibili cause, tra cui traumi, fratture, patologie tumorali o reazioni avverse a farmaci, come i bifosfonati o i fluorochinoloni.
Quali trattamenti ti verranno proposti?
I trattamenti allopatici per l’artrosi agiscono su due livelli: riduzione del dolore e protezione della cartilagine residua. Le opzioni terapeutiche principali includono:
- Antidolorifici: di livello 1, come il paracetamolo, o di livello 2, come gli oppiacei (ad esempio, la morfina).
- Antinfiammatori non steroidei (FANS): assunti per via orale (per un periodo il più breve possibile, spesso associati ad antiacidi o inibitori di pompa protonica – IPP) o applicati localmente sotto forma di gel (attenzione a lavarsi le mani dopo l’uso).
- Farmaci antiartrosici sintomatici ad azione lenta (SYSADOA: (Symptomatic Slow Acting Drug in OsteoArthritis): come il solfato di condroitina, il solfato di glucosamina e i frazionati insaponificabili di avocado e soia.
- Infiltrazioni di cortisone nelle fasi acute.
- Acido ialuronico, una proteina essenziale del liquido sinoviale, iniettato nell’articolazione per ridurre l’attrito e migliorare la mobilità.
- Lavaggi articolari sotto anestesia locale, utili per rimuovere frammenti di cartilagine deteriorata.
Esistono anche approcci complementari come la fisioterapia, l’agopuntura e le cure termali, che possono aiutare a migliorare la mobilità e ridurre il dolore articolare.
Il trattamento chirurgico, riservato ai casi di grave limitazione funzionale, riguarda circa il 10% dei pazienti, principalmente per l’impianto di protesi d’anca o di ginocchio.
8 consigli per uno stile di vita sano
- Combatti il sovrappeso: perdere peso equivale a liberarsi di due valigie pesanti che gravano sulle articolazioni, soprattutto quelle delle ginocchia.
- Fai attività fisica regolare e a basso impatto, come il nuoto o la camminata con scarpe adeguate (le solette ortopediche possono essere di grande aiuto). Questo aiuta a mantenere la mobilità e la flessibilità articolare. Evita invece gli sport ad alto impatto, come sci, calcio o tennis, che sollecitano troppo le articolazioni. Attenzione: sospendere completamente l'attività fisica accelera la degenerazione della cartilagine. Muoviti secondo le tue possibilità, ma muoviti sempre!
- Adotta una postura corretta: scegli un materasso rigido per dormire e assicurati di mantenere sempre la schiena ben appoggiata quando sei seduto.
- Evita di sollevare carichi pesanti.
- Prova la balneoterapia, le cure termali o la talassoterapia, utili per rilassare i muscoli e ridurre il dolore articolare.
- Depura regolarmente il tuo organismo con cicli di piante drenanti come carciofo (foglie), rosmarino (sommità fiorite), bardana (radice) e tarassaco (foglie). Abbina a queste cure un’acqua povera di residuo fisso (meno di 100 mg/l) per facilitare il drenaggio e l’eliminazione delle tossine.
- Segui un’alimentazione ricca di calcio, vitamina D3, K2 e C. Preferisci alternative ai latticini acidificanti, mandorle e verdure a foglia verde (es. cavoli). Integra alimenti con proprietà antinfiammatorie, come gli omega-3 presenti in pesci grassi (acciughe, sgombri, sardine) e in noci e semi di lino macinati freschi.
- Scegli un’alimentazione poco acida o a basso potere acidificante, che favorisce il drenaggio dell’organismo e aiuta a ridurre il dolore. Attenzione: gli alimenti acidi non sono sempre acidificanti! Ad esempio, il limone è acido al gusto ma alcalinizzante dopo la digestione, mentre la carne, al contrario, è acidificante.
L’equilibrio acido-base
Questo concetto, essenziale per mantenere un buon stato di salute, è strettamente legato all’alimentazione. Ristabilire questo equilibrio aiuta a prevenire diversi disturbi, come artrosi, osteoporosi e infiammazioni croniche.
Un eccesso di acidità nei tessuti costringe l’organismo ad attingere alle proprie riserve alcaline, in particolare quelle presenti nelle ossa. Questo meccanismo favorisce la demineralizzazione, causando infiammazioni e dolori articolari. Gli sportivi, ad esempio, consumando pochi vegetali e molti carboidrati complessi, tendono ad aggravare questa acidità cronica, soprattutto perché gli sforzi ripetuti indeboliscono i tendini.
L’alimentazione moderna, ricca di sale e cibi trasformati (pane, formaggi, salumi, piatti pronti, bibite gassate) e povera di verdure e frutta alcalinizzante, accentua ulteriormente questo squilibrio. Questo regime alimentare si discosta notevolmente da quello dei nostri antenati cacciatori-raccoglitori, nonostante il nostro genoma sia ancora molto simile al loro.
Ritrovare il piacere della cucina casalinga e dei prodotti freschi del mercato è quindi una soluzione fondamentale per ristabilire questo equilibrio.
Consigli per ritrovare un equilibrio acido-base ottimale
- Ridurre il consumo di sale: limita gli alimenti ricchi di sodio, come salumi, formaggi e piatti pronti.
- Consumare alimenti ricchi di potassio: patate, banane, avocado, verdure a foglia verde e frutta secca sono particolarmente benefici.
- Preferire alimenti con PRAL negativo: questi cibi alcalinizzanti, come molta frutta e verdure, aiutano a ridurre il carico acido nell’organismo. PRAL significa Potential Renal Acid Load, ovvero potenziale di carico acido renale
- Scegliere la cottura a vapore: rispetto alla bollitura, preserva meglio il potassio negli alimenti.
- Fare cicli di piante depurative: tarassaco, carciofo e bardana favoriscono l’eliminazione delle sostanze acide.
- Equilibrare il microbiota intestinale: alimenti fermentati come kefir, crauti crudi e pane a lievitazione naturale possono aiutare.
- Monitorare il pH urinario: il medico può valutare il livello di acidità attraverso misurazioni giornaliere.
- Gestire lo stress: è un fattore chiave per mantenere un equilibrio generale ottimale.
Nota bene
Nonostante alcune credenze diffuse, è fondamentale distinguere tra acidosi patologica e acidità latente nei tessuti:
- L’acidosi patologica è una grave riduzione del pH sanguigno (normalmente compreso tra 7,38 e 7,42) che richiede un intervento medico urgente.
- L’acidità latente tissulare, invece, è un eccesso cronico di carico acido nei tessuti, che può favorire patologie da accumulo ed essere associata ai dolori artrosici.
Per compensare questa condizione, l’organismo attinge alle proprie riserve alcaline, in particolare:
- Ossa → utilizza i sali di calcio
- Tessuti → utilizza i sali di magnesio e potassio
Questo processo porta a una maggiore eliminazione di minerali attraverso le urine, con possibili effetti negativi sulla salute delle ossa e delle articolazioni.
Le piante per alleviare l’artrosi
Alcune piante sono riconosciute per la loro azione benefica contro l’artrosi grazie alle loro proprietà antinfiammatorie e remineralizzanti, senza dimenticare l’importanza del drenaggio.
- Harpagophytum(artiglio del diavolo): originaria della Namibia, questa pianta è iscritta nella farmacopea dal 1989 per la sua attività antinfiammatoria. I suoi principi attivi principali (harpagoside, harpagide) alleviano i dolori articolari di origine artrosica. È sconsigliata in caso di disturbi gastrici o calcoli biliari.
- Curcuma (Curcuma longa): questo rizoma indiano, noto per le sue proprietà antinfiammatorie, deve essere associato a pepe, zenzero o grassi per migliorarne l’assorbimento. Per ottimizzarne l’efficacia, è meglio scegliere formulazioni come nano-emulsioni o matrici di dispersione. È controindicata in caso di ostruzione delle vie biliari.
- Equiseto (Equisetum arvense): particolarmente ricco di silicio organico e altri minerali, questa pianta è essenziale per il drenaggio e la protezione dei tessuti ossei e cartilaginei. Favorisce l’eliminazione renale senza alterare l’equilibrio tra acqua e minerali.
- Tarassaco (Taraxacum officinale): le sue foglie, ricche di flavonoidi, favoriscono l’eliminazione renale e supportano la digestione grazie alla loro azione coleretica. Suggerimento: per variare, si può preparare un’insalata di germogli di tarassaco con ravanello nero e limone.
Aromaterapia: alleviare l’artrosi con gli oli essenziali
Gli oli essenziali (OE) sono particolarmente efficaci se utilizzati in massaggi per lenire i dolori articolari causati dall’artrosi.
Ecco i principali oli essenziali e i loro benefici:
- Gaultheria (Gaultheria procumbens) - Olio essenziale con potente azione antinfiammatoria e analgesica, grazie all’elevata concentrazione di salicilato di metile (99%).Ideale per calmare i dolori articolari, i crampi e le contratture muscolari.
Uso: diluire sempre in un olio vegetale prima dell’applicazione, poiché puro può causare una sensazione di calore o irritazioni cutanee.
Precauzioni: può provocare irritazioni; eseguire un test di tolleranza prima dell’uso. - Zenzero (Zingiber officinale) - Possiede proprietà antinfiammatorie, analgesiche e revulsive (provoca un'irritazione locale della pelle per deviare il dolore o l'infiammazione verso un'area più profonda.). Efficace contro i dolori articolari e aiuta a migliorare la circolazione sanguigna nelle zone colpite.
Precauzioni: evitare di usarlo in grandi quantità in combinazione con altri oli essenziali revulsivi, come gaultheria o chiodi di garofano. - Rosmarino canfora (Rosmarinus officinalis ) - Olio essenziale rilassante e antinfiammatorio, particolarmente indicato per alleviare le contratture muscolari e i dolori articolari legati all’artrosi.
Precauzioni: sconsigliato a donne in gravidanza, in allattamento e bambini. Usare solo per applicazioni locali per evitare i rischi di neurotossicità legati alla canfora. - Menta piperita (Mentha × piperita) - Grazie al suo contenuto di mentolo, offre una sensazione rinfrescante e anestetizzante. Ideale per calmare rapidamente il dolore.
Precauzioni: sconsigliata a bambini sotto i 7 anni, donne in gravidanza e in allattamento, a causa del rischio di neurotossicità. - Lavanda vera (Lavandula angustifolia) - L’olio essenziale di lavanda vera è polivalente, calmante e analgesico, ed è ben tollerato dalla pelle. Può essere utilizzato in sicurezza per alleviare i dolori articolari leggeri e si associa facilmente ad altri oli essenziali più forti per potenziarne l’effetto.
Precauzioni: non presenta controindicazioni importanti, salvo possibili allergie individuali.
Ed ecco due preparazioni che potrebbero esserti di aiuto.
In caso di artrosi aggravata dal freddo, si consiglia l’applicazione locale di oli essenziali riscaldanti, come nella seguente formula:
- OE di rosmarino canfora (Rosmarinus officinalis, pianta fiorita): 2 g;
- OE di trementina pura di Bordeaux (Pinus pinaster, resina): 2 g;
- OE di Wintergreen (Gaultheria fragrantissima o G. procumbens, pianta intera): 2 g;
- Eccipiente: completare fino a 100 g con una crema idro-lipidica o un estratto lipidico di arnica (olio di arnica);
- Uso: applicare 2 volte al giorno sulla zona dolorante, massaggiando fino a completo assorbimento.
Per l’artrosi i cui sintomi migliorano con il freddo, si consiglia l’applicazione di una miscela di oli essenziali rinfrescanti, preparata con la seguente formula:
- OE di menta piperita (Mentha × piperita, pianta intera): 3 g;
- OE di rosmarino canfora (Rosmarinus officinalis, pianta fiorita): 2 g;
- OE di lavanda vera (Lavandula vera, foglie): 2 g;
- OE di Wintergreen (Gaultheria fragrantissima o G. procumbens, pianta intera): 1 g;
- Eccipiente: completare fino a 100 g con olio di arnica (estratto lipidico di arnica).
- Uso: applicare 2-3 volte al giorno sulla zona dolorante, massaggiando fino a completo assorbimento.
Test: valuta l’impatto dell’artrosi sulla tua quotidianità con il WOMAC
Il WOMAC (Western Ontario and McMaster Universities Osteoarthritis Index) è uno strumento validato per misurare l’impatto dell’artrosi degli arti inferiori sulla qualità della vita.
Si basa su una scala di Likert a 5 livelli, da usare per rispondere ad ogni domanda:
- 0 = Nessuno
- 1 = Leggero
- 2 = Moderato
- 3 = Severo
- 4 = Estremo
Il questionario è suddiviso in tre aree principali: dolore, rigidità articolare e funzionalità articolare.
I punteggi possono essere analizzati separatamente per ogni categoria oppure complessivamente per l’intero WOMAC.
Dolore: che intensità di dolore provi a:
- Camminare su una superficie piana?
- Salire o scendere le scale?
- Stare a letto o girarsi durante il sonno?
- Alzarsi o sedersi da una sedia?
- Stare in piedi in posizione eretta?
Rigidità: quanto è rigida la tua articolazione quando:
- Ti alzi al mattino?
- Ti muovi dopo essere stato seduto, sdraiato oppure dopo aver riposato nel corso della giornata?
Funzionalità: quanto è difficile per te svolgere queste attività:
- Scendere le scale?
- Salire le scale?
- Alzarsi da seduto?
- Stare in piedi?
- Piegarsi verso il pavimento?
- Camminare su una superficie piana?
- Entrare e uscire da un'autovettura?
- Andare a fare la spesa?
- Mettere i calzini o le calze?
- Alzarsi dal letto?
- Togliere i calzini o le calze?
- Sdraiarsi sul letto?
- Entrare ed uscire da una vasca da bagno?
- Stare seduto?
- Sedersi e alzarsi dal water?
- Fare lavori domestici pesanti?
- Fare lavori domestici leggeri?
Interpretazione dei risultati del test WOMAC
L’indice WOMAC viene calcolato su un totale di 96 punti, dove 0 indica la migliore condizione possibile e 96 rappresenta la situazione più grave: un punteggio complessivo elevato indica un'osteoartrite più invalidante, caratterizzata da maggiore intensità del dolore, rigidità o limitazioni funzionali. Al contrario, un punteggio basso riflette una minore compromissione, indicando una migliore qualità di vita.
Un’analisi dettagliata per ciascun ambito (dolore, rigidità, funzionalità) può aiutare a individuare le priorità terapeutiche, consentendo un trattamento in base alle esigenze del paziente.
L’artrosi può avere un impatto significativo sulla qualità della vita, ma monitorarne i sintomi permette di comprenderne meglio l’evoluzione e adottare strategie mirate per alleviare il dolore e migliorare la mobilità. Se il tuo punteggio indica un disagio importante, non esitare a consultare un medico per valutare le migliori opzioni di trattamento e preservare al meglio la tua autonomia quotidiana.
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