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Argento colloidale: l’antibiotico naturale

Una semplice sospensione di microscopiche particelle d’argento  in acqua purissima e niente di più: è quello che viene chiamato argento colloidale, ed è uno dei migliori rimedi naturali possibili.

È in grado di:

  • uccidere la maggior parte dei batteri e agenti patogeni virali;
  • accelerare la guarigione di ferite e ustioni;
  • curare la pelle e le allergie;
  • stimolare le difese naturali;
  • purificare l’acqua

L’antibiotico prima degli antibiotici

L’argento colloidale è stato utilizzato massivamente dai medici per quasi mezzo secolo, fino agli inizi degli anni quaranta. Caduto nel dimenticatoio dopo l’invenzione degli antibiotici di sintesi, è tornato di attualità da quando questi ultimi sembrano destinati a perdere la battaglia contro le infezioni. La sua azione “magica” è accompagnata da solide prove scientifiche, tanto che medici hanno potuto dichiarare che:

  • “L’argento è la nostra migliore arma contro i microbi” – Dr. Harry Margraf, (Washington University, St. Louis);
  • “L’argento uccide anche i ceppi resistenti agli antibiotici e stimola la guarigione della pelle.” – Dr. Robert Becker, (Syracuse University, New York);
  • “La maggior parte degli antibiotici di sintesi uccide solo una parte degli agenti patogeni, l’argento colloidale è efficace contro circa 650 malattie.” (studi del Dr. Henry Crooks).

Gli usi dell’argento nella storia

Le proprietà germicide e antibatteriche del metallo argento sono conosciute fin dall’antichità: Greci, Persiani e Romani lo usavano comunemente nella vita domestica. Vasi d’argento per conservare i liquidi (acqua, vino, etc.) destinati ai sovrani e all’aristocrazia, che mantenevano così la loro freschezza e le loro qualità più a lungo che in altri contenitori. L’argento serviva anche per fabbricare gli utensili da tavola e da cucina, una tradizione che esiste ancora oggi.
Ma perché non aver scelto un altro metallo, meno oneroso? Perché i nostri antenati avevano compreso che ingerire regolarmente minuscole particelle d’argento contribuiva ad aumentare l’immunità nei confronti di alcune malattie: naturalmente questa pratica si basava solo su conoscenze empiriche.
Del resto è certo il  tradizionale culto del tè (acqua bollita servita in teiere d’argento) che ha permesso alla Gran Bretagna di sopravvivere ai terribile miasmi delle sue colonie, sia in India che a Hong Kong o altrove. Era inoltre prassi comune mettere monete d’argento sul fondo dei recipienti che contenessero alimenti o latte per preservarne la freschezza, un metodo adottato nel XIX secolo anche dai pionieri americani. Recentemente, nella seconda metà del XX secolo, quando i farmacisti preparavano pozioni o unguenti nei loro retrobottega, mettevano sul fondo dei contenitori una lamina d’argento.

Albert Schweitzer, la Nasa e gli ospedali americani

I benefici delle pratiche popolari sono stati dimostrati dalla ricerca moderna: si è potuto determinare che l’argento metallico si discioglie in acqua a un tasso di circa 10 parti per miliardo, ossia 10 microgrammi per litro, e che questa dose – per quanto estremamente bassa (0,01 ppm), uccide i colibacilli e la salmonella.
È lo stesso principio dell’argento colloidale.
Nel 1928, facendo rivivere la tradizione, GA. Krause ebbe l’idea di mettere un rivestimento d’argento nei sistemi di filtrazione ad uso domestico. Nel 1929, il dottor Albert Schweitzer riferiva che tutti i patogeni erano eliminati quando l’acqua era trattata con particelle d’argento portatrici di una carica elettrica. Il termine “argento colloidale” non era ancora in uso. Il dottor Schweitzer dimostrò anche come questo trattamento non fosse nocivo per i microrganismi benefici.
Oggi i migliori filtri per l’acqua utilizzano l’argento per evitare la contaminazione, e molte compagnie aeree li adottano per i loro aerei. La NASA ha scelto un sistema di trattamento delle acque a base di argento colloidale per sterilizzare l’acqua a bordo delle sue navicelle spaziali, e anche i russi usano l’argento colloidale per gli stessi fini.
Negli Stati Uniti alcune città hanno scelto l’argento per il trattamento delle acque reflue e delle piscine. In Nebraska, è stata dimostrata l’efficacia dell’argento colloidale decontaminando uno stagno volontariamente inquinato con E. coli (Escherichia coli): passando attraverso filtri dotati di elettrodi d’argento l’acqua è stata completamente purificata in tre ore.
Noti studi hanno rivelato che le reti di distribuzione idrica interne degli ospedali erano i principali responsabile della legionellosi, un tipo di polmonite che si contrae in degenza. La maggior parte dei principali ospedali negli Stati Uniti ha installato sistemi di ionizzazione argento/rame, che hanno consentito di eradicare con successo la Legionella pneumophila dalle loro reti di acqua calda. Questi sistemi sono ovviamente omologati e approvati dalle autorità interessate.

L’argento colloidale: un antibiotico alternativo

L’argento colloidale, nella sua applicazione come antibiotico e disinfettante, è stato abbandonato dopo la comparsa degli antibiotici di sintesi.
Ma l’uso sistematico di questi antibiotici ha portato alla nascita di nuovi ceppi di batteri, a loro resistenti.
Dobbiamo infatti ricordare che:

  • I ceppi di Staphylococcus aureus resistenti alla meticillina e ad altri antibiotici sono endemici negli ospedali;
  • Vediamo l’emergere di enterococchi resistenti alla vancomicina: questi batteri infettano le ferite, le vie urinarie e altri siti.
  • Attualmente, circa il 30% dei casi isolati di streptococco polmonare sono resistenti alla penicillina, il farmaco principalmente utilizzato per trattare questa infezione.
  • Oltre il 30% dei casi isolati di blenorragia (gonorrea) sono resistenti alla penicillina o alla tetraciclina, o a entrambi.
  • La resistenza alla clorochina (farmaco utilizzato nel trattamento del paludismo) è apparsa in molte parti del mondo.
  • Ceppi di bacilli della tubercolosi resistenti a un gran numero di farmaci sono apparsi negli ultimi dieci anni.
  • Nei paesi in via di sviluppo appaiono ceppi resistenti di batteri altamente patogeni, come la Shigella dysenteriae, il Campylobacter e l’Escherichia coli. Ultimamente, la Salmonella typhimurium resiste all’ampicillina, alla streptomicina, alla tetracicline, ai sulfamidici e al cloramfenicolo, e la malattia è ricomparsa in Europa, in Canada e negli Stati Uniti.
  • Studi recenti hanno riportato la resistenza di alcune specie di Candida al fluconazolo, un farmaco ampiamente utilizzato per il trattamento di malattie fungine sistemiche.

Con il suo effetto antimicrobico naturale, l’argento deve riprendere oggi il posto che gli spetta.

È in forma colloidale che l’argento si dimostra più efficace, più assimilabile e senza tossicità. I colloidi sono particelle estremamente sottili (tra 1 e 9 nanometri – 1 micron = 1.000 nm) che non si depositano nei tessuti e rimangono in sospensione per una disponibilità immediata alle cellule. I principali fluidi circolanti (sangue e linfa) sono loro stessi di natura colloidale. Microrganismi patogeni che si erano immunizzati contro gli antibiotici, diventano insensibili dopo la somministrazione di argento colloidale.
La preparazione di soluzioni colloidali necessita l’uso di alta tecnologia ed è controllata dalla microscopia elettronica, il metodo GDMS (Glow Density Mass Spectrometry), e l’assorbimento atomico. Queste soluzioni non devono mostrare nessun “disturbo”: le particelle devono essere invisibili e non deve esservi alcun deposito. La carica elettrica negativa delle particelle fa sì che queste restino in sospensione nell’acqua e non necessitino di stabilizzanti, proteine o conservanti.
Una volta nell’organismo, queste particelle sono attratte elettromagneticamente dalle zone malate attraversano le membrane cellulari, e agiscono come catalizzatori inibendo gli enzimi distruttori.

Come agisce l’argento colloidale

Con riferimento alle comunicazioni scientifiche e mediche, gli effetti dell’argento colloidale possono essere paragonati all’azione di un antibiotico ad ampio spettro.
La sua presenza “inizia” un enzima che agisce localmente su ogni singolo battere, fungo unicellulare o ogni singolo virus, modificandone l’equilibrio acido-basico. Così questi organismi divengono inattivi in un tempo di contatto di circa sei minuti (a volte inferiore), regrediscono nella loro ciclogenia, e poi muoiono.
Questo è stato verificato dal laboratorio dell’UCLA (università della California) e dal lavoro del Dottor Robert O’Becker, Syracuse University Medical Center (NY, USA). Anche i microbi polimorfici, nonché i mutanti, sono sensibili a questo colloide. La maggior parte degli antibiotici prescritti da un medico, non uccide che una parte degli agenti patogeni causa delle malattie, mentre l’argento colloidale è efficace contro circa 650 malattie (Dottor. Henry Crooks).
L’elenco delle malattie che possono essere trattate con l’argento colloidale è così lungo che…  è meglio sintetizzare.

L’argento colloidale può trattare tutte le infiammazioni, i problemi della pelle, le ferite e le piaghe, le infezioni fungine/micosi di tutti i tipi, tutte le infezioni batteriche o microbiche, ed è un rimedio preventivo straordinaria contro tutte le patologie invernali.

Come usare l’argento colloidale?

Uso esterno

  • Applicare direttamente su ferite o abrasioni della pelle, su eczemi, ustioni, punture di insetti, acne, verruche, ferite aperte e micosi.
  • Come spray, per il naso e la gola.
  • In inalazioni, per problemi polmonari.
  • In lavaggi intestinali o vaginali, aggiungendone 2 cucchiaini.
  • Gargarismi, nelle malattie settiche della bocca (piorrea, tonsillite, afte), e per tutte le infiammazione della cavità orale.
  • Occhi: una goccia in ogni occhio più volte al giorno per gli stati infiammatori e irritativi (congiuntivite). Le lenti a contatto non sono un ostacolo.
  • Per le orecchie, alcune gocce.
  • Sinusite: spray o gocce per il naso.
  • Per purificare l’acqua potabile: mettere 1 cucchiaino di argento colloidale per litro di acqua e attendere 10 minuti prima di bere.
  • Animali domestici: un paio di gocce sulle zone colpite (parassiti).
  • Piante: in vaporizzazione per combattere gli attacchi di batteri, virus e funghi, e da aggiungere anche all’acqua dell’innaffiatura (1 cucchiaio per 250 ml di acqua).

Uso interno

Adulti: 1 cucchiaio (= 5 ml) tre/quattro volte al giorno, mantenere un paio di minuti in bocca prima di deglutire.
Bambini: da 1 a 2 cucchiaini da caffè secondo l’età, da 3 a 4 volte al giorno.

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Efficace anche per sbarazzarvi del mercurio!

È ben noto che l’argento e il mercurio hanno una grande affinità: del resto gli amalgami dentali convenzionali (otturazioni) sono composti da leghe contenenti anche mercurio e argento.
Si è constatato che quest’affinità crea un tropismo reciproco a livello cellulare per cui l’argento in forma colloidale agisce come un eccellente chelante del mercurio.
La prova è che si ritrova del mercurio nelle urine di persone mercurizzate che assumino argento colloidale: un risvolto inatteso certo utile per molti di noi.

2017-03-21T23:01:46+00:00

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