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Agnocasto: il coreografo della danza degli ormoni femminili

22 aprile 2016

Ecco l’unica pianta che agisce direttamente sugli ormoni femminili.

Questo arbusto della famiglia delle Verbenacee armonizza a meraviglia il ciclo femminile. Ma se sei un uomo guardati dall’agnocasto: nel Medioevo veniva impiegata per calmare gli ardori sessuali nei monasteri.

Il pepe dei monaci

L’agnocasto, Vitex agnus castus L., porta un nome popolare curioso eredità del Medioevo: il pepe dei monaci. Le piccole bacche punteggiate lungo il suo stelo lo rendono in effetti molto simile al pepe, e anche il suo profumo lo ricorda.
Si dice che i monaci vi ricorressero per scacciare i pensieri voluttuosi: le sue qualità anti-afrodisiache erano quindi già note. Nel suo nome latino “Vitex agnus castus” troviamo “agnello casto”, che ribadisce questa sua proprietà di rendere l’uomo “casto come un agnello”.
Tuttavia può essere utilizzato anche dalle donne, per le sue virtù di regolatore dei disturbi ormonali.

L’amico intelligente della donna

L’agnocasto agisce direttamente sugli ormoni femminili,  estrogeni e progesterone, che regolano il ciclo mestruale, la fertilità, l’umore, il metabolismo dei grassi… tanti aspetti che vengono minati da un disequilibrio tra questi due ormoni.
Nella maggior parte dei casi gli estrogeni predominano a spese del progesterone, e questo porta al coro greco della sindrome premestruale, i cui disturbi includono irritabilità, seni sensibili e dolorosi, ritenzione idrica e dolore uterino, ma anche mestruo abbondante, infertilità, aumento di peso, cellulite, emicranie, compulsione alimentare o acne. E questo tipo di terreno sarà favorevole allo sviluppo di problemi più sostanziali, come fibromi o tumori ormono-dipendenti.
L’agnocasto non è propriamente una pianta “progesterone-like”, che agisce cioè come il progesterone, ma interviene a monte: sulla produzione di dopamina e prolattina che influenzano la secrezione del progesterone.

Diversi studi(1, 2, 3) hanno dimostrato l’effetto benefico dell’agnocasto su tutti i sintomi della sindrome premestruale.

Quando e come usarlo?

Di solito si assume l’agnocasto durante la seconda parte del ciclo, vale a dire dal 10° al 20° giorno (a partire dal primo giorno della mestruazione) per tre cicli o più se necessario.
Preferite un estratto secco nella forma di compresse o capsule (da 40 a 80 mg al giorno) o un estratto idroalcolico (100-150 gocce al mattino prima del pasto).
Tuttavia sappiate che l’effetto dell’agnocasto sarà quello sperato se il vostro fegato non è in forma: è qui infatti che gli ormoni vengono riciclati.
Una dieta equilibrata (ricca di verdure e povera di zuccheri), una buona gestione dello stress e un’adeguato uso di quelle piante chiamate “epatiche” come l’achillea, il cardo mariano o il tarassaco possono rivelarsi utili.

Attenzione: l’agnocasto è contro-indicato in gravidanza e in allattamento.
In teoria potrebbe disturbare l’azione dei farmaci dopaminergici che compensano i deficit in dopamina durante le malattie degenerative del sistema nervoso centrale: è quindi sconsigliato in caso di malattia di Parkinson.

Bibliografia

  1. Halaska M, Beles P, Gorkow C, Sieder C. Treatment of cyclical mastalgia with a solution containing a Vitex agnus castus extract: results of a placebo-controlled double-blind study. Breast. 1999 Aug;8(4):175-81.
  2. Schellenberg R. Treatment for the premenstrual syndrome with agnus castus fruit extract: prospective, randomised, placebo controlled study. BMJ. 2001 January 20; 322(7279): 134–137.
  3. Loch EG, Selle H, Boblitz N. Treatment of premenstrual syndrome with a phytopharmaceutical formulation containing Vitex agnus castus. J Womens Health Gend Based Med. 2000 Apr;9(3):315-20.

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