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5 malattie che il vostro amico a quattro zampe può trasmettervi (e come evitarle)

L’amore incondizionato di un cane o di un gatto migliora la salute e riduce lo stress.

Inoltre, farvi una passeggiata con il vostro cane ogni giorno, riduce il rischio di malattie cardiache e combatte il sovrappeso.

Però il vostro amico può trasmettervi delle malattie, di cui alcune anche gravi. Le malattie trasmesse tra animali ed esseri umani sono chiamate “zoonosi“: ecco le cinque zoonosi più gravi e come evitarle, con pochi e semplici accorgimenti, senza rinunciare all’affetto del vostro compagno peloso, pennuto o altro…

Toxoplasmosi

La toxoplasmosi riguarda soprattutto i proprietari di gatti, e il suo nome viene dal parassita che ne è responsabile: il Toxoplasma gondii.
È particolarmente pericolosa per le persone dal sistema immunitario indebolito: si rischiano crisi convulsive o gravi infezioni del sistema nervoso (encefalite), e anche le donne in stato interessante dovrebbero essere prudenti: nel 30% dei casi la toxoplasmosi viene trasmesso al feto e questo aumenta il rischio di aborti spontanei e di malattie congenite (infezioni degli occhi, perdita della vista e dell’udito, ritardo mentale).
Il gatto funge da ospite per la riproduzione del parassita, che lo infetta quando mangia carne contaminata o cacciando uccelli, topi o ratti a loro volta infetti. I parassiti alloggiano nel rivestimento dell’intestino tenue del gatto, dove si riproducono e il parassita si ritrova quindi nelle sue feci.
Si può essere infettatati da questo microrganismo se si respira polvere entrata in contatto con gli escrementi del gatto.
È sufficiente non avvicinate la testa alla lettiera del vostro amico quando la cambiate o, se non avete scelta, indossare occhiali e una maschera protettiva che copra il naso e la bocca.
Se il vostro gatto vive in appartamento e non mangiare mai carne cruda, non correte alcun rischio.

Salmonellosi

La salmonella si diffonde principalmente attraverso cibo contaminato, ma anche gli animali possono trasmetterla: in particolare le tartarughe e le lucertole, più raramente cani, gatti, uccelli e cavalli.
La salmonellosi provoca disidratazione, diarrea, febbre e crampi addominali per circa una settimana.
Se sospettate che il vostro animale sia infetto, un veterinario potrà fargli un test della salmonella: nell’attesa, la cosa più sicura è quella di lavarvi le mani dopo averlo accarezzato.

La clamidiosi aviaria

Questa infezione si prende senza contatto, solo respirando particelle volatili provenienti da escrementi secchi di uccelli. Negli esseri umani, i sintomi sono dolore muscolare, febbre e brividi.
Per evitare la contaminazione, lavate regolarmente la gabbia del vostro pennuto proteggendovi gli occhi, il naso e la bocca.
Se pensate che il vostro uccello abbia la clamidiosi aviaria, il veterinario potrà curarlo.

La malattia da graffio di gatto (MGG)

Detta anche bartonellosi, è una malattia batterica causata, nella stragrande maggioranza dei casi (95%) dalla Bartonella henselae, un batterio Gram negativo. Le pulci diffondono questa malattia da gatto a gatto: gli esseri umani possono prenderla da un graffio, da un morso o leccata (su cute lesa), di gatto (più spesso gattini) senza che l’animale dimostri segni di malattia.
L’incubazione varia tra i 3 ed i 12 giorni ed è seguita dalla comparsa di una o più papule o pustole nel punto di inoculazione (primo segno della malattia). Dopo 1-3 settimane le lesioni cutanee scompaiono senza lasciare cicatrici e ad esse si sostituisce il classico segno della MGG: l’ingrossamento dei linfonodi ascellari e, meno frequentemente, di quelli cervicali e inguinali. I linfonodi gonfi sono spesso dolenti, la cute sovrastante è talvolta arrossata; possono suppurare spontaneamente nel 20% dei casi.
I sintomi più comuni negli esseri umani sono simili a quelli dell’influenza. La malattia ha una prognosi eccellente e solitamente si risolve spontaneamente in 6-12 settimane senza alcun intervento terapeutico; la linfoadenopatia può però persistere per mesi prima di scomparire.
Più raramente la MGG può complicarsi per l’interessamento di alcuni organi. Si potrà così avere: la sindrome oculoghiandolare di Perinaud (6%), l’encefalopatia (2%), la neuroretinite, il granuloma epatico (0.3%), l’osteomielite (0.3%), la malattia polmonare (0.2%)
Per ridurre il rischio di infezione, controllate regolarmente che il vostro gatto non abbia le pulci: per evitare questi piccoli animali indesiderati, mescolare 5 gocce di olio essenziale di lavanda (l’unico OE tollerato noi nostri amici felini) con 3 cucchiai di acqua e applicate questa soluzione sul collarino del vostro micio. Cercate di evitare giochi in cui il gatto possa graffiarvi, e se accade, lavate rapidamente la ferita con acqua e sapone.

Gli ascaridi

I cuccioli spesso trasmettono larve e uova di nematodi, vermi tondi: i parassiti intestinali più frequenti. Si trovano nelle loro feci.
Le infestazioni da ascaridi non sono gravi, salvo magari in persone con il sistema immunitario molto compromesso.
È importante comunque sbarazzare il vostro amico dei vermi: per questo potete portarlo dal veterinario o usare un vermifugo a base di piante che combatta i parassiti intestinali. Le piante efficaci sono l’aglio, i chiodi di garofano, il nīm (o neem), l’assenzio, e la ruta. Questi preparati si diluiscono in acqua o si mescolano al cibo.

2017-03-12T22:28:30+00:00

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